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Scienza e Salute

Torino - Ospedale Mauriziano: un app per monitorare il dolore dei neonati

Liliana Carbone per Civico20News

Emilia Parodi
9 Gennaio
11:00 2018

E’ nata dall’idea di una dottoressa, una neonatologa dell’ospedale Mauriziano, Emilia Parodi, per curare il dolore dei neonati e per monitorare i loro parametri vitali, come la frequenza cardiaca e respiratoria. Si tratta di una app che è in grado di dare una mano in più ai medici nella cura e nell’assistenza dei piccoli pazienti, in particolare per coloro che hanno bisogno di particolari attenzioni.

L’incapacità dei bambini molto piccoli di comunicare verbalmente rende particolarmente difficile valutare l’entità del dolore provato, ecco perché viene in aiuto l’innovativo e rivoluzionario metodo con tecnologia wireless tramite app e smartphone. Sperimentato su una cinquantina di neonati, il nuovo metodo non solo ha dato risultati interessanti ma ha anche ricevuto un riconoscimento internazionale a Barcellona. 

"Modificazioni della mimica facciale, movimenti degli arti, alterazioni della frequenza cardiaca e della saturazione di ossigeno nel sangue sono i segnali del dolore di un neonato – spiega la dottoressa Parodi della neonatologia diretta dal dottor Mario Frigerio -. E’ stato dimostrato come il dolore ripetitivo in una fase precoce dello sviluppo del sistema nervoso possa comportare effetti collaterali a breve e lungo termine, per esempio alterazione della frequenza cardiaca o alterazioni ormonali nel breve periodo e una ridotta soglia del dolore in età adulta".

Dati di letteratura evidenziano come i professionisti abbiano difficoltà ad applicare la valutazione del dolore secondo le scale “tradizionali” e come il reale impiego delle scale algometriche risulti estremamente ridotto nell'11-35% presso le terapie intensive neonatali.

"Il nostro progetto non intende sostituire il medico o l’infermiere pediatrico nell'assistenza al piccolo malato ma mettere la tecnologia al servizio del clinico perché possa dedicarsi con maggiore empatia e dedizione al neonato. Monitorare i parametri vitali con tecnologia wireless contribuirà notevolmente al benessere del neonato che verrà finalmente “liberato” da fili e sensori che, oltre a lesionare la pelle fragile del bimbo molto piccolo, possono limitare il contatto fisico con la mamma e il papà".

Il nuovo metodo è il frutto della collaborazione tra medici e infermieri pediatrici, ingegneri dell'Istituto Superiore Mario Boella, statistici del dipartimento di matematica e epidemiologi del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università degli Studi di Torino.

 

Liliana Carbone

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