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AS Roma vs Torino Fc 3-0

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE: terza sconfitta consecutiva per la squadra di Mazzarri, "perforata" tre volte all'Olimpico

9 Marzo
22:37 2018

C’è ancora chi scrive di “partita decisiva per la classifica”, che porterebbe ad un “rasserenamento” dei rapporti fra tifosi e squadra in caso di vittoria o, attenzione, tenetevi forte, di pareggio.

C’è chi scrive per l’ennesima volta di “partita della svolta” (mannaggia la rima), ri-attenzione, non per la classifica, rimangiandosi quanto scritto poco prima, ma per i tifosi, in caso di prestazione da veri granata.

Siamo alla follia aziendalistica, che merita un bel #stendiamounvelopietoso, giusto per rispolverare un hastag che uso spesso in occasione del Festival di Sanremo.

La verità, papale papale, visto che stasera si gioca a Roma, è che questa è semplicemente la dodicesima tappa di avvicinamento alla fine di un campionato senza arte né parte, e che il risultato non conta chiaramente nulla, almeno per i granata, o la cairese, se preferite.

C’è poi la tanto strombazzata contestazione, con relativo “sciopero” del tifo: rimandata per i motivi che tutti sappiamo (R.I.P. Davide), mi auguro venga messa in atto durante partita di domenica prossima contro l’Inter, indipendentemente dal risultato di stasera.

Walter “La Roma in questo momento è l’avversario peggiore da affrontare” Mazzarri, stasera manda in campo (4-3-3)): Sirigu; De Silvestri, Nkoulou, Moretti, Ansaldi; Baselli, Rincon, Acquah; Falque, Belotti, Berenguer.

Il tecnico toscano deve fare a meno di Burdisso (squalificato), Lyanco, Bonifazi, Molinaro, Obi e Niang (infortunati); alla lunga lista di assenti,  si aggiunge anche Ljajic, colpito da un risentimento muscolare, che mi suona tanto, ma tanto, di infortunio diplomatico, o di definitiva trombatura.

Mi chiedo, in caso di ulteriore infortunio, o sostituzione, a centrocampo, chi possa entrare, e ripenso alla frase dell’imprenditore di Masio (Al): #siamoapostocosì. Mi monta la carogna.

Primo tempo equilibrato, senza grosse emozioni, tanti corner non sfruttati, da entrambe le parti, e tanti falli a centrocampo.

Quasi quasi meriterebbe qualcosa di più il Toro, che aggredisce bene gli spazi in contropiede e che non sfrutta due grosse occasioni: una con Iago, grande parata di Alisson, e una con Acquah, causa i piedi di gesso del giocatore ghanese.

Roma in grossa difficoltà, in fase di impostazione.

Stesso equilibrio anche per i primi dieci minuti del secondo tempo, poi la Roma passa, immeritatamente in vantaggio: sugli sviluppi dell’ennesimo corner, la palla finisce a Florenzi che crossa alla perfezione per Manolas, che insacca di testa, solo davanti a Sirigu. Grossa dormita della difesa.

Mazzarri tenta la carta Niang, al posto di Iago e finalmente mette in campo anche Barreca, ma giusto perché si infortuna De Silvestri.

Raddoppio dei giallorossi al 28’: spiovente in area del tutto casuale, a seguito calcio di punizione, sul quale si avventa De Rossi che, in scivolata, buca nuovamente Sirigu.

Entra anche Edera al posto di Acquah, cambia il modulo (4-4-2), ma il risultato non cambia.

Anzi peggiora: in pieno recupero Pellegrini realizza la rete del 3-0 a completamento di un veloce e preciso contropiede.

Terza sconfitta consecutiva per la squadra di Mazzarri, che gioca praticamente solo un tempo: la Roma sfrutta al meglio due palle inattive e un contropiede, ma i granata sono stati troppo sterili e troppo mosci sotto porta.

Belotti è lontanissimo da una forma accettabile e sbaglia anche i controlli più elementari: non c’è un sostituto degno di tal nome e nessuno la butta dentro.

Il centrocampo è scarso, senza ricambi e la difesa fa quello che può.

Tutto risaputo a tutto sottolineato da mesi e mesi.

Una sconfitta forse immeritata, almeno nel punteggio, che mette in evidenza, per l’ennesima volta, le pecche ed i limiti di una squadra, spacciata per quello che non è.

Domenica all’ora di pranzo, mi auguro sia contestazione dura, non alla squadra, ma a chi l’ha costruita.

 

 

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