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Scienza e Salute

Torino - Al Regina Margherita salvata bimba che respirava con un solo polmone

Liliana Carbone per Civico20News

3 Febbraio
12:00 2018

«Ciao bimba. Allora, come stai?» le ha chiesto, poco dopo il suo risveglio dall’anestesia, la dottoressa Gabriella Agnoletti con il suo dolce sorriso. «Io non mi chiamo ‘bimba’, io sono Lucrezia» ha risposto con occhi teneri ma scrutatori la piccola paziente dal suo letto, al sesto piano della cardiologia dell’ospedale Regina Margherita. «Io veramente vorrei del prosciutto» è stata la prima cosa che ha chiesto.

 

Lei è Lucrezia ed è una bimba coraggiosa. Mercoledì ha superato un altro grande ostacolo, un ennesimo e delicato intervento e questa volta al polmone sinistro, lei che ha soltanto 6 anni e frequenta la prima elementare e che da quando è nata ha affrontato già tre interventi a cuore aperto e per oltre due anni ha respirato con un polmone solo. Un caso mai affrontato prima d’ora in una sala operatoria. «Non riuscivo a respirare molto bene» si racconta ai cronisti che sono attorno al suo letto, aggrottando la fronte. «Si ammalava spesso di polmonite e si affaticava. Saltava frequentemente la scuola» racconta oggi mamma Arianna Cimino, 37 anni, casalinga. 

 

Grazie ad un’operazione cardiochirurgica senza precedenti ‘la piccola combattente’, come ama chiamarla la dottoressa Agnoletti, direttore della cardiologia pediatrica che ha eseguito il delicatissimo intervento, Lucrezia oggi respira normalmente perché è guarita e potrà fare tutto quello che non ha potuto fare prima. «Potrò fare palestra – dice entusiasta –, poi voglio imparare a nuotare senza braccioli e voglio andare a Eurodisney!» e guarda il suo papà Andrea Giachino, imprenditore di Grugliasco. «Ma quando tornerò a casa dalla mia sorellina?» domanda ai suoi genitori, mentre stringe a sé il cuoricino viola di carta, gambe incrociate sul letto. «Ci tornerai a fine settimana» le promette la dottoressa Agnoletti. 

 

Lucrezia, da sempre seguita al Regina Margherita, era nata con una rarissima e gravissima cardiopatia congenita, con trasposizione dei vasi, ovvero con l'aorta e l'arteria polmonare invertite rispetto ai ventricoli cardiaci, l'arteria polmonare sinistra invece era chiusa e non portava il sangue al polmone sinistro. Lucrezia aveva anche un restringimento dell'aorta. Erano stati necessari tre interventi cardiochirurgici per la ricostruzione dell'aorta ascendente e dei rami polmonari, il primo alla nascita, il secondo a 2 anni e il terzo a 4. All’età di 5 anni è sopraggiunta l'occlusione dell'arteria che porta il sangue al polmone sinistro.

 

«Con una delicata procedura percutanea non invasiva di circa tre ore l'arteria occlusa è stata riaperta grazie all'uso di materiali molto particolari – spiega oggi la dottoressa Agnoletti -. Partendo dall'inguine e seguendo i vasi sanguigni si è arrivati fino all'arteria polmonare e con una specie di "trapano", che usa energia a radiofrequenza, è stato aperto un passaggio che è stato dilatato con materiali che si usano per riaprire le coronarie nell'adulto.

 

Poi è stato posizionato uno stent metallico nel nuovo passaggio per garantirne la pervietà futura». Oggi Lucrezia è una bimba rinata. «Non ci rendiamo ancora conto di ciò che è accaduto ma siamo al settimo cielo» si stringono le mani mamma e papà.

 

Liliana Carbone 

 

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