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Cronaca

Il ciberbullismo – campagna educativa della polizia postale.

Fake News? 9 su 10 giovani dichiarano di essere sicuri di saper riconoscere una bufala online.

25 Dicembre
10:00 2017

È diventata ormai una tradizione e un vero e proprio appuntamento con i ragazzi, la campagna educativa realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per rendere reattivi i giovani ai rischi del web. La campagna dei Maker Faire, si sta svolgendo a Roma. 

Aziende come Baci Perugina, Facebook, Fastweb, Google, Italiaonline, Lenovo, Microsoft, Poste Italiane, Tim, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Wind Tre, Youtube e società civile, hanno affiancato la Polizia di Stato per un solo importante scopo: fare in modo che il fenomeno del cyberbullismo nelle diverse forme di trasgressione connesse ad un uso alterato delle tecnologie, non danneggi più nessuno. 

La novità di quest'anno sono le Fake news. Anche se una ricerca di Skuola.net, afferma che 1 adolescente su 3 si dichiara certo di saper riconoscere la bufala, 2 su 3 non sempre riesce a farlo.

Tra gli ‘over25’, invece, ben il 34% ammette di cascarci ogni volta (quota che sale al 55% se isoliamo chi ha più di 30 anni). 

La Polizia di Stato, il Miur, il Garante per l'Infanzia e l’adolescenza, tutti insieme sinergicamente, si sono concentrati sul bullismo in rete e lo strumento risolutivo resta, per loro, ‘ responsabilizzare i ragazzi sull’uso della “parola”.  

Gli studenti attraverso il diario di bordo, l’hastag #unaparolaeunbacio, potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo. 

Internet, ha rimarcato il Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi, mostra evidenti opportunità di progresso culturale ma sottopone gli adolescenti anche a involontari rischi, spesso minimizzati.  

Giorgio Bacilieri, Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Toscana ha precisato – «e anche quest’anno ci prefiggiamo di raggiungere quanti più studenti possibile, per mettere a loro disposizione una ‘cassetta degli attrezzi’ che consenta loro di fruire in assoluta sicurezza di tutte le nuove opportunità della Rete. Ai docenti e ai genitori, sulla base della nostra esperienza professionale quotidiana ‘online’, - ha continuato Bacilieri «forniremo elementi utili per poter meglio affrontare la loro difficile attività educativa nei confronti dei ragazzi».  

Le attività didattiche, sono state curate dal Consorzio interuniversitario della Fondazione Flaminia, coinvolgendo docenti ed esperti del settore, provenienti da molti Atenei italiani e circa trenta "studenti" di 12 Paesi extraeuropei, appartenenti a diverse religioni (musulmani, evangelici, ortodossi, sikh), presenti in Italia da almeno cinque anni, per approfondire, in special modo, la conoscenza delle norme che salvaguardano i diritti umani e la libertà religiosa.

 

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