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Economia e finanza

Boccia: “Una politica industriale che riparta dal Mezzogiorno”

Lavoro, crescita, debito i punti cui dovrà guardare il futuro governo

12 Marzo
08:00 2018

La mappa dell’Italia lasciata dal voto di domenica scorsa richiama l’attenzione sul Sud Italia, tant’è che si sta tornando a discutere della mai risolta Questione meridionale.

A farlo non sono soltanto i giornalisti del Meridione, come Pino Aprile che ha scritto di un “Mezzogiorno all’opposizione”. Ma è anche lo stesso Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a leggere il disagio del Sud; un sentimento così profondo che segna la tornata elettorale appena trascorsa come una sorta di Brexit tutta italiana: “la piccola e media borghesia ha votato in modo diverso rispetto alla sua storia”.

Boccia non ha lesinato di indicare le cause che hanno portato il Sud a pronunciarsi in maniera così chiara e netta.

“Non è stata affrontata la questione industria nel Mezzogiorno, l’abbiamo tolta dal dibattito - ha spiegato - Ciò ha determinato l’aumento dei divari. Non dimentichiamoci che c’è stato un momento, in passato, in cui l’industria sembrava non avere più valore e che la crescita dipendesse dalla finanza e dai servizi. Invece si è visto che i paesi più industrializzati hanno reagito meglio alla crisi”.

Pertanto “bisogna creare una dimensione di politica industriale che riparta dal Mezzogiorno come questione nazionale”.

Per questo indica come obiettivi di intervento i divari che si aprono nel Paese e tre parole d’ordine “lavoro, crescita e debito”. Al di là di come si assesterà il futuro parlamento, se si assesterà, il mondo imprenditoriale non può che conviene sulle tre parole indicate da Boccia, augurandosi che il futuro governo sappia temperare con il dovuto pragmatismo tra programma elettorale e realtà.

L.V.C.

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