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Politica Locale

Regione Piemonte - Scattato il divieto sulle macchinette per il gioco d’azzardo.

Finalmente un esempio di buona politica.

7 Dicembre
08:00 2017

Il consigliere regionale Daniele Valle, ci ricorda che dal 20 novembre è scaduto il termine per i gestori di bar e tabaccherie per rimuovere le macchinette posizionate a distanza inferiore ai 300/500 metri da tutti quei luoghi considerati c.d. “sensibili”  quali ad esempio scuole, ospedali, luoghi di culto, istituti di credito e bancomat, ecc..

Questo provvedimento è dovuto alla legge regionale n. 9 del 2016 per il contrasto alla ludopatia.

Il governo, nella persona del sottosegretario Baretta ha espresso preoccupazione per la riduzione del gettito fiscale provocata dalla nostra legge regionale, chiedendo una proroga all’entrata in vigore della norma. Problema vero, ma sollevato male.

La competenza in materia sanitaria delle Regioni è granitica, così come i costi, a carico delle Regioni stesse, per la presa in carico delle persone che cadono in questa dipendenza.

Qui non si tratta di proibizionismo, ma piuttosto della presa d’atto di una evidenza: in materia di gioco d’azzardo è l’offerta che genera la domanda e non viceversa. Inoltre, non può certo una proroga a risolvere questi problemi. Peraltro, proprio la logica delle proroghe, sta minando alla base la fiducia e l’affidamento nell’ordinamento giuridico da parte del cittadino.

Il presidente Chiamparino ha trasmesso formalmente le preoccupazioni del governo al Consiglio Regionale, dove tutti i gruppi all’unanimità hanno ribadito contrarietà a ogni intervento dilatorio, prendendo anche atto che, dal punto di vista procedurale, non ci sarebbero mai stati i tempi necessari per modificare la legge.

Nel corso del Consiglio Regionale di martedì 21 novembre,  la maggioranza ha proposto un atto di indirizzo in cui ha ribadito la propria posizione di supporto alla Giunta nell’attuazione della legge, rivendicando con orgoglio una scelta che colloca il Piemonte all’avanguardia nella lotta a questa grave patologia.

Immagine: stateofmind.it

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