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Politica Nazionale

Il dissenso di Merkella per la plebe

L'Uomo del Colle ha detto "NEIN", obbedendo all'asse eurostatico franco-tedesco, nonché alla strategia anti-russa degli USA e all'Alta Società global-finanziera: la falsa democrazia mercatara getta la mascher(in)a. In faccia al popolino-bovino. (Parola di CiNico Venti)

28 Maggio
18:30 2018

"Ihr Racker, wollt ihr ewig leiden?!" ("Cani, volete subire in eterno?!"), ci si dovrebbe domandare, paracitando – storpiandola – la sprezzante arringa del ferreo Federico II Hohenzollern ai suoi plumbei soldatini carne-da-cannone in procinto di massacrarsi nell'assalto decisivo della battaglia di Kolín (18 giugno 1757), tradottasi in cruenta, bruciante sconfitta dei prussiani di fronte all'esercito di Maria Teresa d'Austria. Bum!

Già..., che colpo, il Capo dello Stato! L'Uomo del Colle (o la Donna del Bundesrat) ha detto "nein", "no, none, nisba!" all'abortivo tentativo di "mostruoso", innaturale governicolo legastellato del fantasmatico miraggiante semicalviniano Con/te dimez/zato, sbarrando d'imperio a Savona (se cogliete la battutaccia geografica rivierasca ligure) la strada verso il fondamentale Ministero dell'Economia, così obbedendo all'asse eurostatico franco-tedesco, nonché alla strategia sanzionatoria antirussa degli USA e all'Alta Società global-finanziera dominante (che arrogante assurdità, del resto, un ipotetico esecutivo pronazionale, misoteutonico e filoputiniano!...). E stoppando, momentaneamente, quella che appare pure – a mez/zo se/colo dal Sessantotto – una sorta di rivolta generazionale contro gl'inamovibili immortali burogerontosauri dell'Italietta nostra.

"Evviva, libiàm ne' lieti calici!", canteranno a Berlino, Bruxelles e Versailles (dove risplende l'offuscato astro solare macroleonico), celebrando l'evento cisalpino.

Ahi, quanto se l'è presa a male (tanto da invocare addirittura un inedito, gravissimo impeachment presidenziale) soprattutto l'ingenuotto rintronato reuccio Di Maio, scopertosi denudato, o colle pezze alla culotte giacobina, mentre il sardonico, assai più scafato Salviniello, incavolato e contento  forse mai veramente disposto all'alleanza con l'Emme-Cinque-Esse e sempre all'ombra o al giunzaglio del raddoppiato Cavaliere, Cavaliere raddoppiato poiché riabilitato e ringalluzzito –, sembra ridersela sotto i baffi e la barba, impaziente di andar presto ad incassare il conseguente divi/dendo elettorale!...

Ecco, però, che subito dalle cucine quirinalizie han scodellato la ricetta del piatto risolutivo, bell'e pronto, take-away, quasi sospetto nell'estrema tempestività emergenziale: lo smangiato Cottarello è servito. Amara pietanza. Bon appétit!

Pericolo scongiurato?

Boh?!, la borsetta de Milàn e il famigerato spread impazziscono lo stesso come maionese fallita. Magari la pezza è peggio del buco.

Insomma, il popolino-bovino – non di santi, poeti e navigatori d'antan, bensì di arlecchineschi, indebitatissimmi "scrocconi aggessivi" (secondo l'autorevole, pacato settimanale germanico Der Spiegel) – viene evidentemente considerato un minus-sapiens, letteralmente "incapace di intendere e volere" nella scelta dei propri rappresentanti e nella difesa degli interessi collettivi che lo riguardano (lo scrivente biecamente concorda): questa falsa democrazia mercatara gli getta in faccia la mascher(in)a.

Di nuovo, gridiamo "alle urne, alle urne!". Ma a che giova?

Il suffragio fa naufragio. Nel nubifragio.

Il voto è vuoto.

 

Parol(acci)a di CiNico Venti

(gufante civettuolo barbagianni non allocco

latore di pessime nuove)

 

CiNico Venti © CIVICO20NEWS / grafica Èlater

 

 

Nell'immagine sotto il titolo dell'articolo

il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "nelle vesti" della Cancelliera tedesca Angela Merkel

foto © aut. / GettyImages / JRE-Gala / Corriere del Ticino / LiveSicilia

(iconomontaggio e elaborazione grafica èlater)

 

 

 

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