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Cronaca Internazionale

Roma - “Oro del Mediterraneo1”: un progetto di ricerca dedicato a vite, olivo e grano duro

Il progetto è europeo e si chiama “MED-GOLD1”

20 Gennaio
13:00 2018

Il bacino del Mediterraneo rischia di essere una delle regioni del pianeta più esposte alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

È nata per questo un’alleanza fra scienziati e grandi aziende per salvaguardare  l’eccellenza alimentare della pasta, dell’olio e del vino.

Il progetto è europeo e si chiama “MED-GOLD1”,  ovverosia “Oro del Mediterraneo1” ed è un progetto di ricerca dedicato a vite, olivo e grano duro, minacciati dall’invasione di specie dannose e dal rischio di eventi atmosferici estremi, per effetto del cambiamento climatico.

È coordinato dall’ENEA, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Il team di coordinamento scientifico dell’ENEA è costituito da Alessandro dell’Aquila e Sandro Calmanti, del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti, Luigi Ponti del Laboratorio di Sostenibilità, qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari e Matteo De Felice della Divisione Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali.

Il progetto ha come partner industriali tre leader mondiali come Barilla per la pasta, la spagnola Dcoop per l’olio d’oliva e la portoghese Sogrape Vinhos per il vino.

Oltre a questi tre, ve ne sono altri come Beetobit (Italia), BSC - Barcelona Supercomputing Center  (Spagna), CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche (Italia), Easytosee Agtech (Spagna), GMV Aerospace and Defence (Spagna), HORTA (Italia), Joint Research Centre (JRC) (Commissione Europea), MetOffice (Inghilterra), NOA - National Observatory of Athens  (Grecia), UMNG - Universidad Militar Nueva Granada (Colombia), UNIVLEEDS - University of Leeds  (Inghilterra) e UTH - University of Thessaly  (Grecia).

Finanziato dall’Unione europea con 5 milioni di euro, MED-GOLD prevede la realizzazione di servizi climatici altamente specializzati per ognuna delle colture citate, con indicazioni per ottimizzare le tempistiche e le tecniche agricole in relazione all’impatto del riscaldamento globale.

“L’agricoltura è il settore più fortemente influenzato dalla variabilità e dal cambiamento del clima. Da qui l’importanza di servizi innovativi che consentano di dare indicazioni per ottimizzare le tempistiche e le tecniche agricole in relazione al cambiamento climatico"

ha spiegato Alessandro dell’Aquila, ricercatore del Laboratorio Modellistica climatica e impatti di ENEA.

“Questa nuova tipologia di servizi climatici per l’agricoltura consente di fornire informazioni ‘su misura’, molto mirate, e di agire su un arco temporale anche pluridecennale, rispetto alle attuali previsioni meteo che non vanno oltre i 2-3 giorni, anche per valutare elementi come le rese agricole, misurare le potenzialità di adattamento e aumentare la resilienza del sistema agroalimentare mediterraneo rendendolo più competitivo ed efficiente”

ha aggiunto il ricercatore.

Luigi Ponti del Laboratorio Sostenibilità, Qualità e Sicurezza delle Produzioni Agroalimentari ENEA ha spiegato che

“con Barilla lavoreremo per capire l’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione di grano duro e le ricadute in termini di qualità e prezzo. L’innalzamento delle temperature sta impattando anche sulle interazioni tra l’olivo e la mosca delle olive, alterando l’economia olivicola nonché la resa della coltura. Sapere in anticipo se la prossima stagione sarà molto calda e siccitosa o al contrario mite e umida consentirebbe a chi produce olio d’oliva di mettere in atto le contromisure necessarie”.

Invece con Sogrape Vinhos verrà sviluppato un servizio climatico legato all’andamento stagionale della temperatura e al verificarsi di pioggia o siccità, per scegliere al meglio il momento della vendemmia, in modo da consentire ai viticoltori di programmare per tempo i lavori di cantina e l’utilizzo della manodopera.

Infine l’ultima fase di MED-GOLD prevede l’estensione della metodologia ad un altro prodotto di grandissimo consumo, il caffè, per rafforzare la dimensione globale del progetto anche al di fuori dell’area mediterranea e gettare le basi per fornire servizi climatici alla commodity agricola più importante al mondo.

 

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