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Conquistadores, pirati, mercantanti – La saga dell’argento spagnolo - Carlo M. Cipolla

Un libro di storia economica affascinate per il contenuto e per la sintesi

8 Aprile
14:00 2018

Il titolo del libro “Conquistadores, pirati, mercantanti – La saga dell’argento spagnolo” di Carlo M. Cipolla - Il Mulino, edizione 1996 - induce, alla prima sensazione, ad immaginare uno spaccato di storia di eventi di conquista, di avventure piratesche e di sfruttamento coloniale dei secoli XVI-XVII.

Tutto vero, ma questa è solo la cornice del quadro che contiene una “tela” di altissimo profilo storico economico che, dipinto con una maestria di sintesi didattica, lo rende semplicemente affascinante. Lo dimostra il fatto che sono state stampate nel tempo diverse edizioni.

Il filo conduttore del libro sta in una brevissima citazione introduttiva, che il prof. Carlo M. Cipolla (Pavia, 5 agosto 1922 – Pavia, 5 settembre 2000) considera il “leitmotiv” della trattazione: 

“ … A partire dalla metà del Cinquecento una marea di argento proveniente dalle colonie americane, soprattutto Messico e Perù, prese a riversarsi sulla Spagna e poi sull’Europa.

Il metallo prezioso viaggiò incessantemente da Occidente verso Oriente in pagamento delle merci orientali appetite dagli europei, le quali compivano l’itinerario inverso. Dalla Turchia alla Persia, all’India, alla lontana Cina, fu una rozza e pesante moneta d’argento. Il «real de a ocho», a far funzionare il sistema di questo commercio su scala mondiale …”

 Real de a ocho - 1590 

C’è una premessa da fare che riguarda l’Autore allorché iniziò ad affrontare lo studio della storia economica che in Italia in quel tempo era soprattutto descrittiva e senza le caratteristiche di analisi scientifica.

Infatti l’Autore comprese che dietro alle fluttuazioni della valute e ai cambiamenti economici si nascondevano ed operavano gli uomini, guidati dalle loro mentalità altrettanto fluttuanti, ma anche che, senza gli strumenti della teoria economica, gli eventi salienti del passato apparivano senza la loro vera valenza di condizionamento della storia.

Inoltre l’Autore con lo strumento efficace della storia economica approfondì la storia delle popolazioni, delineando lo sviluppo della civiltà moderna, partendo dal rapporto tra il numero degli uomini e le disponibilità d’energia, che gli valse una fama internazionale.

In seguito analizzò l’impatto della tecnologia sulla storia economica, come la comparsa delle epidemie e la storia della medicina in relazione alla storia sociale nel suo complesso.

Una curiosità: si cimentò ad “approfondire” il tema della “stupidità umana” formulando la famosa teoria enunciata nel suo libello intitolato” The Basic Laws of Human Stupidity”.

Si può dire che le caratteristiche sopra enunciate costituiscono l’armamentario che caratterizza e che colora il contenuto del libro in causa che, con 83 pagine (comprese illustrazioni e immagini), di certo si colloca nei primati della sintesi.

La trama è riassumibile con la prefazione che riporto integralmente:

“… Nel corso di tutto il Medioevo l’Europa soffrì di una pesante penuria di metalli preziosi. Improvvisamente, a partire dalla metà del XVI secolo, le colonie , soprattutto il Messico e il Perù, riversarono sulla Spagna tonnellate e tonnellate d’argento.

Di questa marea d’argento che travalicò i confini di Spagna, l’ambasciatore veneziano Vendramin scriveva argutamente che era simile alla «pioggia sopra i tetti della case, la quale se ben vi cade sopra discende poi tutta in basso senza che quelli che prima la ricevono ne abbiano beneficio alcuno».

Così il metallo prezioso si diffuse rapidamente in un paese dopo l’altro, seguendo la direzione da Occidente verso Oriente, mentre le merci orientali che facevano gola agli europei – spezie, sete e in particolare, porcellane – si muovevano in senso opposto, dando vita ad un intensissimo commercio su scala mondiale.

Lo strumento finanziario che favorì questo sviluppo commerciale fu una rozza e pesante moneta d’argento chiamata «real de a ocho» o anche «peso» in Spagna, «pezzo da otto» nei paesi anglosassoni e «piastra» in Italia.

Dalla Turchia alla Persia, all’India fino alla lontana Cina, il «real de a ocho» diventò la moneta più richiesta e fornì la liquidità necessaria per far funzionare il sistema degli scambi intercontinentali.

L’avvincente storia dell’argento ibero-americano e il successo del «real de a ocho» sono qui magistralmente narrati da Cipolla, che fornisce al lettore nuove interpretazioni e notizie ricavate da inediti documenti degli archivi di Genova e Firenze…”.

Il libro in oggetto pertanto è da consigliare a tutti: studenti, studiosi, al grande pubblico per una piacevole, istruttiva e interessante lettura.

Senza escludere la “rilettura” per coloro che hanno particolari interessi culturali in quest’ambito.


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Carlo M. Cipolla, storico economico di fama internazionale è stato socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’American Academy of Arts and Sciences, dell’American Philosophical Society at Philadelphia, Corresponding Fellow della British Academy, Fellow della Royal Historical Society di Gran Bretagna, dottore honoris causa del Politecnico Federale di Zurigo e della Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia.

Tra le sue opere pubblicate dal Mulino, ricordiamo: “Contro un nemico invisibile” (1986), “Allegro ma non troppo” (1988), “Miasmi e umori” (1989), “Tecnica, società e cultura” (1989), “Il burocrate e il marinaio” (1992), “Storia economica dell’Europa pre-industriale” (1994) e “Tre storie extra vaganti” (1994).

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