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The Broken Key

Considerazioni iniziatiche, interpretazioni esoteriche

6 Dicembre
12:00 2017

Pubblichiamo un articolo di Emanuele Maffia relativo ai contenuti del film "The Broken Key".

L'Autore ha esposto con grande chiarezza i contenuti palesi e nascosti del film di Louis Nero, facendo luce sugli aspetti meno immediati della pellicola e regalando un valido aiuto per comprendere meglio la sottile simbologia ed i messaggi occulti presenti nel film.

Per chi non l'avesse ancora visto questa sera, Merc 6 Dic, al Gobetti di San Mauro alle ore 21 ci sarà una proiezione alla presenza del regista Louis Nero e di vari attori.


THE BROKEN KEY

Di Emanuele Maffia.

I due protagonisti rappresentano i due aspetti dell'essere umano che devono collaborare nel processo di trasformazione, che può consentire di riparare la "Chiave spezzata".

La chiave protagonista del film è un Ankh egizio, ovvero una croce ansata, nota come "Chiave della Vita" ed è spezzata per indicare che lo stato di vita dell'uomo odierno è una "realtà spezzata" in confronto con quello che avrebbe dovuto essere secondo il piano del Logos.

Le vicende dei protagonisti si intrecciano con alcuni omicidi, dove l'assassino lascia sulle vittime delle tele di Bosh raffiguranti i vizi capitali.

 Il tema dei sette vizi capitali è trattato durante una riunione d'istruzione, in una Loggia, dove si accostano le tavole di Bosh con la Divina Commedia di Dante, presentato come Fedele d'Amore.

Il film inizia con la scoperta di un misterioso rotolo, mancante di un frammento.

Questo rotolo è poi spedito alla direttrice del Museo Egizio che poco dopo muore, mentre alla sua destra su uno schermo stile Blade Runner c'è la pubblicità del Moratorium, una azienda di criogenesi che congela persone anziane o malate e le scongela per pochi minuti ogni anno per renderle ai parenti, una sorta d'illusione di vita eterna, infatti è così presentata ai possibili clienti.

La ricerca dei protagonisti è volta verso la Verità con la V maiuscola, unico agente che può concedere la vittoria sulla Morte ma in un modo totalmente diverso.

Le fasi del cammino dei protagonisti, moderni Tamino e Pamina di un'Opera futuristica eppure molto antica, sono sette, anche se una è forse solo sottesa. Questi sette gradi sono posti in relazione ai Pianeti, cosa che accadeva anche nell'Iniziazione al Culto di Mitra, seppur con diverso ordine.

I sette pianeti vengono messi in relazione anche con gli omicidi perpetrati dal misterioso personaggio incappucciato, che lascia le tele di Bosh sulle vittime.

Vediamo quindi una corrispondenza fra fase dell'iniziazione, peccato capitale e pianeta.

In più momenti, nel film, compaiono il pavimento a scacchi e la volta stellata, tipici arredi che ricordano una loggia massonica.

All'inizio del film Adam deve recarsi alla ricerca di un professore che anni prima aveva lavorato al Museo Egizio e che forse avrebbe potuto aiutarlo nella sua ricerca.

Quando giunge nel paese in cui abita il professore, incontra senza riconoscerlo un amico del defunto padre, che assieme a lui andava alla ricerca di reperti egizi sui fondali dei mari italiani.

Questo personaggio nel flashback di Adam sembra essere una sorta di sacerdote, perché alla morte del padre di Adam lo fascia come una mummia ed esegue degli scongiuri sulla barca, ricordando l'immagine del viaggio verso il giorno della barca di Horus.

Quest'uomo misterioso indica ad Adam il luogo, nel bosco o foresta, dove in fondo ad un antro, il Professore conduce alcune ricerche.

Adam giunge alla foresta e si incammina a piedi. Entra in una caverna e la batteria del cellulare si scarica e rimane senza luce. Affetto da claustrofobia, da quando fu rinchiuso in una stiva il giorno della morte del padre, cerca conforto nella luce prodotta dalla fiamma dell'accendino di suo padre, unica eredità da lui ricevuta.

Iniziano qui i viaggi del candidato all'iniziazione, che affronta la Prova della Terra, senza superare la quale non è possibile accedere alle prove successive. L’antro rappresenta l’ignoto, l’inconscio, e al candidato all’iniziazione è richiesto il coraggio per confrontarsi con esso.

La fiammella dell'accendino è il simbolo del piccolo barlume di luce, ultimo ed esile eredità dell'uomo divino originale, che ancora, a fatica, può illuminare il cammino.

L'accendino di Adam non si accende subito e spesso deve sfregare molto per far scattare la scintilla e accendere il gas, proprio come il candidato deve impegnarsi per poter cogliere e utilizzare in modo corretto la flebile luce della scintilla divina che arde nel suo profondo.

Sempre nella grotta giunge ad una cascata interna con laghetto annesso, per ricordare la Prova dell'Acqua.

In un momento successivo, presso la Sacra di San Michele Adam precipitando nel vuoto supererà la Prova dell’Aria.

Oltre, durante una sorta di sogno vigile, Adam, sognando il proprio rogo durante il funerale, supererà la Prova del Fuoco.

Grazie alle indicazioni del professore entra in contatto con Sara Eve (la sua Eva, la sua parte femminile) e da lì in poi, assieme ad essa, proseguirà la sua ricerca della Chiave Spezzata.

Il misterioso assassino incappucciato sembra essere il "cattivo" del film, tuttavia si rivelerà essere l'archetipo alla base delle figure mistico/mitologiche dell'Arcangelo Michele, il cui nome significa "Chi è come Dio?" o "colui che è come Dio", di Horus, di Christian Rosenkreutz come "Figura Christi", che come il Pellicano, offre il suo sangue per sfamare i suoi piccoli e che nel film dona tale nutrimento ad Adam, ormai Morto, per ridargli una nuova vita, una rinascita.

Qui è l'immagine della morte Mistica che il l’iniziato dovrebbe compiere prima d'essere simbolicamente rialzato dalla bara, è la morte del vecchio io in favore della nascita di qualcosa di nuovo che segue una "nuova legge", non essendo più soggetto a quella precedente.

Questo Archetipo che per comodità chiameremo Michele, agisce come il mitologico Al-Kidr della mistica islamica, compiendo atti che a prima vista sembrano omicidi efferati ma che in realtà guideranno i protagonisti fino alla meta.

I personaggi uccisi rappresentano la soppressione dei vizi capitali, vediamo per esempio la grande passione per il cibo del frate sul cui cadavere sarà ritrovato il quadro rappresentante la Gola, o la passione sensuale per la Donna di cui racconta il conte, che vive assieme alla sorella che si presenta con atteggiamento lascivo. Sui loro corpi si troverà il quadro della Lussuria.

Gli altri peccati, Superbia, Avarizia, Ira, Invidia e Accidia sono declinati da altrettanti attori che li rappresentano. Le loro lettere formeranno un Acronimo verbalizzato in alcune scene: S.A.L.I.G.I.A.

L'iniziando deve superare alcune prove per poter ricevere l'iniziazione ma quando l'ha ricevuta la deve trasformare da virtuale in reale, ovvero deve usarne la forza e contenuto per trasformare sé stesso, solo così potrà passare dallo stato di Iniziato a quello di Adepto.

Nel lungo percorso di vita, che scandisce queste tre fasi, la vita stessa agisce come silente guida, che tuttavia lascia all'uomo la scelta su come reagire alle situazioni che essa gli presenta, adeguando a queste reazioni i futuri eventi che gli presenterà e che saranno, quindi, una strada più o meno diretta per giungere all'obbiettivo verso il quale il Logos vuole portarlo.

I protagonisti decidono di ricomporre la chiave e trovare la serratura nella quale questa debba entrare per rivelare il "segreto".

Durante tutta la pellicola diverse porte devono essere attraversate, alcune sono chiaramente definite come punti di passaggio, altre lo lasciano intendere. A titolo d'esempio, l’entrata dell'antro nel bosco, la Porta Magica della cittadina del conte, la porta sotto la statua babilonese al Museo Egizio, la porta della loggia sulla quale è scritto "Flauto magico", chiaro riferimento all'opera iniziatica di Mozart, un'altra porta sulla quale è scritto in greco "Conosci te stesso"

proprio come sul frontone del Tempio di Apollo a Delphi etc.. Passato l'ultimo evento cruento nel quale Geraldine Chaplin vuole scoraggiare Adam dal ricomporre la chiave, i protagonisti si trovano in una stanza con sette colonne, su ciascuna delle quali compare una delle tele di Bosh.

Adam viene pervaso dall'energia contenuta nelle tele che si dissolvono, come a significare che il vizio crei un ristagno di energia pura che, vinto il detto vizio, si libera e infonde consapevolezza nell'iniziato.

Dissoltesi tutte le tele ciò che rimane è l'occhio di Horus nel quale può penetrare la chiave resa nuovamente integra e che dà accesso mediante una scala ad un piano superiore dove il Segreto è non svelato ma "Rivelato" e come tale affidato all'uomo perché non lo sveli, volgarizzandolo, ma lo possa indicare al prossimo affinché questi abbia la possibilità di mettersi alla sua ricerca e, se Dio vorrà, ne possa fare la diretta esperienza.

Il “Male”, rappresentato dall’assassino che uccide i rappresentanti dei sette peccati capitali, alla fine nell’ultimo incontro/scontro con Arthur purificato completamente, svanisce nel nulla essendo anch’Egli un rappresentante del mondo di Maja, così come la sua controparte positiva che appare come Angelo.

Arthur bambino ha gli occhi azzurri, l’adulto possiede gli occhi scuri che in una scena finale del film ritornano azzurri, avendo egli ritrovato la primitiva innocenza.

Molti i contenuti simbolici che raccolgono l’eredità di antiche Tradizioni, in un contesto proiettato nel futuro dove le location più significative del Piemonte fanno da quinta alle vicende narrate.

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