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Economia e finanza

L’Italia frena, segnali negativi per l’economia

I dati dell’Istat fotografano un rallentamento

9 Maggio
08:00 2018

Segnali negativi, dalla nota mensile dell’Istat, per il nostro Paese: l’andamento registra segni meno su diversi fronti. Pur rimanendo “su livelli elevati”.

Dopo un primo trimestre in tenuta, con il Pil che è cresciuto dello 0,3% congiunturale, sembrano addensarsi nubi all’orizzonte, con un rallentamento della spinta economica. L’Istituto di Statistica evidenzia che “si va delineando uno scenario di minore intensità della crescita". Le cause, bene dirlo, non sono tutte legate a fattori interni: pesa il contesto internazionale. È sicuramente troppo presto, magari mettendola in relazione con l’inestricabile crisi politica e istituzionale, per parlare di uno stop della “ripresina”.

Ad aprile, stando ai dati, la fiducia di imprese e famiglie è caratterizzata da una generale tendenza al peggioramento. Il clima di fiducia dei consumatori è lievemente diminuito mantenendosi sui livelli comunque elevati. L'indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un peggioramento influenzato dai giudizi negativi delle imprese del commercio mentre quelle delle costruzioni sono le uniche a fornire un quadro positivo.

Nel settore manifatturiero il peggioramento della fiducia è attribuibile quasi interamente alla componente degli ordini. A conferma del parziale rallentamento della produzione, nel primo trimestre il grado di utilizzo degli impianti ha segnato un lieve arretramento.

Per quanto riguarda il primo trimestre dell'anno, l'Istat ricorda che l'economia italiana è cresciuta allo stesso ritmo dei trimestri precedenti. La produzione del settore manifatturiero e le esportazioni hanno registrato invece alcuni segnali di flessione. L'occupazione è tornata ad aumentare anche se il processo di crescita dell'occupazione femminile ha segnato una pausa. L'inflazione si è confermata moderata e in ripiegamento.

L'inflazione si è confermata moderata e in ripiegamento. Il commercio internazionale e l'economia dell'area euro mostrano minor dinamismo.

D.C.

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