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Cronaca Torino

La Rivoluzione Industriale dell’interconnessione 4.0.

Attenzione, siamo entrati nell’era 4.0 anche come popolazione.

23 Aprile
11:00 2018

Con il termine digital transformation (in italiano trasformazione digitale) si indica un insieme di cambiamenti prevalentemente tecnologici, organizzativi, sociali, creativi, culturali e manageriali.  

Agendo in maniera organica e combinata su questi elementi la digital transformation va oltre la semplice adozione di nuove tecnologie e permette di erogare servizi, fornire beni, far vivere esperienze, trovare, elaborare e rendere accessibili grandi quantità di contenuti indipendentemente dalla reale disponibilità di risorse (umane, materiali, intellettuali ed economiche, ecc.), creando pervasivamente nuove connessioni tra persone, luoghi e cose.

Il processo di digital transformation è abilitato dallo sviluppo di nuove tecnologie, ma non si limita alla loro adozione, esso integra e coinvolge tutto l'ecosistema toccato dal processo, incentivando la trasparenza, la condivisione e l'inclusione di tutti i partecipanti. Grazie a questo nuovo approccio il destinatario finale del valore creato dalla digital transformation è di fatto al centro dello sviluppo se non addirittura partecipe dello stesso, ottenendo così un accesso effettivo, efficace e consapevole al servizio stesso sia esso costituito da beni materiali, immateriali o dati.  

Le Rivoluzioni Industriali nella storia del nostro pianeta salgono ora a quattro: la prima nel1784 con l’introduzione del vapore che consentì la meccanizzazione delle produzioni; la seconda nel 1870 con l’energia elettrica, che permise la divisione del lavoro e di massimizzare le produzioni; la terza nel 1969 con l’automazione e l’elettronica con un salto di qualità enorme rispetto al passato. Oggi siamo alla 4.0: con l’uso dei cyber-physicalsistems. 


L’industria 4.0 è caratterizzata da numerose tecnologie abilitanti: robot collaborativi interconnessi e rapidamente programmabili, stampanti in 3 D connesse a software di sviluppo digitali, realtà aumentata a supporto dei processi produttivi, simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi, integrazioni, informazioni lungo la catena del valore dal fornitore al consumatore, comunicazione multi direzionale tra processi produttivi e prodotti, gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti, sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi aperti e analisi di una ampia base dati per ottimizzare prodotti e processi produttivi.

I Robot prenderanno in parte il posto degli uomini, È naturale che, man mano che il livello di automazione aumenterà, i robot svolgeranno alcune delle mansioni ora realizzate dagli esseri umani. Le macchine migliorano notevolmente tutte le fasi dei processi produttivi, rendendoli più efficienti e veloci. Come è successo in passato, in occasione delle altre rivoluzioni industriali, il fattore umano dovrà riqualificarsi. Paradossalmente, i robot potrebbero creare nuovi posti di lavoro ad alta specializzazione mentre penalizzeranno i lavori più ripetitivi.

Un altro aspetto riguarda la sicurezza dei dipendenti. In futuro, in realtà sta già avvenendo, ma i robot non saranno delle semplici macchine che eseguono comandi, ma saranno in grado di interagire con il mondo reale, ossia potranno lavorare in tandem con gli uomini. Si parla in questo caso di Cobot, vale a dire di robot collaborativi, caratterizzati da sensori capaci di coordinare il movimento delle macchine e di bloccare il dispositivo in caso di emergenza. Ciò significa, che si abbassano i rischi per l’uomo. L’automazione si poggerà sempre di più su sistemi smart e capaci di apprendere, grazie all’intelligenza artificiale e al machine learning. 

L ‘Additive Manufacturing è il nome identificativo di tutta una serie di tecniche e tecnologie di fabbricazione in cui il prodotto finito è formato senza la necessità di fonderne il materiale in stampi né di rimuoverlo da una forma grezza. La natura additiva di questa classe di tecniche - dette appunto di Produzione (o fabbricazione) Additiva (PA)  - rispetto a quelle tradizionali, tipicamente sottrattive, è la caratteristica chiave che conferisce alle AM potenzialità enormi nei più vari campi di applicazione, dall’aerospaziale al biomedico, dal dentale all’oreficeria. 

La realtà aumentata invece, gioca un ruolo determinante nella rivoluzione dell’Industria 4.0 e porta con sé numerosi vantaggi: costi inferiori, minori rischi, processi più rapidi, migliore qualità e maggiore efficienza. Per Augmented Reality (AR) si definisce uno strato di informazioni che viene aggiunto all’immagine reale da un dispositivo digitale. 

Il cloud industriale nell’area 4.0 è un ambiente virtuale che consente alle aziende di scambiare dati sensibili in tutta sicurezza. È indispensabile se si pensa al networking orizzontale.  

Le informazioni interne, dopo tutto, sono destinate soltanto a partner selezionati. Ad esempio le informazioni sui componenti necessari per la produzione, in generale, sono destinate esclusivamente al fornitore, oppure i dati di stato della macchina, necessari solo per la manutenzione remota da parte dell'assistenza. Il cloud industriale collega in rete utenti, sensori e macchine, lungo tutta la catena di fornitura. Di conseguenza, le merci possono essere prodotte in modo più flessibile, efficiente ed intelligente. 


Big Data analytics è invece il processo di raccolta e analisi di grandi volumi di dati per estrarre informazioni nascoste. Associati a sofisticate analisi di business, i big data hanno il potenziale di dare alle imprese intuizioni sulle condizioni di mercato e sul comportamento dei clienti, rendendo l’attività decisionale più efficace e veloce rispetto alla concorrenza.

Per quanto premesso, nell’era del 4.0 il futuro dei lavori attuali si presenta assai problematico, in quanto la probabilità di restare disoccupato entro il 2033 a causa dell’avvento dell’intelligenza artificiale, riguarda diverse categorie: analista del credito, taxisti, odontotecnico, impiegato generico, agente assicurativo, consulente privato, programmatore di computer, analista finanziario. Il rischio è invece minore per queste categorie: manager risorse umane, manager delle vendite marketing manager, ingegnieri in generale, arredatore di interni, manager di produzione industriale, manager sistemi  informativi.

 

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