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La caduta dell’Impero Romano, il disinteresse di difendere i luoghi della Terrasanta

L’indizione del primo Giubileo, il tramonto delle Crociate

10 Maggio
13:00 2018

 Il libro di Antonio Musarra:”IL CREPUSCOLO DELLA CROCIATA” (il Mulino pp.334 € 28.00) ricostituisce le conseguenze della tragedia avvenuta nel 1291 con la caduta di Acri ( città ricca e opulenta  capitale crociata) che segnava la fine della presenza latina in Terrasanta.

Dov’è Tripoli, dov’è Acri? Dove sono le chiese dei Cristiani ch’erano li? Dove le reliquie dei santi, dove i religiosi e le religiose che lodavano il Signore come “astri del mattino”? Dov’è la moltitudine di popoli cristiani ch’era li?”  Così riportava Frate Riccoldo da Monte di Croce.

L’Occidente accolse attonito la notizia della caduta di Acri vedendo spegnersi la speranza di riconquistare Gerusalemme. Una delle cause che fallirono le crociate erano anche che i  pontefici si interessavano più degli avversari politici che liberare il Sepolcro di Gesù, i cristiani poi erano divisi. Ma quante furono in definitiva le Crociate? Com’era la prassi di svolgimento? Le crociate furono sette e si svolsero dalla fine del X secolo d.C.  e durarono per circa trecento anni.  

La prima Crociata venne indetta nel 1095 da Papa Urbano II, a guidarla furono Goffredo di Buglione, Raimondo di Tolosa, Roberto di Fiandra e Boemondo d’Altavilla, si concluse nel 1099 con la conquista di Gerusalemme.

La seconda avvenne tra il 1145 e 1149, dove il Re Corrado III di Svezia e Luigi VII di Francia cercarono invano di recuperare Edessa caduta in mano islamica. Nel 1187 Saladino riprende Gerusalemme, Riccardo I d’Inghilterra e Filippo II di Francia non riuscirono a strappargli la città, però i cristiani ottennero il permesso di visitarla. Il papa Innocenzo III nel 1189 indice la quarta Crociata con obbiettivo di riprendersi Gerusalemme ma viene deviata dai veneziani contro i bizantini, i crociati conquistano Costantinopoli.

La quinta e Papa Onorio III che la vuole però fallisce l’obbiettivo, anche per  la defezione dell’Imperatore Federico II . La  sesta avviene quando i Musulmani riprendono nel 1244 Gerusalemme , Il Re di Francia Luigi IX parte per l’Oriente, viene sconfitto e catturato in Egitto, pagando un riscatto, ritorna libero. La settima Crociata avviene nel 1270 quando Luigi IX riprova con una spedizione verso Tunisi ma muore durante l’assedio della città.

A partire dal XIV secolo le Crociate non scomparvero, ma non privilegiarono più come obbiettivo la Terrasanta e Gerusalemme, in quanto il grande  Giubileo (il primo) indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300 assicurava a chi si recava a Roma in pellegrinaggio lucrava  gli stessi benefici spirituali che spettavano a chi prendeva la croce per opporsi agli infedeli.

Il volume,”il crepuscolo della Crociata” riporta anche le reazioni dei contemporanei sino al volgere del nuovo secolo: dove si fecero piani strageci per combattere i Mamelucchi,  dove le accuse  venivano rivolte alle città marinare e agli Ordini militari per la disfatta, la circolazione di profezie agli Ultimi Templi, la diffusione di false notizie (come quella della liberazione dei Luoghi Santi da parte dei Mongoli) la difesa di Cipro e del regno armeno di Cilicia,  e quella citata precedentemente dell’indizione del primo Giubileo da  parte di Papa Bonifacio VIII, infine nelle pagine affrontano anche l’affacciarsi del problema turco.

 Scrive l’autore nell’introduzione:”In questo libro ho inteso presentare ai lettori i primissimi risultati d’una ricerca che – come spero- mi accompagnerà a lungo”. Troppi gli interrogativi, troppi i rivoli rimasti aperti. Il lettore potrà intenderlo in vario modo. A tratti potrà sembrargli un libro di viaggi, tanti sono gli spostamenti di uomini e cose tra le coste siro -palestinesi, cilice, egiziane cipriote, i territori mongoli e quello che semplificando, definirei l’Occidente di allora”.

Antonio Musarra insegnante di Storia Medievale. Ha effettuato gli studi sulle spedizioni  in Terrasanta. Tra i suoi saggi si annovera: “Acri 1291. La caduta degli Stati crociati” (il Mulino 2017); “1284 La battaglia della Meloria”(Laterza, 2018).

 

 

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