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Cronaca Torino

Il temporale di gennaio sul Piemonte. Tuoni e lampi, un fenomeno tipicamente estivo.

Lo zero termico a 2000 m per il secondo anno consecutivo. Abbondanti nevicate, ma solo a una certa altezza. Cosa ci riserva il futuro?

Spettacolari scariche temporalesche su Torino (foto A. Boulevard)
9 Gennaio
17:27 2018

Il clima non smette di stupire. Nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 gennaio sul Piemonte ha debuttato un fenomeno mai verificatosi prima d’ora: il temporale di gennaio. Tuoni, fulmini, folate di vento fino a 70 km/h e scrosci di pioggia hanno interessato non solo Torino, ma vaste aree della regione, suscitando lo stupore generale in uno scenario spettacolare quanto preoccupante.

Il caso più eclatante è stato il temporale di montagna. La perturbazione infatti si è esibita in forti precipitazioni accompagnate da lampi e saette anche nelle vallate alpine. Video del Web provenienti dalle valli di Lanzo, riportano acquazzoni e tuoni in località Ceres, Viù, Cantoira…. Niente di strano non fosse che siamo a gennaio. In questo periodo dell’anno, quegli stessi luoghi, fino a pochi anni addietro sarebbero stati sepolti da allegre nevicate, da una caduta di soffici fiocchi, leggeri e silenziosi.

Il temporale invece è un fenomeno tipicamente estivo, così come tardo estive sono le temperature notturne superiori ai 10°, rilevate nella regione. Dunque, se è vero che a Sestriere, a 2000 m sono scese abbondanti nevicate definite “umide e pesanti”, è altrettanto vero che a Cesana Torinese è piovuto; poche centinaia di metri sono bastate per fare la differenza e la neve, che un tempo avrebbe imbiancato anche le pianure, si è trasformata in quel temporale che ha interessato anche il resto del Piemonte.

Ora il maltempo si sta spostando verso Sud-est e l’allerta precipitazioni altrettanto. In realtà l’allerta dovrebbe essere per questa anomala temperatura che, se non vedrà presto un riallineamento con quelli che un tempo erano i “giorni della merla”, i più freddi dell’anno, allora è concesso ipotizzare un incerto futuro del tempo che verrà.

Ci siamo lasciati alle spalle due anni definiti i più caldi e aridi di sempre. La terra che attendeva l’acqua con ansia è stata accontentata in forte anticipo, da una parte è un bene, dall’altra è preoccupante. Speriamo che anche l’estate non faccia altrettanto. I temporali di gennaio non sono un buon presagio. Sembra quasi che il Pianeta, stufo del riscaldamento globale, stia accelerando i "tempi" per farci capire che era ora di fermarsi quando ancora lo si poteva fare.


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