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Terza Pagina

La lettura veloce

Il web ci costringe a leggere velocemente: quali conseguenze sull’apprendimento?

12 Aprile
11:00 2018

Molti di voi avranno fatto caso al fatto che all’inizio degli articoli di molti quotidiani importanti, nella loro versione on line, viene riportato il tempo di lettura, che solitamente si aggira intorno a pochi minuti.

Nell’epoca in cui si ha l’ansia di dover/poter leggere tutto velocemente (articoli che riportano al loro interno link ad altri articoli, tweet di 140 caratteri, post su Facebook sui quali mettere rapidamente un commento o un like, …) sembra essere diventato importante sapere in anticipo quanto si impiegherà a leggere un articolo di giornale, come se, qualora sapessimo che ci vogliono più di 2 minuti, decidessimo di passare a leggere altro per non “perdere” tempo.

La quantità di informazione oggi a nostra disposizione è veramente ampia e questo, sempre più spesso, comporta la necessità (ma probabilmente è un bisogno indotto più che reale) di assorbirne quanta più possibile per il poco tempo a disposizione, a tal punto, da parte di chi scrive (giornalisti, blogger, scrittori), di vedersi “costretto” a produrre testi brevi, concisi, come se la sintesi non fosse più razionalizzazione di un pensiero più profondo, ma il pensiero stesso si trovasse obbligato a sintetizzarsi sin da subito.

Il linguaggio parlato e scritto, a differenza dell’immagine, ha un indubbio potere: ci costringere a ragionare, immaginare, è in grado di trattare anche temi astratti e tutto ciò fa del linguaggio una grande conquista dell’uomo.

Pensare di utilizzare il linguaggio per scrivere poco rischia di diventare un paradosso, poiché spesso le nostre opinioni, riflessioni sui fatti necessitano di retorica, quella buona s’intende, di complessità, di una produzione che richieda qualcosa in più di un minuto o due di lettura.

Sarà anche per questo che quotidiani e settimanali diventano sempre più sottili, più scarni, si arricchiscono di specchietti riassuntivi a fianco di alcuni articoli, quasi a volerci dire “scusate se siamo prolissi, potete leggere il bignami qui di fianco”.

Addirittura nella classica prova di italiano per il tema di maturità, una delle tipologie è quella della “redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale”, in sostituzione del tema di alcune pagine che comunque rimane ancora valido.

La sintesi, dunque, è il vero obiettivo della comunicazione del nuovo millennio; la lettura veloce è il diktat per sfuggire all’ansia di non riuscire a terminare velocemente un saggio, un testo, un articolo e, poiché indagare le ragioni di questo nuovo modo di scrivere e di leggere richiederebbe forse troppo tempo, anche io mi fermo qui per non tediare chi legge oltre il tempo medio dei due o tre minuti …



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