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Don Prusôt e il delitto alla bocciofila

Un bonario romanzo poliziesco di Beppe Grinza ambientato in un paese della pianura piemontese con il parroco come protagonista

15 Maggio
11:00 2018

Giuseppe Grinza esordisce con questo bonario romanzo poliziesco nella Biblioteca degli Scrittori Piemontesi, collana nata nel 2007 ad opera della Editrice Tipografia Baima & Ronchetti di Castellamonte (TO), diretta da Giancarlo Sandretto e Mauro Baima Besquet, col proposito di dare spazio ad autrici e autori del Piemonte che amano raccontare con le loro opere - romanzi o racconti che siano - il territorio della regione.

Giuseppe, o meglio, Beppe Grinza evoca Pravorino (il nome richiama due reali comuni contigui), un tranquillo paese della pianura piemontese agli albori degli anni Cinquanta, e pone a protagonista don Giuseppe Cordero, detto don Prusôt, il prevosto della comunità.

Quello del sacerdote detective è un tema classico. Viene subito alla mente Padre Brown, nato nel 1911 dalla penna dello scrittore britannico Gilbert Chesterton e impersonato da Renato Rascel per la televisione italiana nel 1970, e ancora la serie tv italiana de “I ragazzi di Padre Tobia”, in 14 episodi trasmessi dal 1968 al 1973, e il “Don Matteo” di Terence Hill che dal 2000 è ancora in produzione.

Beppe Grinza fa una scelta minimalista: il suo don Prusôt è amico dei facili equilibri, delle quiete digestioni e del sonno sereno dei giusti e detesta i cambiamenti, soprattutto quelli repentini.

Più don Abbondio che Padre Brown?

Un’idea del vescovo mette don Prusôt in conflitto con il presidente della locale bocciofila sita su terreno parrocchiale. La pace è finita. Cominciano le rogne. E anche ai carabinieri vengono segnalati strani avvenimenti.

Nel susseguirsi di situazioni esilaranti e in parte tragicomiche, complicate dal pettegolezzo delle affiliate al Club delle Pie Pepie, riuscirà l’infallibile fiuto del maresciallo Contini a sbrogliare la matassa?

E qui ci fermiamo, per non togliere al Lettore il piacere della scoperta ovvero per non spoilerare, come si dice oggi.

Beppe Grinza è nato a Poirino nel 1941 (e questo può aiutare a decifrare l’origine del nome di Pravorino…). Di solidi studi classici, è stato educatore in un istituto per bambini orfani e poi insegnante statale per 36 anni. Sposato, ha due figlie. Con simpatica falsa modestia dice di essere una schiappa a bocce e una frana a scala quaranta e di avere per questo deciso, per occupare il tempo fatidico della pensione, di impugnare la penna e mettersi a scrivere qualche storia con la speranza di non maltrattare troppo i personaggi che a lui si sono incautamente affidati.


Giuseppe Grinza

Don Prusôt e il delitto alla bocciofila

Biblioteca degli Scrittori Piemontesi

Editrice Tipografia Baima & Ronchetti Castellamonte (TO), 2018, € 15:00

In copertina: disegno del pittore Silvio Valsecchi

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