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Scienza e Salute

L'ipotermia un grave rischio per la vita di sempre più numerosi indigenti costretti a dormire all'aperto nelle rigide notti invernali

7 Febbraio
11:00 2018

L'ipotermia è una situazione potenzialmente pericolosa per l'organismo, di solito causata da una esposizione prolungata alle basse temperature. Tale rischio aumenta durante la stagione invernale, ma è anche possibile ritrovarsi in condizioni che possono favorire l’ipotermia durante una escursione primaverile in montagna, ma anche in piena estate, nel caso in cui un soggetto stia viaggiando ad esempio su una barca a vela che, a causa del mare in burrasca, potenzialmente può capovolgersi lasciando il malcapitato in condizioni tali che lo espongono ad un notevole abbassamento della temperatura corporea.

EREEREL'esposizione prolungata a temperature molto basse provoca al tempo stesso un importante stress metabolico e psicologico. Il corpo lotta contro la sensazione di freddo, mentre la vittima è sempre più angosciata dalla consapevolezza di non poter sopravvivere a lungo nel caso non giungano tempestivi i soccorsi.

Si considera moderata la condizione di ipotermia compresa tra i 32°C e 35°C, importante quella tra 28°C e 32°C e severa quando la temperatura corporea scende al di sotto dei 28°C. Abbassandosi ulteriormente la temperatura, se scende al di sotto dei 20°C, la sopravvivenza è assai rara, anche se nella letteratura medica sono riportati casi di sopravvivenza anche a temperatura fino a 17°C.  

Le persone più vulnerabili all'ipotermia sono le persone anziane ed anche malati cronici sofferenti a causa di una patologia da cui sono indeboliti. Sono ad alto rischio i lattanti e bambini di pochi anni, poiché la loro capacità di auto-regolazione termica è inferiore rispetto a quella di un adulto.

Occorre sempre tener presente che, anche in ambienti in cui la temperatura è confortevole per la maggior parte delle persone, può comunque verificarsi l'abbassamento del grado di calore dell’organismo, essendo questo dipendente dall'età, dalla massa corporea e dalla durata dell'esposizione. E’ classico il caso di bambini che dormono in camere da letto fredde, in cui per loro è alto il rischio di venirsi a trovare in una condizione di ipotermia, essendo fisicamente meno protetti in confronto agli adulti.

5UU7Però, oltre a queste persone, costituzionalmente più deboli, chiunque può essere esposto al rischio di ipotermia, nell'ottica di un'esposizione più o meno lunga in un ambiente freddo senza disporre della attrezzatura adeguata. Gli scalatori di montagne come l'Everest riescono ad evitare lo stato di ipotermia portando con se cambi di indumenti altamente tecnologici, concepiti per quell'ambiente dove spirano venti gelidi molto forti.Durante l’esposizione al freddo, la maggior perdita del calore avviene attraverso la cute; il resto viene disperso attraverso i polmoni.

Se l'esposizione è dovuta ad immersione in acqua gelida, la perdita di calore può avvenire   venticinque volte più rapidamente rispetto alla identica temperatura dell’aria.Per lottare contro il freddo, il corpo attiva le suoi difese thermorégulatrices in primo luogo:  brividi, pelle d'oca, denti che sbattono, aumento della pressione arteriosa, delle frequenze cardiache e respiratorie e vasoconstriction, il sangue è mandato verso il cuore per preservare gli organi vitali, spiegando le estremità fredde, pallide, addirittura azzurrognole.

Le difese della termoregolazione, in primo luogo i brividi, aumentano in modo considerevole il metabolismo, favorendo entro certi limiti l'aumento della temperatura corporea, ma causando una notevole spossatezza e, di conseguenza, uno sfinimento progressivo.

Inoltre, la capacità dell'organismo a ritardare l'entrata in un stato di ipotermia moderata o avanzata, dipende essenzialmente dalle condizioni e luoghi in cui si trova il paziente, vincolate   all'altitudine, all'umidità, alla bassa temperatura dell'acqua o del vento e, ancora, dalla possibilità di ripararsi, muoversi, ecc... Un fattore importante è  collegato alle risorse personali di cui un soggetto dispone, quali  lo stato di salute, la condizione fisica, la presenza di lesioni associate come ad esempio le fratture l'età, ecc...

Le persone anziane, i malati cronici, tossici, etilisti sono molto meno resistenti e sono molto più vulnerabili nei confronti del freddo. Ad alta quota, l'impossibilità di ripararsi correttamente, il contatto diretto con la neve e l'umidità favoriscono sovente l'insorgenza di uno stato di ipotermia". Esaurendosi gradualmente le difese offerte dal meccanismo della termoregolazione, si ha un rallentamento dei riflessi, del battito cardiaco e del ritmo respiratorio,  le pupille si dilatano e si blocca il riflesso  responsabile  dei brividi. Già In uno stato di ipotermia leggera e moderata, lo stato di coscienza comincia ad alterarsi; da un normale stato di coscienza, diminuisce la vigilanza del soggetto , che cadrà rapidamente in uno stato letargico.

GJKLIOIQuesto stato, dipendente dalle condizioni esterne,  determina un grave stato di prostrazione, l' attività cerebrale andrà gradualmente ad esaurirsi, le pupille non reagiranno più alla luce  fino a che la vittima, se non soccorsa scivola rapidamente,nello stato di coma irreversibile con successivo blocco respiratorio e cardiaco. L'intervento veloce dei soccorsi è dunque di importanza fondamentale.

In primo luogo, sarà necessario recuperare il più  velocemente possibile le vittime, allontanandole dall'ambiente  mezzo ostile per portarli in un ambiente ostile e riparandoli in un luogo temperato, proteggendole dal freddo, avvolgendole in coperte isolanti. Ma fondamentale sarà riscaldare l'interno del corpo, utilizzando perfusioni tiepide poi, in un secondo tempo  riscaldando le parti periferiche.

Difatti, si deve evitare ad ogni costo che il sangue periferico, freddo, non raggiunga gli organi vitali, per non aumentare il rischio di aritmie. L'obiettivo è di raggiungere velocemente una temperatura superiore a 34°C. In caso di ipotermia severa, il riscaldamento, una volta ricoverato il paziente, è effettuato utilizzando un sistema di circolazione extra-corporea, come quello impiegato nella  chirurgia cardiaca.

Oggi si sono compiuti progressi enormi nel rapido intervento su infortunati  esposti all'ipotermia; vi sono sempre più persone, una gran parte operatori volontari, in   grado di riconoscere i sintomi di una importante esposizione al freddo, è questo il primo passo per diagnosticare correttamente l'ipotermia potendo così salvare un numero di vite in continuo aumento.

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