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Politica Nazionale

I 5 Stelle non sono la nuova DC

Il boom economico e lo stato sociale non vanno confusi con le deleterie proposte del M5S. Lettera aperta di Bartolomeo Giachino al Cardinale Bagnasco

11 Marzo
12:00 2018

E’ una puntuale precisazione o una filiale tiratina d’orecchie sulle scivolate contenute nelle indicazioni formulate da parte di autorevoli esponenti del mondo cattolico, negli ultimi dieci anni, quanto descritto nella lettera che Bartolomeo Giachino indirizza al Cardinale Angelo Bagnasco. La pubblichiamo con vivo interesse

 

Lettera aperta al Cardinal Angelo BAGNASCO di Mino Giachino.

 

Sua Eminenza Cardinal Bagnasco,

Con devozione Le scrivo in merito alla Sua intervista a Bruno Viani e in particolare alla sua affermazione:  ”Il cambiamento va capito , non si deve temere....”, e all’articolo di fondo de IL CITTADINO in cui si chiede una profonda riflessione al mondo cattolico. 

Appunto. 

Le scelte del mondo cattolico a partire dal Convegno di Todi del 2011 sino al sostegno alla Lista Monti nel 2013 non è che abbiano dato risultati molto postivi soprattutto per la parte più debole della società italiana.

Il cambiamento va capito nella qualità della sua proposta e nelle cose che lo hanno originato. Il cambiamento non é positivo di per se. Vedasi il ‘68. Se è vero come dice anche il Cittadino che i 5 Stelle vincono al Sud dove è più alta la disoccupazione noi paghiamo la politica europea della austerity e le pesanti scelte economiche di Monti.

Eminenza nel 2010, il popolo del “vaffa” raccolse il 5% dei consensi. 

Nella seconda parte del 2011 ,prendendo fischi per fiaschi, il cosiddetto mondo cattolico impegnato , Avvenire, CISL, Comunità S .Egidio, anche a causa del caso Ruby , pensò che la causa dello “spread” fosse il Cavaliere e a Todi a gran voce insieme a Giornali e Associazioni produttive invocò il cambiamento.

Arrivò Monti , osannato per la sua serietà , che gettò sul popolo e sulla Economia italiane secchiate di acqua fredda che salassarono la nostra economia, già debilitata dalla crisi mondiale del 2008/2009, e nel 2012 e nel 2013 perdemmo oltre 4 punti di PIL oltre alla stagnazione del 2014-2015.

Chiusero migliaia di aziende , la Disoccupazione aumentò notevolmente così come aumentarono a vista d’occhio poveri e precari. Non si tagliò  la spesa pubblica e si tagliarono gli investimenti.

Il mondo cattolico cosiddetto impegnato, dimenticando la lezione di Paolo VI, secondo il quale “lo sviluppo è il nuovo significato della parola pace”,  non capi e non sentì come proprie i pesantissimi effetti della grande crisi sulla popolazione e sul ceto medio e appoggiò la Lista Monti nel 2013.

Ricordo che Daniel PENNAC quando dice che “statisticamente tutto si spiega e personalmente che tutto si complica”.

Nel 2013 come effetto della pesantissima crisi sociale (altro che disagio sociale”,  l’eufemismo cinico usato anche da Avvenire ) i 5 Stelle superavano il 25%

La lentezza ad uscire dalla crisi, la bassa crescita hanno fatto il resto e nel Sud , dove la disoccupazione giovanile ormai si avvicina al 50%, i 5 Stelle domenica scorsa hanno superato il 40%

Il cambiamento in questo caso non è il frutto di nuovi valori o di novità culturali, il cambiamento elettorale è il frutto di politiche economiche sbagliate , appoggiate anche dai cattolici , che hanno fatto soffrire per anni una fascia crescente di popolazione.

Peter Glotz negli anni 80 parlava di Società dei 2/3 oggi siamo ai 2/4.

Lucida fu la affermazione dell’Arcivescovo della mia Città , Mons. Nosiglia che , già il  15.8.2012 , diceva alla Messa della Consolata che a Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male”.

I cattolici del PD purtroppo pensavano solo alla metà della Città che sta bene.

Se mi consente, noi , che cerchiamo di non vivere solo per noi stessi ma anche per il bene comune, non dovremmo fare l’errore di guardare al dito (i 5 Stelle) e dovremmo guardare invece alla Luna , che nel nostro caso e’ lo Sviluppo, perché senza sviluppo non c’è lavoro.

Senza lavoro , malgrado la forte affermazione di Papa Francesco  contraria ai sussidi che consentono solo di sopravvivere, il popolo del Sud ha scelto il reddito di cittadinanza.

I 5 Stelle hanno vinto sulla base di una proposta, quella del reddito di cittadinanza fortemente criticata proprio a Genova da Sua Santità o sbaglio?

Come si fa a rilanciare lo sviluppo della economia e del lavoro dicendo di no al Terzo Valico , alla TAV, alla Gronda autostradale o alla Diga al porto di Genova, l’opera più importante per lo sviluppo futuro? 

Eppure l’on. di Maio su queste cose e’ stato netto e deciso.

Eminenza sono convinto che la sensibilità umana, quella dote che ci consente di immedesimarci nella situazione dell’altro e di farla nostra (ama il prossimo Tuo come Te stesso) sia la precondizione della sensibilità politica, della buona politica.

Senza sensibilità umana e politica purtroppo anche alcuni cattolici approvarono misure economiche che per anni hanno fatto soffrire metà degli italiani.

Il successo dei Grillini e’ la conseguenza di politiche sbagliate.

Prioritario e’ cambiare le politiche economiche e sociali e non affidarci a chi non vuole lo sviluppo ma vuole solo politiche assistenziali.

I 5 Stelle non sono la nuova DC. La DC sviluppo’ lo Stato sociale ma prima rilancio’ economia e lavoro con il Boom economico e negli anni 50 e  60 i Parroci benedicevano gli Imprenditori che creavano nuovi posti di lavoro come fa Lei quando va a visitare i Terminal portuali o le Fabbriche.

Mi scuso molto per la franchezza e la lunghezza, La ringrazio della attenzione, con profonda devozione “.

Bartolomeo Giachino 

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