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Cronaca

Nuove valvole, c’è la beffa: si paga anche a termosifone spento.

La denuncia de Il Salvagente: un lettore segnala che un calorifero spento può costare caro al suo proprietario.

7 Dicembre
09:00 2017

L‘obbligo di installare termovalvole e ripartitori di calore in nome del risparmio energetico rischia di trasformarsi in una costosa beffa per i consumatori: a denunciarlo è la rivista Il Salvagente, che ha verificato la segnalazione di un lettore sul tema scoprendo che anche un calorifero spento può costare caro al suo proprietario.

IL CASO – L’allarme è partito dopo che un inquilino di un condominio di Melzo, in provincia di Milano, ha scoperto costi sospetti sul riscaldamento in piena estate.
“Lo scorso anno, a settembre 2016 – scrive il signor Lodigiani al Salvagente – i ripartitori sono stati applicati anche nei nostri appartamenti. A fine stagione, dopo il passaggio del tecnico addetto al prelievo e all’azzeramento dei contatori, verifico sugli strumenti stessi che la procedura sia andata a buon fine e che riportino il valore zero predisposto per la nuova stagione. Tutto perfetto”.

Ma lo scrupoloso lettore decide di controllare anche a fine settembre, ben prima dell’accensione del riscaldamento per la stagione invernale. E fa una scoperta: i ripartitori di calore – azzerati in precedenza – riportano globalmente già 315 scatti. “Il nostro lettore – continua il Salvagente -, facendo un rapporto tra l’ammontare di scatti consumati complessivamente nell’ultima stagione invernale e il costo delle bollette per il riscaldamento, è giunto alla conclusione che questi 315 scatti erroneamente calcolati corrispondono a circa 30 euro, pari al 5% circa del consumo”.

IL FENOMENO HA UNA SPIEGAZIONE TECNICA – Di fronte a questo comportamento anomalo, Lodigiani contatta prima l’amministratore di condominio e poi la rivista, che interviene e scopre che, sì, il sistema di contabilizzazione può effettivamente ingannare il consumatore: “È normale – risponde Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti Lombardia -.

La scatoletta bianca misura la differenza di calore del radiatore rispetto all’ambiente. Se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l’estate, e si scalda la piastra d’acciaio, questa diventa calda rispetto all’ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare”.

BASTA UNA DIFFERENZA DI TEMPERATURA DI 3-4 GRADI – E secondo un esperto ingegnere contattato dalla rivista, basterebbe una differenza di temperatura di 3-4 gradi tra radiatore e atmosfera circostante per far partire il conteggio degli scatti. Che poi prosegue a registrare differenze anche inferiori a un grado. Un problema che con il caldo torrido delle ultime estati potrebbe essere capitato a moltissimi italiani.

COSA FARE SE CI SI ACCORGE DEI FALSI CONSUMI – Cosa fare allora se ci si dovesse accorgere di falsi consumi estivi conteggiati? Secondo il presidente della Cna installazione impianti Lombardia, “si può contestare l’amministratore o la ditta responsabile dei termoimpianti per la non regolarità della ripartizione delle spese, e chiedere un rimborso adeguato”.

quifinanza.it

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