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Torino FC vs Bologna FC 3-0

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE. Esordio vincente per Walter Mazzarri, alla "prima" con il Toro: De Silvestri, Niang e Iago Falque stendono i felsinei.

6 Gennaio
14:26 2018

Quindi, il Toro più forte degli ultimi 20-30-40 anni ha un nuovo allenatore.

 

Con un colpo da maestro, l’ennesimo della sua gestione, l’imprenditore di Masio (Al), esonera il tecnico serbo all’apertura della sessione invernale del calcio-mercato: l’attenzione dei tifosi viene così spostata sul nuovo corso tecnico-tattico della squadra, anzichè sui movimenti in uscita, ma soprattutto in entrata.

Un modo come un altro per salvaguardare il tesoretto, sempre meglio custodito nella cassaforte di famiglia.

Un genio, non c’è che dire.

 

Non starò a dilungarmi sul cambio dell’allenatore, è già stato detto e scritto abbastanza.

Mi limito a sottolineare due cose due, strettamente personali: primo, mi spiace per Mihajlovic, ennesimo capro espiatorio delle plusvalenze, il quale, nonostante certi cambi a partita in corso, almeno per un attimo, ha fatto rinascere il tremendismo granata ed ha avuto le palle di mandare a quel paese (eufemismo, nda) l’ex calciatore Gianluca Vialli in diretta TV; secondo, Mazzarri non mi piace, non mi è mai piaciuto, soprattutto come persona, non mi piacciono i suoi piagnistei, ma cercherò, dovere professionale, di analizzarne il lavoro nella maniera più imparziale possibile.

Soprattutto non tiferò contro, questo sia chiaro.

Buon lavoro, comunque al nuovo arrivato e sinceri auguri a chi ha lasciato Torino.

 

Sono curioso, come tanti, di vedere cosa succederà, a partire da oggi.

In attesa della pausa di campionato, che comunque, al di la di tutto, servirà al tecnico toscano per prendere davvero in mano la situazione tattica, lo spogliatoio, e forse, dico forse, a far arrivare qualche nuovo giocatore, oggi la squadra parte con (4-3-3): Sirigu; De Silvestri, Burdisso, Nkoulou, Molinaro; Obi, Rincon, Baselli; Falque, Niang, Berenguer.

Il primo Toro targato Mazzarri è quindi paro paro a quello di Mihajlovic.

Scelta intelligente, a mio modesto parere.

 

Il primo tempo registra la supremazia del Toro, soprattutto a centrocampo: pressing, corsa, difesa blindata (ottimi come sempre N’Koulou e Burdisso), ma come sempre sterile in attacco.

Due sole occasioni, entrambe mancate: una da Iago, dopo appena due minuti, che, solo davanti a Mirante spara in curva; l’altra da Niang, grazie ad un miracolo del portiere felsineo.

La rete, meritata, arriva al ’38, da palla inattiva e grazie ad un “pupillo” dell’ex allenatore: punizione di Berenguer e capocciata di De Silvestri che insacca.

Bologna non pervenuto: unico pericolo per Sirigu, una punizione di Verdi, fuori di poco.

Buon impegno del Toro nel leggere la gara.

 

Il secondo tempo comincia all’insegna della tecnologia: l’arbitro Damato, dapprima ammonisce Destro per simulazione, poi, consultato il VAR, concede il calcio di rigore  per fallo di Molinaro sullo stesso Destro.

Ma Sirigu, con gli occhi della tigre, strega Pulgar e respinge in corner il penalty.

Giusto così.

Rimessa in gioco e il Toro raddoppia: azione in profondità, perfetto lancio di Berenguer per Niang, che dribla in corsa Pulgar e insacca nell’angolino dove Mirante non può arrivare.

Per dire, raddoppio di un altro pupillo dell’ex mister. Sarà un caso?

Applausi per Niang al momento della sostituzione (’35 st, al suo posto Boyè).

3-0 al ’40: assist di Boyè per Iago, che si fa perdonare l’errore del primo tempo, bucando ancora Mirante con un perfetto tiro in corsa.

Anche nella ripresa, Bologna non pervenuto.

 

Esordio vincente quindi per Walter Mazzarri, con la vittoria in casa che mancava dal lontano 29 Novembre 2017 contro il Cagliari: partita convincente quella dei granata, chiusi in difesa, quadrati a centrocampo e finalmente positivi in attacco.

Prima vittoria senza Belotti in campo, tra l’altro.

E’ presto per essere entusiasti, certamente: oggi è sceso in campo un Toro fotocopia di quello targato Mihajlovic, anche se molto più determinato rispetto alle ultime uscite.

Ora, come già sottolineato poco sopra, durante le due settimane di stop, l’allenatore toscano avrà la possibilità di plasmare la squadra secondo i propri dettami tattici, e solo alla ripresa del campionato, il 21 Gennaio contro il Sassuolo, potremo vedere il Toro “secondo” Mazzarri, magari con qualche volto nuovo.

Forse, speriamo.

Per oggi, va bene, anzi, va benissimo così.

 


 

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