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Interviste

Le biblioteche di Torino fra tradizione e innovazione

Facciamo il punto sulla situazione delle biblioteche civiche torinesi

8 Gennaio
10:30 2018

Torino, città da sempre attenta alla lettura (Salone del Libro, Portici di Carta e Circolo dei Lettori), al dibattito (si pensi a Biennale Democrazia, gli incontri dell’Unione Industriale e Torino Spiritualità), alle conferenze (una su tutti i Giovedì Scienza), è un capoluogo in cui sono presenti molte biblioteche sia civiche, sia statali (come la Nazionale), sia di altro tipo (come quelle specifiche dell’Accademia delle Scienze o quella Reale).

Col tempo, le biblioteche civiche hanno visto evolvere la propria funzione, sia in termini dei sistemi di fruizione dei testi (piattaforme web attraverso cui consultare e prenotare libri anche in formato elettronico) sia in termini di eventi culturali che periodicamente vengono svolti all’interno degli spazi bibliotecari.

In un mondo in cui la lettura cambia supporti e luoghi (spesso virtuali) per la sua fruizione, condizionata dalla facilità con cui si possono ottenere informazioni, testi e molto altro attraverso il web, abbiamo avuto il piacere di approfondire alcuni temi con il Dott. Stefano Benedetto, dirigente del Servizio Biblioteche di Torino.


Siamo consapevoli di come nel nostro Paese si legga poco. Negli anni, come valuta l'utilizzo delle biblioteche civiche da parte dei torinesi?
Le Biblioteche pubbliche rappresentano l’ossatura di base per la promozione della lettura e dell’alfabetizzazione diffusa in ogni paese, come stabilito dal Manifesto IFLA/Unesco
Fin dalla fondazione della Biblioteca civica Centrale di Torino nel 1869, anche grazie all’azione culturale e politica svolta dall’editore Giuseppe Pomba e poi dall’economista Alberto Geisser, le Biblioteche civiche hanno cercato di rappresentare questa vocazione, estendendo in maniera capillare la propria attività sull’intero territorio cittadino.
Nel corso degli anni, soprattutto nell’ultimo ventennio, le Biblioteche civiche torinesi sono andate via via rafforzando e consolidando il proprio ruolo di istituzione fondamentale nel panorama culturale cittadino, coniugando servizi specifici di informazione e documentazione con attività di formazione permanente rivolte a bambini, ragazzi e adulti e con molteplici proposte di promozione culturale, del libro e della lettura. Hanno nel contempo visto accrescere in maniera esponenziale il proprio bacino di utenza e di visitatori, insieme al numero dei prestiti e dei partecipanti alle migliaia di iniziative organizzate annualmente. Quattromila torinesi frequentano quotidianamente le biblioteche civiche, oltre ad un pubblico di lettori fidelizzati grazie ai progetti di volontariato civico e di cittadinanza attiva offerti.
Dati statistici 2016: 1.176.242 visitatori; 846.709 prestiti; 129.929 partecipanti alle attività culturali.

Con l'avvento delle nuove tecnologie, il sistema bibliotecario si è dotato anche di piattaforme digitali, quali il portale MLOL per la consultazione e la prenotazione dei libri e per l'accesso agli e-book. In che misura i lettori risultano correttamente alfabetizzati e consapevoli di questi sistemi? Da quale percentuale di lettori vengono abitualmente utilizzati?
Il servizio di Biblioteca digitale è andato ad affiancarsi e a integrare il servizio tradizionale analogico. Nel 2016 sono state 331.570 le consultazioni dei giornali e dei periodici online e 4391 i lettori attivi, si sono registrati 20.092 prestiti di e-book e 4315 lettori attivi. Naturalmente molto si può ancora fare, esplorare e progettare, nella consapevolezza che al momento non si è in grado di stabilire se e quanto i servizi digitali sostituiranno quelli analogici. Considerati i dati del mercato statunitense degli e-book, che hanno registrato nell’ultimo anno un calo significativo di vendite, resta comunque compito e dovere delle biblioteche lo “stare sul campo”, senza pregiudizi né preconcetti, cercando di registrare e di interpretare al meglio le nuove tendenze nel mondo dell’informazione e della cultura, proponendosi proattivamente come soggetto propositivo e volano di cambiamento (si veda Il Giornale della Libreria)

Il Consiglio Comunale ha da poco approvato una mozione riguardante la riorganizzazione del sistema delle biblioteche civiche torinesi in termini di maggiore utilizzo delle risorse e di coinvolgimento delle biblioteche nei grandi eventi. Qual è l'attuale situazione di risorse sia umane che di budget per il sistema bibliotecario? L'acquisto di licenze per ebook aiuta a contrarre i costi?
Nelle 18 Biblioteche civiche torinesi operano 260 operatori, solo una parte dei quali con competenze specifiche acquisite nell’ambito di corsi professionali regionali o di percorsi di specializzazioni universitarie. In merito al personale, il problema principale è l’età media che è di 55 anni, risentendo della mancanza di turn over. Per quanto riguarda il budget per l’acquisto dei libri l’Amministrazione comunale si sta adoperando per recuperare risorse per rafforzare il capitolo di spesa relativo all’acquisto libri e periodici per le Biblioteche civiche torinesi. L’impegno nell’acquisto di contenuti per la Biblioteca digitale è cresciuto in questi anni, benché le risorse digitali non debbano essere pensate come sostitutive di quelle risorse analogiche.

Quando si pensa a eventi culturali di una città come Torino ci si riferisce ai grandi eventi (MITO, Torino Spiritualità), alle mostre e ai musei (Egizio, Polo Reale e Museo dei Cinema). In che misura Lei crede che i vari eventi culturali "minori" come quelli offerti nelle biblioteche o nei vari circoli e associazioni, come il Circolo dei Lettori, siano sufficientemente sponsorizzati oppure attorno ai quali si dovrebbe fare di più per farli conoscere alla cittadinanza?
Le Biblioteche civiche partecipano da molti anni ai grandi eventi cittadini, dal Salone Internazionale del libro di Torino a Portici di carta, da Mito a Natale coi fiocchi e sono promotrici di manifestazioni specifiche di grande impatto sull’intero territorio, con il coinvolgimento attivo delle circoscrizioni, quali Torino che legge, iniziativa promossa dalla Città con il Forum del Libro, che vede protagoniste scuole, librerie e biblioteche impegnate in attività di promozione della lettura insieme a decine di associazioni, fondazioni e alle principali istituzioni culturali torinesi. La costituzione di una “rete” efficace e collaborativa ha contribuito alla crescita anche qualitativa del palinsesto culturale, delle attività e dei servizi.
Si è consapevoli comunque che una campagna promozionale “ad hoc” sulle Biblioteche civiche, contribuirebbe a diffondere un’idea di cultura libera, gratuita e aperta a tutti senza distinzioni, raggiungendo magari anche quei bacini di popolazione che ancora non conoscono o non frequentano le biblioteche, quei pubblici che purtroppo non fruiscono delle moltissime opportunità quotidianamente e capillarmente offerte, anche ai cittadini di recente immigrazione.

In un mondo nel quale il web, attraverso portali quali Wikipedia, consente ricerche e approfondimenti veloci senza doversi scomodare dallo stare davanti a un tablet, qual è a Suo avviso il futuro delle biblioteche?
Il ruolo delle biblioteche pubbliche va ridefinendosi proprio per la necessità di un rafforzamento delle azioni strategiche di formazione all’uso consapevole dei nuovi strumenti offerti dalla rete globale, volto a superare il digital divide con la messa  a disposizione delle diverse opportunità di accesso all’informazione anche digitale. Ciò richiede certamente ai bibliotecari l’apprendimento e l’accrescimento di nuove competenze professionali. Le biblioteche pubbliche inoltre stanno dimostrando di essere, laddove esistono e funzionano, un punto di riferimento centrale per le attività culturali, formative e ricreative della comunità; l’impatto del loro “modus operandi” ha ricadute importanti e strategiche anche sul piano economico e del radicamento di processi che facilitano l’inclusione sociale, costituendo una leva di straordinaria efficacia per l’accrescimento della creatività e delle competenze delle comunità di riferimento.


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