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Scienza e Salute

La leggenda del lupo mannaro e la realtą della sindrome dell'Uomo Lupo, o Ipertricosi

28 Febbraio
12:00 2018

 

eeerreSi è soliti ripetere sovente che celate dietro le leggende, anche le più assurde, sia nascosta una realtà positiva. E' caso delle dicerie relative alla presenza di lupi mannari fra di noi. Esseri a metà fra l'uomo ed il lupo nascosti nella foresta;  che le credenze popolari dipingono come creature pericolose, capaci di ferire ed uccidere chiunque si pari davanti a loro.

Tale credenza è assai diffusa nel centro - sud della penisola italiana;  in particolare in Toscana, Lazio, Marche, Molise, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Veniva raccontato che il lupo mannaro uscisse  dalla sua tana vagando e ululando nei boschi, specie nelle notti di luna piena e che il suo corpo, dalle fattezze umane, fosse coperto da peli spessi e lunghi, specie sul volto, in grado di crescere  assai velocemente in modo da conferire un aspetto inquietante  ad una creatura dotata di una forza superiore a quella di dieci uomini.

Solo leggenda dunque, o racconti dovuti all'ignoranza di persone vissute in campagna in epoche in cui si trovavano in completo isolamento dal resto del mondo? Questi racconti narrano in realtà di soggetti visti realmente, si tratta di storie non legate alla presenza di lupi mannari, ma di pazienti sofferenti di ipertricosi, una affezione nota anche come "Sindrome del Lupo Mannaro" per via delle sue caratteristiche tali da conferire alle persone affette un aspetto insolito, per via dell'abbondante distribuzione dei peli sul corpo, molto numerosi anche sul volto.

qqwqLa malattia è nota fin dai tempi antichi; Ulisse Aldrovandi, prestigioso naturalista italiano, nel1648, descrisse il caso di una famiglia colpita da ipertricosi in un paziente noto alle cronache, relativa a questa affezione, di nome  Petrus Gonzales. Costui era stato condotto in Francia dalle isole Canarie, dove viveva con la famiglia in cui,  un figlio, le due sorelle ed un nipote manifestavano i sintomi della stessa malattia. I loro ritratti sono stati scoperti un castello presso Innsbruck dove Ferdinando d'Ambras fece costruire un locale idoneo alla loro conservazione che, ancora oggi, può essere visitato.

Ad oggi sono un centinaio i casi noti di ipertricosi in tutto il mondo; le probabili cause di questa sindrome, secondo un recente studio, sarebbero dovute ad alterazioni genetiche a carico di alcuni cromosomi. Tale disordine genetico determinerebbe una eccessiva crescita del cuoio capelluto e dei capelli, ben oltre la media normale per età, sesso e razza, cui si assocerebbe una crescita disarmonica  del corpo

Esistono vari tipi di ipertricosi: la forma nota come  "Lanuginosa congenita": si presenta dapprima come normale lanugine, una peluria uguale ai capelli fini del  bambino alla nascita, ma invece di scomparire durante le settimane successive, i capelli fini e morbidi continuano a crescere in vari punti del corpo. "Ipertricosi congenita terminale": in questo caso la crescita anormale dei peli inizia alla nascita e continua per tutta la vita della persona. I capelli, diventano solitamente lunghi e spessi, la loro estensione è notevole, si allungano fino a  coprire il viso e il corpo della persona. Vi è anche una forma definita "Ipertricosi nevoide": si ha quando un'eccessiva crescita di peli di qualsiasi tipo appare in un'area definita e circoscritta. In alcuni casi,sul corpo della persona,  è presente più di una chiazza di capelli. Si ha infine "l'Irsutismo", una forma di ipertricosi limitata alle sole donne in cui iI capelli, scuri e spessi, crescono in punti dove le donne normalmente non hanno capelli, come viso, petto e schiena. Un sintomo associato alle forme di ipertricosi, è costituito da una anomalia a carico delle gengive e dei denti: le gengive si presentano ipertrofiche ed alcuni denti possono mancare.

ggwewSi pensa oggi che la causa della ipertricosi congenita possa essere ricercata  nella riattivazione di geni responsabili della crescita dei capelli. Questi, preposti alla regolazione di una notevole ed estesa crescita dei capelli nell'uomo primitivo, avrebbero cessato la loro funzione nel  corso dell'evoluzione. A causa di un errore genetico di cui non si conosce ancora l'esatto meccanismo, i geni preposti alla regolazione dell'accrescimento dei capelli "si risveglierebbero" fin dai primi mesi della gravidanza, quando il feto è ancora contenuto nel ventre materno.  Vi sono anche altre forme di ipertricosi, come quella acquisita, che  può avere diverse origini. Quando la crescita dei peli è ovunque o in una singola area, le possibili cause includono la porfiria cutanea tarda, una condizione in cui la pelle è particolarmente sensibile alla luce, oppure la malnutrizione, o un disturbo alimentare come l'anoressia nervosa. Alcuni farmaci, come gli steroidi androgeni, e la ciclosporina. Non si conosce una cura efficace per l'ipertricosi, nè la possibilità di poterla prevenire e ch ne è colpito non può fare altro che rassegnarsi ad un aspetto che, in passato è stato responsabile dei racconti di esseri leggendari, inesistenti in realtà, ma ben presenti nell'immaginario collettivo, come i lupi mannai di cui si è parlato all'inizio.

E' interessante notare che da pazientisofferenti di questa patologia, ha avuto origine  la fiaba, nota in tutto il mondo del "La Bella e la Bestia", anche in caso una fiaba originata da un fatto reale, storicamente accertato, una storia iniziata nell'altosdfsss Lazio, sulle rive del lago di Bolsena. La "Bestia", altri non era che una persona affetta da ipertricosi il cui nome era Pedro Gonzales, di cui esistono ritratti in cui è raffigurato. Caterina de' Medici, fra le cui letture preferite vi era l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, era incuriosita dalla figura dei selvaggi, descritto nel poema.

Venuta a conoscenza dell'esistenza che a Tenerife era stato catturato un uomo interamente ricoperto di peli, lo volle a corte, dove arrivò chiuso in una gabbia ed esibito, quale dono di nozze,al suo matrimonio con  il re di Francia Enrico II. Caterina ,incuriosita da una simile creatura, volle che si accoppiasse con una delle sue cameriere, cui fu offerta una vita agiata, in cambio del suo matrimonio con il "selvaggio". La prima notte di nozze, quando vide lo sposo. la cameriera svenne, a con il passare del tempo Pedro, vivendo a corte, divenne una persona colta e raffinata, riuscì a farsi amare dalla sua sposa. Dal loro matrimonio nacquero quattro figli, i primi due privi di pelo sul corpo, ed altri due che avevano ereditato la peculiarità patologica del padre.

Una storia reale che, trasformatasi in una leggenda oggi spiegata e, almeno in parte compresa, recupera il ricordo della realtà di eventi ormai lontani nel tempo, rispecchiando fedelmente l'enorme progresso compiuto dalla Scienza Medica, la cui evoluzione nell'ottica di una battaglia continua contro la malattia, è, e tale resterà, inarrestabile. 

 

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