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Di tutto un po'

Tutta colpa di Mengaliro…

La storia di Ruggero: una storia vera, una storia tutta italiana, un sogno da realizzare.

2 Marzo
16:00 2018

 

La vita la si può subire passivamente o la si può costruire con le proprie mani.

Questa semplice frase contempla due visioni antitetiche, due atteggiamenti che possono essere veri ed applicabili alle varie situazioni.

Spesso, troppo spesso, la famiglia agisce da ammortizzatore emotivo sui propri figli, condizionandoli con mille paure e mille inutili limitazioni.  L' eccessiva tutela condiziona quasi sempre negativamente i propri figli: tutti hanno i diritto di sbagliare, di farsi male cadendo dalla bicicletta o di essere bocciati a scuola perché scarsamente interessati agli studi. Il più delle volte gli insuccessi scolastici sono dovuti alle aspettative della famiglia che vengono regolarmente disattese, essendo gli interessi dei figli diametralemnte opposti a quelli dei loro genitori.

La vita, a differenza della famiglia o delle istituzioni, ripiana ogni gradino e spesso gli ostacoli diventano opportunità e quegli stessi difetti che sembravano essere intralci nel cammino verso la dimensione adulta si trasformano in straordinarie occasioni di crescita e di affermazione.



La più grande molla interiore che può riuscire a trasformare il rospo in Principe Azzurro è sicuramente il Sogno. Sogno inteso magicamente come massimo livello di personale realizzazione.

Il ragazzo che sogna spesso viene deriso dai propri compagni, o visto come uno stupido con la “testa tra le nuvole”. Pochissimi genitori e pochissimi insegnanti sanno dare il giusto valore all’immaginazione, temendo che il giovane possa perdere i contatti con la realtà.

Ma di quale realtà stiamo mai parlando?

Viviamo in un momento drammatico di degrado mentale, sociale e psicologico, indottrinati alla religione del dio denaro o del dio successo a tutti i costi, e stiamo perdendo di vista l’Uomo nella sua essenza più sacra.

Ruggero, ora ventenne, ha avuto la grande fortuna di vivere e crescere in una famiglia che lo ha reso molto presto responsabile, offrendogli i validi strumenti dei quali ognuno ha, o avrebbe, necessità.

Ruggero ha studiato, ha fatto mille piccoli lavori per iniziare a confrontarsi con il mondo vero, quello del lavoro e dei rapporti sociali. Dinamico, pieno di sana energia e di voglia di vivere è riuscito a costruire una realtà immaginativa senza scollarsi da quella del quotidiano.

La sua passione per la fotografia e per il cinema non ha mai incontrato i soliti ostacoli che quasi tutte le famiglie mettono sulla strada dei loro figlioli per farli desistere dal sognare in grande, temendo che non possano diventare dei buoni ragionieri o degli ottimi disoccupati…

La vita va vissuta, ci sentiamo dire molto spesso, poi siamo proprio noi che se non vediamo realizzare le nostre aspettative, attraverso i figli, regaliamo le nostre frustrazioni a coloro che dovrebbero essere tutelati, almeno da queste.

Ruggero si guarda intorno e inizia a viaggiare: questo il punto di svolta.

Viaggiando deve sostenersi, imparare le lingue, cavarsela tra i mille ostacoli che fanno parte del gioco… Conosce centinaia di persone e grazie al proprio carattere e alla straordinaria capacità di relazionarsi con chiunque incontri, affina le proprie attitudini iniziando a mettere sempre di più a fuoco il Disegno che ha nel cuore.


L’arte, quando è autentica, diventa una compagna molto impegnativa.

La sua voce interiore gli dice che deve imparare a comunicare con le immagini e Ruggero acquista una buona macchina digitale e inizia a cogliere nel mondo quelle schegge di luce che tutti guardano e che pochissimi vedono.

Impara ad utilizzare i programmi del PC per elaborare e sviluppare ciò che ha raccolto con l’obiettivo. Il dado è tratto.

Alcuni anni dopo parte per il Canada.

Vancouver lo accoglie inizialmente con la conprensibile cautela. Presto anche il ghiaccio del Canada inizia frantumarsi sotto i raggi del Sole e Ruggero incomincia a farsi molti amici e farsi le ossa in terra straniera. Inizia a girare ristoranti e pizzerie come lavapiatti per pagarsi gli studi ad una prestigiosa scuola di cinematografia, si affitta una stanza e cerca di soddisfare la sua insaziabile fame di conoscenza.

Se mai fosse partito con una dose omeopatica di timidezza… ora non sarebbe nemmeno più possibile immaginarne l'esistenza.

La sua storia che ora possiamo definire percorso professionale, lo conduce ad affermarsi nella scuola di cinematografia dove diventa un eccellente allievo.


Riesce a procurarsi i mezzi per realizzare dei documentari e dei lungometraggi. Ora parteciperà a numerosi concorsi con la sicurezza di non passare inosservato.

Un suo recente lavoro nasce come docufilm, ovvero documentario dedicato ad affrontare tematiche sociali con straordinarie interviste a senzatetto che vivono in situazioni meno che precarie.

Ruggero sostiene che tutte le persone che ha intervistato gli abbiano donato parte del proprio cuore, quindi il suo Lavoro (ora uso volutamente la maiuscola) rappresenterà un documento carico di verità e di coinvolgimenti emotivi. Le storie raccontate sono estratti di esperienze autentiche che, come dice l’Autore e Regista, possiedono un’Anima.

Tutto ciò che possiede un’Anima fa parte di un Grande Sogno, in questo caso il Sogno di Ruggero... un sogno di nome Mengaliro.

 

Link del Sito di Ruggero Romano:  www.mengaliro.com/v6a


Le fotografie pubblicate sono di Ruggero Romano

 

 


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