Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Recensioni
Libri

I segreti di Torino

Torino è sempre stata, e lo sarà sempre, l’eterna, magica fenice

10 Marzo
12:00 2018

Le pagine  del libro di Laura Fezia: “ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI PERDUTI DI TORINO” edito dalla Newton Compton Editori (pp. 319 € 12.00), attraverso trentasei racconti con titoli molto curiosi e accattivanti  ci coinvolgeranno fin dalle prime pagine. La descrizione di ogni fatto  è raccontato, con riferimenti precisi nei minimi dettagli (indicando in alcuni casi data e  ora) il lettore si trova poco a poco coinvolto come lo stesse vivendo in prima persona. Il libro va oltre alle quattro o cinque informazioni universalmente note che tutti la indicano città fondata dai Romani, ideatore del Risorgimento italiano, capitale dell’occultismo, patria della ormai ex FIAT.

Pagina dopo pagina si riscopre come una passeggiata che parte dalla misteriosa preistoria del territorio nella quale si sviluppa, attraversando i millenni impressi, spesso in maniera impercettibile, le vicende segrete di personaggi intriganti, gli avvenimenti che, riempiendo le pagine dei giornali, hanno scosso o emozionato la città (ve ne sono molte che  ci commuoveranno) evidenziando come le molteplici anime di Torino si siano plasmate una Storia che va oltre ciò che si conosce ufficialmente e gli innumerevoli pregiudizi che la circondano.

Come tutti sanno il capoluogo piemontese non ama stare troppo a lungo sotto i riflettori né indugiare nel racconto di se;  tra le tante cose  non le riesce naturale sbandierare oltre lo stretto  indispensabile.

Le pagine del libro riportano delle vicende note, facendone scoprire intriganti o drammatici retroscena, come quello della “E’ la Fiat che piange”. L’autrice (che si dice onorata di averla conosciuta e di aver avuto il piacere di lavorare con lei) in questo testo ripercorre il ruolo di un grande donna: Maria Rubiolo, che non era né un’azionista di maggioranza e nemmeno un rampollo degli Agnelli ma si rilevò determinante nel creare e mantenere una certa immagine FIAT nel mondo. “A lei si devono la gestione dell’immigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta, le campagne pubblicitarie, i lanci di vetture passate alla storia, l’organizzazione dei saloni dell’auto, tutti i rapporti del gruppo, da quelli con i dipendenti a quelli con la stampa locale e mondiale e con i partner internazionali. Quando si recava a qualche funerale in veste ufficiale, a rappresentare l’azienda, la si poteva vedere con l’espressione affranta assistere solennemente alla cerimonia funebre. A chi domandava chi fosse quella signora, i presenti rispondevano:”E’ la FIAT che piange”.  

Il libro riporta drammatici retroscena commoventi come quello:”Quando la morte rapina i sogni”. Il titolo era apparso sulla “La Stampa nel 1997 quando il 31 gennaio avvenne la morte di Pietro Cavallero, il capo della ”Anonima rapinatori” nome che lo stesso Cavallero diede alla banda che dal 1963 al 1967 aveva seminato terrore tra il Piemonte e la Lombardia e proprio il 25 settembre del 1967 a Milano sotto i colpi della sua pistola aveva stroncato i sogni di un giovane diciasettenne Giorgio Grossi. Questi fatti vennero riportati in un celebre film:” Banditi a Milano” realizzato dal regista Carlo Lizzani e il ruolo del capo della banda venne affidato ad un bravissimo attore Gian Maria Volonté. 

“Più di trent’anni per arrestare il Killer del procuratore”, è il racconto che ripercorre l’uccisione di Bruno Caccia avvenuto il 26 giugno 1983 in via Somma Campagna mentre il magistrato alle 23,30 portava a passeggio il cane e venne assassinato brutalmente. Per arrestare il Killer ci sono voluti più di trent’anni.

”Se Torino brucia …” un'altra testimonianza drammatica raccontata puntualmente con precisione. Sono le 18,30 del 13 febbraio 1983 un incendio  scoppiato  nella sala del cinema Statuto in via Cibrario 16 riduce ad un ammasso di cenere il locale. Moriranno 64  spettatori tra i sette e i cinquantacinque anni (31 uomini e 31 donne un bambino e una bambina) che assistevano alla proiezione del film “la Capra” di Gerard Depardieu. Il racconto analizza poi altri incendi scoppiati a Torino come quello del 1936 scoppiato tra la l’8 e il 9 febbraio al Teatro Regio, le fiamme rasero al suolo totalmente il tempio della lirica. Ci vorranno quasi quarant’anni perché il teatro tornasse in funzione. Il testo riporta un altro drammatico incendio scoppiato l’11 aprile di vent’anni fa dove metteva in serio pericolo il simbolo della Cristianità :”La Sindone”, grazie alla prontezza del vigile Mario Trematore, riuscì a scongiurare il disastro.

Laura Fezia (torinese studiosa del mistero in tutti i suoi aspetti, appassionata di cronaca giudiziaria) i suoi racconti  si calano nei meandri  di storie che hanno grande importanza nell’evoluzione non solo di Torino ma dell’Italia, che all’apparenza delle vicissitudini sembrerebbero di secondo piano, ma decisive nel determinare gli sviluppi della Storia, nelle trame della cronaca di ieri e di oggi. Un libro che ci invita a scoprire nuovi itinerari nuovi scorci, leggende, aneddoti e tradizioni di questa meravigliosa affascinante città: Torino.

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo

comments powered by Disqus