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Notiziario internazionale

La realtà romanzesca

29 Gennaio
12:00 2018

Contrordine compagni moderati. La notizia strombazzata da quotidiani, telegiornali e settimanali che Silvio Berlusconi a Bruxelles ha abbracciato Juncker, promettendogli l’assoluto rispetto del parametro del tre per cento, contiene un errore. Va letta, ci dice il Silvio, appena ritornato in Italia, in questo modo: “superare il tetto del tre per cento non è nulla di scandaloso”.

Chi tra i due Silvio è quello più affidabile?

 

Summit economico di Davos. Arriva Donald Trump. Tutti i mass media sono sicuri che il presidente USA discuterà e confronterà le sue politiche con quelle degli altri paesi dell’Europa e del mondo. Sono rimasti ai tempi felici del negretto e della sua consorte, coltivatrice diretta.  Non hanno ancora capito che l’intenzione di Trump non è quella di confrontare le sue politiche, ma solo quella di asfaltare a suo piacimento le politiche degli altri paesi.

 

L’ineffabile Angiolona. Sconvolta forse dalle interminabili trattative per fare un governo, Angelona Merkel, ha la testa confusa. Anzi molto confusa. La donna pasciuta che governa la Germania, si è dimenticata che guida una nazione che, di fronte alla storia, è responsabile di due sanguinose guerre mondiali, che hanno prodotto decine di milioni di morti. E che discende da una stirpe di belve umane, che ha inventato i campi di sterminio.

Proprio lei a Davos ha avuto l’improntitudine di accusare Donald Trump di “non comprendere le lezioni della storia”. Voleva dire “ricordati di Hitler e del terzo reich”?

 

La “faccia di rospetto” dell’economia italiana, alias ministro Pier Carlo Padoan, inchiodato alla poltrona da Mattarella, ora sta diventando spiritoso. Ha definito la “flat tax” una fatina azzurra. Non ama parlare invece del noto “babau di fumo e di fuoco”, il finanziere elvetico che ne ha fatti di tutti i colori. E non dice che Carlo De Benedetti è il suo consigliori preferito, e neppure che si trova spesso a cena con lui nel suo appartamento romano a prendere ordini.

 

Più volte in passato abbiamo indicato in Antonio Tajani l’uomo prescelto da Berlusconi come premier in un eventuale governo postelettorale. A parte il fatto che manca più di un mese al giorno delle consultazioni e che il buon Silvio ha l’abitudine di indicare per quel ruolo un nuovo candidato ogni settimana, questo endorsement sembra avere più fondamento degli altri.

Il Tajani che è il tipico oscuro funzionario ed è tra quelli che galleggiano per anni nel mare magnum della politica italiana ed europea, è talmente scialbo da poter competere con l’uomo di Mattarella, Paolo Gentiloni Silveri.

 

Dicono che il suo atto più significativo sia stato quello di fare da mediatore in un caso di licenziamenti, che un’azienda americana voleva attuare nelle Asturie (Spagna).

La città di Gijon gli ha intitolato una via, denominata calle Antonio Tajani e pare sia questa la ragione per cui il cav. lo ha messo in poll-position.

 

  

 

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