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Cronaca Nazionale

Neve sulle Alpi, ma in pianura 15° e un sole caldo, cattivo. In attesa del maltempo dell’Epifania

Venerdì 5 gennaio 2018. Il clima secondo l’Ansa. Previsioni del tempo impazzito qua e là nel mondo, titoli, osservazioni, ipotesi e commenti

6 Gennaio
15:00 2018

Brevi estratti sull’andamento climatico che si è presentato con il nuovo anno

La profonda depressione dalle caratteristiche autunnali che continua a insistere sul continente, ha un minimo di 975 millibar sulle isole irlandesi.  Si tratta di un ciclone che ruotando intorno al suo minimo depressivo sta flagellando il Nord Europa con venti di tempesta superiori ai 150 km/h e forte maltempo.

Meteo: tanta neve sulle Alpi; disagi, Cervinia sommersa, pericolo valanghe elevato. Le forti correnti Nord occidentali che hanno colpito l’Europa con una tempesta denominata Eleanor hanno portato copiose nevicate sulle Alpi di confine con sfondamento anche sui versanti italiani. Il pericolo valanghe rimane elevato anche nelle prossime ore, si consiglia di evitare ogni fuoripista e di dotarsi di kit di soccorso...

ANSA: la tempesta Eleanor che ha colpito l’Europa con venti superiori ai 130 km/h e che ha causato inondazioni, vittime e feriti, ha portato alla cancellazione di numerosi voli di linea e procurato ore di black out soprattutto in Francia e nella fascia nordeuropea dove le mareggiate hanno flagellato le coste con onde alte fino a 20 m…

In Italia invece, rispetto al periodo, il livello delle temperature risulta mite. Nei prossimi giorni al centro-sud sono attese temperature fino a 18 -20°. Fatta eccezione per alcune aree del Nord, nel periodo dell’Epifania, e oltre, è previsto un clima primaverile sulle regioni centrali e meridionali. Tra Palermo e Messina si potranno raggiungere i 23-24° e non farà freddo neppure di notte, poiché non si scenderà al di sotto dei 10°. Diversa la situazione a Nord-ovest dove sono previste piogge in seguito a una perturbazione nord atlantica che terrà le temperature intorno a massime di 6-10° sul Piemonte. Valori più miti a nord-est, compresi tra 14-15°. Da martedì-mercoledì è previsto un leggero calo dei valori massimi.

Mentre accade in America: gli Stati Uniti nella morsa del gelo; New York bloccata da temperature fino a -20°, bloccato il 95% dei voli. Numerosi blackout su tutta la costa occidentale fino alla Florida, a oggi si contano 12 vittime e un imprecisato numero di feriti. Dopo le nevicate si prevede un periodo di gelo dove il ghiaccio sarà il pericolo maggiore. Leggere nevicate si sono verificate anche nel Golfo del Messico, fin oltre il tropico del cancro.

Neve in quota, ma lo zero termico è a 2000 m. Lo scorso anno a 3000 m.

Notizie di un maltempo dal doppio volto. In questo periodo vacanziero, giungono entusiastiche statistiche sugli afflussi turistici nelle stazioni invernali delle nostre Alpi, ma osservando con attenzione il livello dell’innevamento si può cogliere che, al di sotto del 1500 m, di neve se ne vede poca. Poiché in pianura e in particolare a Torino, in questi giorni si sono registrate temperature fino a 15°, del tutto anomale per il periodo, almeno un conto torna. Mediamente la temperatura diminuisce di 1° ogni 100 m, perciò la neve sulle Alpi è dovuta a uno sforamento delle perturbazioni oltreconfine, mentre la pianura Padana continua a essere interessata da un fenomeno che ne impedisce il transito.

Non molti anni addietro, questo era il periodo in cui nevicava anche in pianura e la neve si fermava sui campi a proteggere le coltivazioni dal gelo dell’inverno. La siccità record che ha interessato il nostro territorio negli ultimi due anni, sembra invece voler proseguire in modo subdolo anche in questo inverno solo in parte innevato. Si attende l’inversione di tendenza, poiché notizie di un clima pazzesco giungono anche da stazioni sciistiche di altri paesi, mentre chi scrive si pone una domanda che scaturisce dall’osservazione.

Il sole caldo e cattivo di gennaio. Percezione fisica

Non molti anni addietro, quando andavo a sciare, a 2000 m, anche a gennaio il sole era limpido e caldo, si percepiva sulla pelle. Il motivo era da attribuire a quei 2000 m di atmosfera in meno a fare da filtro allo spettro solare. In pianura lo stesso sole illuminava, ma aveva un altro colore e soprattutto, non scaldava, non a dicembre o gennaio. In questi giorni, sostando sul terrazzo invece, ho percepito sul viso il medesimo calore dell’alta montagna. Era un sole brillante, vivido, caldo, quasi cattivo; la reminiscenza mi ha ispirato il confronto. Dopo un’ora di esposizione avevo preso colore. La domanda è perché?

Risposte non ne ho trovate se non dentro ai meccanismi di un singolare ragionamento: mancano 2000 m di equivalente protezione dall’irraggiamento? Se così fosse non è tutta colpa dell’effetto serra l’aumento della temperatura al suolo, ma di un filtro naturale che nel tempo è diminuito; lo spessore dello strato di ozono?

Per quanto riguarda la Pianura Padana, da tempo sostengo che il disboscamento e l’urbanizzazione a ridosso delle Alpi ha modificato il microclima. Meno superficie “verde”, meno umidità notturna, meno nebbia, favoriscono maggiore irradiazione al suolo. Maggiore superficie asfaltata e costruita e le relative emissioni termiche, formano una continua corrente ascendente di aria calda. È una barriera alle perturbazioni atlantiche, emissione anche notturna di calore verso “l’infinito” restituita dai materiali da costruzione. Risultato: un cielo sgombro da umidità, autostrada per i raggi del sole che riscaldano il suolo, instaurando un circolo vizioso che non si interromperà senza ristabilire i primitivi equilibri scanditi da boschi e prati sfrattati dalla metropoli.

Pensieri vaganti, supposizioni da parte di chi si preoccupa del clima da quasi quarant’anni, ne annota le variazioni e ne ricerca tutti i motivi, poiché ne deriva il futuro della vita sul nostro unico mondo. La speranza è invece più propensa a immaginare che la bufera dell’Epifania arrivi, che non faccia troppi danni e che presto pioverà, che il riscaldamento globale sarà preso sul serio sino a un’inversione di tendenza, che la calotta artica non si assottigli più e che le originali elucubrazioni di un architetto novelliere, sul “sole cattivo” e tutto il resto, pur frutto di un dottorato, siano soltanto fantascienza, colpa di reminiscenze degli inverni di qualche “tempo” fa.


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