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Cinema

Golden Globes 2018

La 75esima edizione dei premi cinematografici e televisivi, segnata dalla protesta, ha visto il trionfo del film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”

9 Gennaio
13:00 2018

Un red carpet tutto in nero non si era mai visto a Beverly Hills, dove la notte tra il 7 e l'8 gennaio si è tenuta la cerimonia di assegnazione dei Golden Globe Awards, edizione numero settantacinque inevitabilmente influenzata dal grande scandalo Weinstein che ha sconvolto il mondo del cinema. Come forma di protesta contro le molestie sessuali e le discriminazioni salariali delle donne, tutti i partecipanti hanno vestito di nero, insolita scelta per un frangente abitualmente occasione di sfoggio di variopinti abiti da passerella. Il fatto stesso che nessuno abbia trasgredito a un così severo dress code è sintomatico di quanto il motivo di protesta sia stato sentito e condiviso.

Condotta dal comico Seth Meyers (il quale non ha risparmiato battute su Harvey Weinstein e Kevin Spacey), la cerimonia ha visto il trionfo a sorpresa del film Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, commedia nera americana indipendente diretta da Martin McDonagh che ha vinto come miglior film drammatico, miglior sceneggiatura e ha visto trionfare la protagonista Frances McDormand come miglior attrice in un film drammatico e Sam Rockwell come attore non protagonista. In uscita nelle nostre sale tra pochi giorni, il film di McDonagh, che ha battuto due giganti come The Post di Steven Spielberg e Dunkirk di Christopher Nolan, è stato applaudito a Venezia e a Toronto, ed è tra i favoriti per la corsa agli Oscar.

Il premio come miglior film commedia o musicale è andato a Lady Bird, storia della maturazione di una giovane donna e del rapporto conflittuale con la madre, la cui protagonista Saoirse Ronan ha vinto come miglior attrice della categoria. Il film è scritto e diretto da Greta Gerwig, una delle poche donne registe di Hollywood, la cui vittoria è stata un trionfo nell’ottica della parità professionale in un mondo ancora molto maschilista come quello del cinema, come sottolineato da Barbra Streisand nel ricordare come più di trent’anni fa fu la prima donna a vincere un premio come regista, per lo splendido Yentl.

Il miglior regista del 2018 è invece risultato Guillermo Del Toro per La forma dell’acqua – The Shape of Water, pellicola fantasy che ha vinto anche il premio per la miglior colonna sonora, firmata dal premio Oscar francese Alexandre Desplat, strappando la statuetta per la miglior regia a Spielberg, Nolan e Ridley Scott.

Gary Oldman ha vinto come miglior attore in un film drammatico per L’ora più buia di Joe Wright, racconto biografico su Winston Churchill allo scoppiare della seconda guerra mondiale. L’ottimo interprete britannico si è sottoposto a più duecento ore al trucco nel corso delle riprese per trasformarsi nello storico premier. James Franco è invece il vincitore della categoria miglior attore in un film commedia o musicale per The Disaster Artist (che Franco ha anche diretto), ironica biografia del regista Tommy Wiseau, autore di The Room, universalmente riconosciuto come uno dei peggiori film di sempre.

L’ultima pellicola Disney Pixar, Coco, si è aggiudicata il premio come miglior film d’animazione, battendo il campione d’incassi Baby Boss. Diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina, è la storia di un bambino che sogna di diventare musicista nel Messico del Giorno dei Morti.

Il premio come miglior film straniero è andato a Oltre la notte di Fatih Akin, produzione tedesca drammatica con Diane Kruger, in corsa per l’Oscar nella stessa categoria.

L’interprete americana Allison Janney ha vinto come miglior attrice non protagonista per I, Tonya, biografia della pattinatrice Tonya Harding.

Migliore canzone originale è risultata This Is Me, del film musicale The Greatest Showman di Michael Gracy, interpretata dall’attrice e cantante Keala Settle.

Nessun premio per Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott, Dunkirk di Christopher Nolan e The Post di Steven Spielberg. E ovviamente nemmeno per l’Italia, in gara con Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino.

Per quanto riguarda le produzioni per la televisione, trionfano la serie distopica The Handmaid’s Tale di Bruce Miller, la frizzante The Marvelous Mrs. Maisel e la miniserie Big Little Lies. Migliori attori, tra gli altri, Nicole Kidman, Ewan McGregor, Elisabeth Moss e Laura Dern.

Premio alla carriera per Oprah Winfrey, che si è lanciata in un discorso molto applaudito su quanto ancora sia lunga la strada verso la parità tra uomini e donne e tra bianchi e neri.

I Golden Globes aprono la stagione dei premi cinematografici, che culminerà con l’assegnazione degli Oscar il 4 marzo. A noi spettatori italiani non resta che aspettare l’arrivo in sala dei film in gara, in uscita da adesso fino alla primavera.

 

Per vedere tutte le candidature e i premi, visitare il sito ufficiale dei Golden Globes, www.goldenglobes.com


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