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Cultura

“La luce che viene dalla Luna”, a Torino

Presentato a Torino, presso il Circolo dei Lettori, il libro di poesie di Lillo Baglio ispirate da dipinti e calcografie dell’artista italiana Mary Morgillo

11 Gennaio
13:00 2018

La luce che viene dalla Luna” (Chiaramonte Editore, 2017), il libro del poeta e scrittore Lillo Baglio ispirate da dipinti e calcografie dell’artista italiana Mary Morgillo è stato presentato a Torino, presso il Circolo dei Lettori di via Bogino, nel pomeriggio di martedì 9 gennaio con la partecipazione dell’autore e di Mary Morgillo.

Lillo Baglio ha aperto i lavori per ringraziare i presenti sopravvissuti dell’influenza che ha provocato l’assenza di almeno una trentina di amici invitati. Si è presentato come bibliotecario documentarista del Servizio Sanitario Nazionale presso il Centro di Documentazione sulla Psichiatria del Dipartimento di Salute mentale presso l’ex manicomio di Collegno, ha ricordato i 40 anni della legge Basaglia per la chiusura dei manicomi, rilevando la presenza in sala del professor Annibale Crosignani, un protagonista di quegli anni. Questa esperienza è alla base del suo primo libro “E i matti dove li mettiamo?” (Chiaramonte Editore, 2015), a carattere filosofico ed esistenziale. Ha poi ricordato che il suo libro presentato, “La luce che viene dalla Luna”, raccoglie poesie ispirate dalle opere di Mary Morgillo, presente in sala.

Mary Morgillo, nata ad Ariano Irpino, risiede a Torino dove si è diplomata, nel 1960, all’accademia Albertina di Belle Arti. Attorno al 1961, in un soggiorno parigino, scopre la tecnica del colore a calco, vedendo per la prima volta splendide stampe a colori: rimasta incantata, scopre nuovi materiali che le permettono di usare fino a cinque, sei colori sulla stessa lastra. Mary importa dalla Francia questa tecnica diventando di fatto una pioniera dell’acquaforte a colori calcografici. L’acquaforte, ha chiarito Baglio, per l’impiego della matrice ha una produzione multipla ma nel caso della calcografia a colori, l’uso di tinte diverse ne fa un esemplare unico.

Mary ha creato un suo mondo, come artista, un mondo di arte non immaginario ma concreto. Cos’è l’arte?, si chiede Baglio. Se lo sono domandato molti filosofi e la stessa domanda, posta a Mary, ha ottenuto questa risposta: l’arte ha lo scopo di sublimare la realtà e di ingentilire e addolcire la brutalità del mondo.

Si può descrivere l’arte? L’opera d’arte vuole essere capita, amata e come si ama se non con l’anima? È l’oggetto d’arte che sceglie il possessore grazie alla sua magia e ad una sua energia, di questo baglio si dice convinto.

L’accostamento di poesia e pittura è idea non nuova, Baglio ne ha ricordato esempi anche antichi per poi affermare che la luce della Luna evocata dal titolo è sempre preziosa, anche se debole, perché ci fa in ogni caso superare e vincere l’angoscia del buio.

Baglio ha poi lasciato la parola a Mary Morgillo che, piuttosto emozionata, ha esordito ricordando una definizione di Papa Paolo VI che indicava negli artisti i custodi della bellezza del mondo. Ha poi richiamato la sua infanzia ad Agliè, dove era andata ad abitare la sua famiglia a seguito del trasferimento del padre, e dove ha preso le sue prime lezioni di pittura dalla moglie di un maresciallo della Guardia di Finanza. Da quelle prime lezioni è poi arrivata all’Accademia Albertina di Belle Arti. A Torino non si conoscevano le calcografie a colori e lei, durante un soggiorno a Parigi, ha visto per la prima volta splendide stampe a colori e ne è rimasta incantata. A la Carbonelle sur le rive gauche de la Seine, ha scoperto nuovi materiali che le permettevano di usare fino a cinque o sei colori sulla stessa lastra. Ha così importato dalla Francia questa tecnica diventando di fatto una pioniera dell’acquaforte a colori calcografici, tecnica che padroneggia e che continua a praticare.

Nel corso della serata, che Baglio ha definito come “serata di sublimazione della realtà”, Stefano Ghione ha letto alcune poesie della raccolta, come “Fari sulla città”, “Dentro un sogno”, “Incanto”, “Il mondo in una piramide”.

Per spiegare quest’ultima composizione, ispirata dal quadro che fa da copertina al libro, Baglio ha affermato che ritiene la piramide come un omaggio all’universo e all’eternità e all’immortalità dell’uomo e un monito a chi offende l’uomo.

Le diverse letture sono state seguite da brani musicali di Ravel suonati al flauto traverso dai giovani Alice Stilo e Diego De Marco.

Baglio ha ricordato la definizione di “espressionismo metafisico” data alla pittura di Mary Morgillo dal professor Gian Giorgio Massara: le figure reali vengono deformate e rese suggestive nelle atmosfere enigmatiche e irreali della metafisica. Ha poi sostenuto che parlare oggi di poesie suona come una provocazione in un tempo di miseria spirituale, oltre che materiale, ma si è detto convinto che la poesia non è assolutamente svalutata, perché la forza magica attinente al suo aspetto spirituale si contrappone alla forza materiale della dittatura spietata e feroce della materia: la poesia assume così valenza positiva magica.

Ancora da ricordare l’intervento di Mary Morgillo sulla Torino artistica degli anni ’60, corroborato dalle parole estemporanee del professor Massara che ha ricordato personaggi come Casorati, Chicco, Spazzapan, Anna Maria Palumbo, Il Piemonte Artistico Culturale e la Pro Cultura Femminile, prima della grande scossa del “68”.

A conclusione del piacevole incontro, che ha avuto una notevole partecipazione di pubblico, Nikolinka Nikolova, pittrice di origine bulgara che dal 1992 vive e lavora in Italia, ha offerto un mazzo di fiori a Mary Morgillo mentre Angelo Mistrangelo, critico d’arte de “La Stampa”, ha ricordato brevemente i tempi ormai lontani dei loro primi incontri di lavoro presso la galleria d’arte Doria. 

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