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“Black Panther” – il primo supereroe nero della Marvel

Con ottimi incassi, il film diretto da Ryan Coogler è il primo sui supereroi ad avere una quasi totalità di cast e realizzatori di colore

23 Febbraio
13:00 2018

Anno: 2018 

Titolo originale: Id.

Paese: USA

Durata: 134 minuti

Genere: Fantastico, Azione

Regia: Ryan Coogler

Soggetto: Stan Lee, Jack Kirby (fumetti)

Sceneggiatura: Ryan Coogler, Joe Robert Cole

Cast: Chadwick Boseman, Lupita Nyong’o, Michael B. Jordan, Danai Gurira, Angela Bassett, Martin Freeman, Letitia Wright, Daniel Kaluuya, Forest Whitaker, Andy Serkis

Dopo Spider-Man: Homecoming e Thor: Ragnarok, arriva sugli schermi un nuovo capitolo ambientato nell’Universo Marvel, Black Panther, primo lungometraggio dedicato a un supereroe di colore, diretto da Ryan Coogler.

A seguito della morte del padre, T’Challa diventa re del Wakanda e protettore del suo popolo come Pantera Nera. Il suo paese, conosciuto come una nazione del terzo mondo, è in realtà incredibilmente avanzato grazie ai giacimenti di vibranio abilmente nascosti all’umanità. T’Challa si troverà ad affrontare due nemici spietati che minacciano la sicurezza del Wakanda e il suo ruolo come sovrano, Killmonger, mosso da cause molto personali, e il trafficante d’armi Klaue.

Dopo la rivoluzione dell’immagine del Supereroe portata avanti da personaggi come Wonder Woman e Luke Cage, Black Panther si è imposto sin da subito come un nuovo tipo di supereroe, black in tutto e per tutto. Non solo perché il protagonista è africano e di conseguenza buona parte del cast è di colore, ma anche per la numerosa presenza di afroamericani tra i realizzatori, a partire dal regista Ryan Coogler (autore di Creed – Nato per combattere) e il co-sceneggiatore Joe Robert Cole.

Le vicende del film si svolgono dopo quelle raccontate in Captain America: Civil War, dove il personaggio di T’Challa era apparso per la prima volta. Dalla gestazione lunghissima (il primo progetto di un film sulla Pantera Nera fu di Wesley Snipes agli inizi degli anni Novanta), il film si ispira al personaggio dei fumetti Marvel creato da Stan Lee e Jack Kirby, apparso per la prima volta nel 1966, anni prima degli altri supereroi di colore come Luke Cage o Falcon.

La storia si svolge quasi interamente in Wakanda, la fittizia nazione africana governata da T’Challa, ricca e tecnologicamente all’avanguardia grazie alle ingenti risorse di vibranio, metallo indistruttibile di origine aliena (lo stesso dello scudo di Capitan America). Temendo l’uso improprio che potrebbe derivarne, i wakandiani lo tengono nascosto da secoli, e T’Challa lotta con l’idea di aprirsi al mondo esterno e aiutare i paesi più bisognosi.

Al terzo posto al box office italiano, Black Panther è invece in testa negli Stati Uniti, dove nel primo weekend di programmazione ha battuto il record come miglior debutto di un regista afroamericano. Seguendo le recenti polemiche che hanno accusato Hollywood di relegare sempre in posizioni secondarie sia le donne che i professionisti di colore, il film di Coogler appare come un vero e proprio manifesto di identificazione per una minoranza - in America più del 12% della popolazione è di colore - in continuo incremento demografico e culturale, esattamente come il fumetto da cui è tratto ebbe un enorme successo in un periodo in cui le lotte per i diritti civili degli afroamericani erano all’apice del loro sviluppo.

Se a una prima superficiale occhiata il film può sembrare niente più che un costoso blockbuster sui supereroi, in realtà sono molti i temi insiti nella vicenda di re T’Challa e del suo popolo, dalle considerazioni colonialistiche all’evidente traccia politica, che accoglie non solo la riflessione sul ricco e nascosto Wakanda, ma anche un accenno alla vita problematica dei ghetti neri nei moderni Stati Uniti. Per questi aspetti, il film ha ricevuto moltissimi plausi dalla critica internazionale, specie da personalità della comunità afro.

Un elemento di grande fascino è senza dubbio la rappresentazione dei maestosi paesaggi africani, la cui selvaggia bellezza, esaltata dalla fotografia naturale di Rachel Morrison, è immortalata nelle riprese in Uganda, Zambia e Sud Africa, mentre molte delle sequenze girate negli interni avveniristici del Wakanda sono frutto di ricostruzioni in studio.

La colonna sonora è anch’essa ovviamente black, tra musiche tribali direttamente ispirate al compositore Ludwig Göransson da musicisti senegalesi e sudafricani e molti brani hip hop, tra cui alcuni firmati dal rapper Kendrick Lamar, il quale ha curato la lista dei brani cantati.

Analogamente, i costumi riflettono il lungo studio su quelli tradizionali di numerosi popoli africani della veterana Ruth E. Carter, già costumista in film come Malcom X di Spike Lee, Amistad di Spielberg e Selma – La strada per la libertà di Ava DuVernay.

Nel cast ritroviamo Chadwick Boseman nel ruolo di T’Challa, lo stesso attore che interpretò James Brown nel film biografico Get On Up. Bravo attore, affascinante e atletico al punto giusto, rischia però in numerose occasioni di farsi rubare la scena dagli ottimi comprimari, tra i quali troviamo Lupita Nyong’o nei panni della sua ex fiamma Nakia, Michael B. Jordan come il villain Killmonger, una sempre bellissima Angela Bassett nel ruolo della regina madre e l’adorabile Letitia Wright che interpreta la sorella Shuri (il personaggio più divertente del film). Ancora, rivediamo con piacere Martin Freeman nei panni dell’agente CIA Ross e Andy Serkis in quelli del criminale Klaue. Completano il cast Danai Gurira come la tosta e combattiva Okoye, capo delle guerriere che proteggono il re, Daniel Kaluuya di Get Out e Forest Whitaker.

Un film orgogliosamente nero, divertente ed energetico, che piacerà agli amanti dei fumetti e dei supereroi come a chi apprezza il cinema che parla di politica.

 

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