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Politica Nazionale

L’Europa che può aiutarci

Immigrazione e lavoro: dove può aiutarci l’Europa

12 Marzo
09:30 2018

In questa campagna elettorale, la Lega è riuscita a catalizzare il voto soprattutto su due temi, che non sono temi qualsiasi, ma sono i temi principali di questo periodo storico: immigrazione e lavoro.

Per quel che riguarda l’immigrazione, Salvini ha usato lo slogan “prima gli Italiani”, facendo eco a quel “America first” di Trump, puntando sul rimpatrio, sul blocco alle Moschee e su una serie di altre proposte.

Al di là del fatto che negli ultimi tempi il numero di sbarchi sia decisamente diminuito, noi oggi dobbiamo pagare lo scotto di quel trattato di Dublino che prevede la richiesta di asilo da parte dell’immigrato esclusivamente nel primo Paese di approdo, ragion per cui anche quegli immigrati, e ce ne sono molti, che utilizzano l’Italia come ponte solo per andare nel centro e nord Europa, si vedono impossibilitati a farlo, pena l’arresto.

Sarebbe ora che l’Italia, territorio geograficamente “svantaggiato” poiché di primo approdo per gli immigrati, facesse sentire la propria voce su questo tema, ossia su una profonda modifica del Trattato di Dublino, facendo presente che se l’Europa deve contare più dei singoli Stati, allora l’Italia ne rappresenta una zona geografica che quindi non può ritenersi svantaggiata solo per il fatto di trovarsi affacciata sul Mediterraneo.

C’è poi il tema del lavoro. La triste vicenda Embraco ci porta a ricordare come sino a pochi anni fa la tassazione sui profitti in Europa fosse in media del 50%, mentre oggi, grazie o per colpa di alcuni Stati, si arrivi anche al 10%, con la conseguenza che le varie Nazioni     attuano una sorta di “guerra” facendo dumping fiscale per attrarre al ribasso le aziende, come sta accadendo per la Embraco che in Slovacchia paga i propri dipendenti circa 500 euro al mese.

Avremmo, dunque,  bisogno di una Europa che dettasse regole precise con l’obiettivo di evitare di “rubarsi” le aziende a suon di ribassi e sconti esagerati alle imprese ben felici di delocalizzare a scapito di lavoratori destinati a farne le spese.

L’idea, quindi, di mettere dazi alla Trump per edificare muri commerciali non ha senso; molto più senso avrebbe regolamentare redditi e tassazioni all’interno del vecchio continente attraverso un’Europa fiscale e non solo più monetaria, cosa che, evidentemente, a qualcuno non fa comodo che si realizzi.



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