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Lettere al Direttore

Lettere al Direttore - La grande distribuzione soffoca la piccola impresa

Tasse e balzelli mettono "fuori gioco" il piccolo commercio

4 Giugno
13:00 2018

Egregio Direttore,

quando si parla di Centri Commerciali Naturali, e di negozi di vicinato, i politici devono capire che senza attività, con vetrine e insegna accese, insieme al passaggio di clienti, i quartieri diventano tristi e deserti!  E se i quartieri perdono la loro vitalità muore tutta la città! 

Ormai è chiaro che il commercio è cambiato, e che la grande distribuzione ha soffocato, e continua a soffocare, le imprese del commercio che fanno fatica a rimanere aperte!  Si possono creare le Associazioni di vie , visto che quelle più importanti hanno perso il contatto con i loro associati, ma nella sostanza la situazione non può cambiare, perchè senza i clienti anche le attività radicate rischiano una brutta fine per causa del poco lavoro, e per le troppe spese e tasse! 

Esiste una Soluzione? 

Visto che le autorizzazioni per le grandi strutture commerciali sono di competenza regionale, spetta al Comune cercare di agevolare le piccole attività prima che sia troppo tardi!  Se devi mettere una pianta con vaso fuori dal negozio devi pagare la Tosap al Comune! La stessa cosa vale per un'insegna o una scritta sulle vetrine!  Se vuoi installare un dehors devi far fare (e pagare) un progetto, e poi pagare l'area pubblica al Comune! 

Ma non basta! Se un cliente vuole parcheggiare nelle Strisce Blu  deve pagare , mentre nei centri commerciali i parcheggi sono tanti e gratuiti!  Vuoi mettere un po' di musica, o un televisore, nel negozio?  Allora devi pagare la Siae o il Canone Rai!  Se poi qualche auto si avvicina a un negozio per caricare della merce, arriva la sanzione con le telecamere, o  gli agenti della P.M sempre pronti a fare multe a vantaggio delle casse comunali! 

E per finire è importante anche ricordare certi affitti esagerati, e la salata Tassa Rifiuti anche se si producono pochi rifiuti!  Praticamente si sta facendo di tutto per mettere "fuori gioco" il piccolo commercio senza sconti e agevolazioni da parte del Comune! 

E quando una persona anziana avrà bisogno di un prodotto di prima necessità ( pane, olio, latte, farina, zucchero, ecc.) dovrà cercare qualcuno che la porti in un ipermercato, perchè i negozi sotto casa sono chiusi!  E cosi il gioco sarà fatto con tanti vinti e pochi vincitori! 

 

Marino Bertolino

 

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Caro lettore,

ormai da anni il piccolo commercio viene sempre più penalizzato da tasse, imposizioni e balzelli che ne minano la spravvivenza.

E tutto a vantaggio della grande distribuzione che di fatto va sostituendo il commercio di via ed il mercato rionale penalizzati in maniera determinante da imposte e continua lievitazione dei costi di esercizio.

Oggigiorno intraprendere una piccola attività commerciale è un atto eroico; si salva chi riesce a gestirla a livello familiare o singolarmente.

Lei cita giustamente imposizioni come la SIAE che di fatto rende antieconomico diffondere musica o i canoni per la trasmissione di eventi sportivi in diretta: molti piccoli gestori di bar o similari hanno gettato la spugna.

I grandi ricavi dei Centri Commerciali riescono invece a neutralizzare tali costi con l'ammortizzamento dando un servizio alla clientela che gode di particolari agevolazioni.

Ma questa trasformazione, come ho accennato, è in continua evoluzione e le nuove generazioni stanno dando l'input determinante affinchè ciò avvenga in maniera esponenziale.

Per quanto riguarda gli anziani, c'è da sperare che ci sia ancora qualche giovane che si occupi di loro e delle loro necessità.                                                                                                                                                          

                                    

                  

      Civico20 News     

Il Direttore responsabile                                    

      Massimo Calleri       

 

 

 

 

 

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