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Torino - "Il Piemonte oltre la crisi": un libro per guardare al futuro con coraggio

Quali strategie economiche per Il Piemonte

13 Aprile
14:00 2018

“IL PIEMONTE OLTRE LA CRISI” di Cristina Bargero edito dalla casa editrice novarese Interlinea (pp.115 € 18.00),  è un libro tecnico, utile per gli addetti ai lavori, ma consigliabile  a chi voglia capire e darsi una ragione per non rimanere fermo ai soliti commenti di strada. Il lettore  che analizza e riflette attentamente, pagina dopo pagina riesce a comprendere gli argomenti trattati e attraverso il loro contenuto riesce anche a coglierne un messaggio che fa ben sperare. Ne abbiamo tutti estremamente bisogno.

Come è cambiato il Piemonte in questi anni? Questa è la domanda che si pone l’autrice nella sua duplice veste di ricercatrice all’Ires e dalla esperienza parlamentare maturata in cinque anni da deputato della XVII legislatura eletta nel territorio piemontese.

Nelle pagine del libro l’autrice analizza la crisi e la paragona ad un lungometraggio di una pellicola con   colori a tratti un po’ sfocati, in questi fotogrammi, intravede i protagonisti di una popolazione che sta invecchiando, e che si è impoverita di  più  che in altre regioni del Nord Italia, sta soffrendo per la mancanza di disponibilità di un lavoro duraturo e di qualità, ma con ciò mostra ancora una forte tenacia per superare questo lungo periodo di difficoltà.

Nella presentazione il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino scrive:”Competenza metodologica esperienza politica sono gli ingredienti che fanno di questo saggio una lettura interessante e stimolante, dove i numeri, pur fondamentali in un testo economico, lasciano sovente spazio alle storie, quelle che legano le persone e le loro aziende a un territorio vivo e produttivo come il nostro”.

L’autrice nelle pagine del libro analizza poi tanti aspetti di questo Piemonte: dalla demografia, alla metamorfosi del triangolo industriale Genova – Milano - Torino; dallo sviluppo della Fiat al lento declino dell’azienda;  lo fa con dati alla mano e  mappe indagando e, cercando di fornire  possibili soluzioni per rilanciare questa economia come ai tempi passati, iniziando dall’agricoltura anche se la superficie del Piemonte è prevalentemente montuosa e collinare, ma dove si producono prodotti eccellenti famosi nel mondo, dal turismo facendo conoscere al grande pubblico  ancora quei  territori poco frequentati, e rilanciare, sempre  turisticamente, quelli  già confermati  con forti  politiche di attrazione turistica.

Il libro riporta poi attraverso una trentina di pagine autorevoli testimonianze di uomini dell’istruzione, della finanza, dell’imprenditoria. Interventi da non sottovalutare su questo malato che  si chiama Piemonte - riporta la Bargero – che è iniziata la cura, bisogna perseverare e far si che il malato si riprenda nel pieno vigore del passato.

Nell’introduzione l’autrice scrive:”Una regione in trasformazione che sta cercando di ritrovare una sua via di sviluppo, con una lentezza, in pieno spirito sabaudo, di chi si è soffermato per troppo tempo a rimpiangere gli splendori di antica capitale anche economica del Paese, ma che sa accompagnarsi a una fierezza legata a tradizioni solide di spirito imprenditoriale e di capacità innovativa”.

 Scrive nella Postfazione Bruno Babando: ”Un Piemonte che, va detto, oggi più che mai appare disorientato, orfano di certezze consegnate al passato e incerto di quelle con cui guardare avanti. Però, la classe sua dirigente dica con convinzione , esageroma, lasciando alle spalle l’eccessiva prudenza che spesso ha coinciso con l’immobilismo e una mesta incertezza. Insomma, occorre guardare al futuro con il coraggio di osare”.

L’autrice non può farne a meno di citare le lezioni lasciataci dal piemontese Luigi Einaudi - divenuto Capo dello Stato in un momento difficile, di un Italia tutta da ricostruire dopo i disastri del secondo conflitto mondiale - che affermava: ”Conoscere per deliberare, ancora: “Non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare”.

Una regione in trasformazione che sta cercando ogni giorno di ritrovare una sua via di sviluppo, sopportata con tanta pazienza e flemma del tradizionale stile sabaudo.

 

 

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