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Scienza e Salute

Torino - Cittą della Salute contro lo spreco dei farmaci

Liliana Carbone per Civico20News

Foto d'archivio
9 Aprile
13:00 2018

Centralità della persona, sussidiarietà, professionalità e educazione alla carità sono i quattro principi che contraddistinguono la convenzione tra la Città della Salute, prima azienda ospedaliero universitaria in Italia ad averla firmata con il Banco Farmaceutico per il recupero e la distribuzione dei farmaci, per combattere lo spreco e nel nome della sussidiarietà. In questi nove mesi di collaborazione, i farmaci recuperati e poi ridistribuiti hanno un valore di circa 209mila euro.

 

I dati sono incoraggianti: i farmaci ridistribuiti dalla Città della Salute attraverso il Banco Farmaceutico è stato di 2.295 pezzi per un valore (espresso in prezzo al pubblico) di circa 209.000 euro; i farmaci raccolti dall’azienda ospedaliera sono stati 1.052 del valore di 178.000 euro, dei quali 908 (166.500 euro) raccolti, trattenuti e ridistribuiti direttamente dall’azienda ospedaliera, mentre 144 raccolti (11.500 euro) dalla Città della Salute e destinati ad altri enti.

 

Un grande atto di solidarietà rappresenta questa convenzione, visto i drammatici dati dell’Istat che mettono in evidenza come negli ultimi anni, 7 famiglie su 10 hanno dovuto diminuire le proprie spese sanitarie e il bisogno di farmaci degli enti assistenziali è aumentato soprattutto riguardo ai farmaci da prescrizione medica.

La  Città della Salute a partire da maggio 2017 è diventata punto di raccolta e ridistribuzione dei farmaci recuperati, attraverso il servizio di farmacia clinica delle dimissioni.

 

Nella farmacia interna dell'ospedale, diretta dal dottor Francesco Cattel, sono posizionati appositi contenitori di raccolta in cui ogni assistito o incaricato dai reparti può donare i medicinali di cui non ha più bisogno: possono essere recuperati farmaci con almeno 8 mesi di validità, correttamente conservati nella loro confezione originale integra, con l’esclusione dei farmaci che richiedono conservazione a temperatura controllata e quelli appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.

 

I farmaci che vengono recuperati attraverso la Città della Salute sono ridistribuiti ai pazienti in dimissione o a coloro che fanno terapie croniche nell’ospedale; oppure sono inviati alla sede di Torino del Banco Farmaceutico, nel caso si tratti di medicinali non usati in ospedale. Le priorità di assegnazione vanno agli enti di assistenza sul territorio, successivamente alle Missioni.

 

Il Banco Farmaceutico e le sue attività

 

La Fondazione Banco Farmaceutico Onlus nasce dall'esigenza di aiutare tante famiglie italiane ed enti di volontariato che non riescono a fare fronte alla spesa farmaceutica. L’impegno del Banco Farmaceutico si fonda sul  recupero dei farmaci  validi ma non scaduti donati dai privati, da enti pubblici e aziende farmaceutiche. Si tratta di tonnellate di farmaci che restano inutilizzati quotidianamente per interruzioni o cambi di terapie. E’ uno spreco enorme e una grave perdita economica per il nostro sistema sanitario, senza dimenticare le pesanti conseguenze negative prodotte sull’ambiente dallo smaltimento di tonnellate di medicinali.

 

Per questo Banco Farmaceutico ha promosso il progetto “recupero farmaci validi non scaduti”, la cui forza trainante sono le migliaia di volontari sparsi in tutta Italia che operano attualmente in 101 province italiane e collaborano con 1.722 Enti e farmacie. In ognuna delle province opera un delegato territoriale, che mantiene i rapporti con gli enti caritativi e i farmacisti e organizza la rete locale di volontari.

 

La Città della Salute contro lo spreco e per la solidarietà

 

La  Città della Salute di Torino è la prima azienda ospedaliero universitaria in Italia che si è convenzionata con il Banco Farmaceutico. A partire dal mese di maggio 2017 è diventata punto di raccolta e ridistribuzione dei farmici recuperati, attraverso il servizio di “farmacia clinica delle dimissioni” che si appoggia al portale BFOnline, la piattaforma web che, grazie al collegamento con l’archivio di Farmadati, consente di gestire e combinare le offerte delle aziende con la domanda degli enti assistenziali, in base al principio attivo. 

La rilavorazione dei farmaci (annullamento bollino ottico / verifica foglietto illustrativo) e la distribuzione sono garantite dagli amministrativi addetti al recupero e dai farmacisti dispensatori.

 

Liliana Carbone

 

 

 

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