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Politica Internazionale

Operazione verità su Gerusalemme.

Nel 1995 il Congresso adottò con larga maggioranza bipartisan la decisione di spostare l’ambasciata a Gerusalemme poi rimandata per oltre vent’anni.

7 Dicembre
08:30 2017

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato mercoledì sera che gli Stati Uniti riconoscono ufficialmente Gerusalemme come capitale d’Israele e che trasferiranno la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.

“Oggi – ha detto Trump parlando dalla Casa Bianca – riconosciamo finalmente ciò che ovvio, che Gerusalemme è la capitale di Israele. E’ la cosa giusta da fare, un passo da tempo dovuto per promuovere il processo di pace e adoperarsi per un accordo durevole”.

Trump ha ricordato che nel 1995 il Congresso adottò con una larga maggioranza bipartisan la decisione di spostare l’ambasciata a Gerusalemme, sottolineando che tutti i suoi predecessori hanno firmato il rinvio della mossa per oltre vent’anni “nella convinzione che tale rinvio avrebbe fatto avanzare la causa della pace.

Ma dopo più di vent’anni di rinvii – ha continuato Trump – non siamo più vicini a un accordo di pace duraturo tra israeliani e palestinesi.

Sarebbe una follia pensare che ripetere la stessa formula possa produrre risultati diversi o migliori. Ho deciso che è ora di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale d’Israele.

Non possiamo risolvere la questione mediorientale con il vecchio approccio, ne serve uno nuovo – ha detto ancora il presidente americano – La scelta di oggi su Gerusalemme è necessaria per la pace” e “la pace in Medio Oriente è necessaria per sradicare l’estremismo”.

“Israele – ha spiegato Trump – è uno stato sovrano e ha il diritto, come ogni altro paese, di determinare la propria capitale. Capire questo è una condizione necessaria per arrivare alla pace.

Gerusalemme non è solo il cuore di tre religioni, ma di una delle democrazie più importanti al mondo. Gli israeliani hanno costruito un paese dove tutti sono liberi di professare la propria religione. Gerusalemme è e deve restare un posto dove gli ebrei pregano al Muro Occidentale, i cristiani percorrono le stazioni della Via Dolorosa e i musulmani pregano nella moschea al-Aqsa. Per decenni non abbiamo riconosciuto nessuna capitale d’Israele.

Oggi riconosciamo l’ovvio: che Gerusalemme è la capitale d’Israele. È il riconoscimento della realtà, niente di più e niente di meno. Gerusalemme è la sede del governo e del parlamento israeliano, così come della Corte Suprema; è la residenza ufficiale del primo ministro e del presidente”.

Trump ha aggiunto d’aver dato disposizione al Dipartimento di stato di dare avvio al processo di trasferimento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, come richiesto dalla legge approvata nel 1995.

Trump ha anche detto che tale decisione non compromette i confini geografici e politici della città, che dovranno essere determinati da israeliani e palestinesi, e ha ribadito che gli Stati Uniti “appoggeranno una soluzione a due stati se concordata da entrambe le parti”. “Voglio anche chiarire bene un punto – ha detto – Questa decisione non intende in alcun modo riflettere un allontanamento dal nostro forte impegno a promuovere un accoro di pace duraturo.

Non stiamo prendendo in alcun modo posizione in merito a questioni relative allo status finale, inclusi i confini specifici della sovranità israeliana a Gerusalemme o la soluzione sui confini contesi, che sono di competenza delle parti coinvolte”. “E’ tempo che i tanti che desiderano la pace espellano gli estremisti dal loro interno. E’ tempo che tutte le nazioni e i popoli civili reagiscano ai disaccordi con il dibattito ragionevole, non con la violenza”.

“Dio benedica gli israeliani, Dio benedica i palestinesi” ha detto Trump chiudendo il breve discorso durato circa cinque minuti.

YnetNews, Ha’artez, israele.net

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