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“La bella vita di Elida l’albanese” – Romanzo di Giorgina Altieri (Neos Editore).

La storia commovente di una donna albanese che è riuscita a liberarsi dalla schiavitù della tratta.

8 Giugno
11:00 2018

Lo scorso 6 maggio, presso L'ArteFicio, circolo dedicato alle arti e alla multimedialità, in via Bligny n 18/L, a Torino, si è svolto un incontro, un momento di riflessione, sulla tratta degli esseri umani. A parlarne, l'Assessora regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti e la scrittrice Giorgina Altieri, che ha presentato il suo libro, "La bella vita di Elida l'albanese", una storia vera, penosa, ma con un finale positivo, in un percorso uguale a tante altre storie di tratta.

 

L’autrice, ha narrato la storia di una prostituta albanese che era vissuta in Albania in condizioni di totale povertà e che poi, partita dall’Albania con finte promesse di riscatto, fu costretta a prostituirsi in Italia. L’Altieri, insegnante torinese, da tempo impegnata nel sociale, ha raccontato di avere conosciuto Elida molti anni prima, insieme ad un gruppo di giovani albanesi in cerca di lavoro e, in particolare con Elida, nacque un’amicizia speciale, suscitata dalla sua giovane età e la presenza di un bambino che l’albanese aveva avuto.

 ” …diciamo che mi sono sentita una zia!’ - ha confessato la scrittrice.
 

È durante un pomeriggio in campagna, entrata in una particolare confidenza con Elida che, la stessa, le chiese di raccontare per lei la sua storia.

 

La tratta in Italia, ha osservato la scrittrice, cresce in modo esponenziale. Ragazze molto giovani, vengono rapite e scelte tra quelle più fragili e con carenze affettive, più facilmente manipolabili, attirate da finti talent scout che promettono loro lavori allettanti o che vengono vendute dai loro stessi genitori o parenti. Una volta arrivate in Italia, sono coinvolte in riti voodoo, rese schiave e in stato di sottomissione fisica e psichica.

 

Anche Elida, fuggita dai suoi genitori che volevano farla sposare forzatamente, rifugiatasi da una zia, venne da questa, venduta a un’organizzazione invischiata nella tratta. Cominciò così il lungo calvario della povera Elida, tra bordelli e marciapiedi.

 

Nonostante questa piaga non si sia ancora estinta, sono molteplici le azioni di contrasto contro la violenza sulle donne, oltreché di prevenzione e di tutela delle vittime, ci dice la scrittrice.

 

‘È presente in Piemonte un Protocollo d’Intesa, ’ interviene Monica Cerutti, ‘ per il rafforzamento della cooperazione inter-istituzionali, volta al contrasto del fenomeno della tratta ed un Progetto Piemonte, per l’organizzazione di una rete e per il sostegno delle Associazioni che lavorano da anni al contrasto della criminalità della tratta. Purtuttavia non basta, è necessario, un miglioramento degli interventi che auspicherebbe una autentica rivoluzione culturale, che indirizzi il suo focus sulla sensibilizzazione di genere e che abbia come centro della gestione politica, la dignità personale.

 

‘Anche la scuola,’ ha precisato, da insegnante, l’Altieri’ può fare molto, promuovendo percorsi educativi per formare le nuove generazioni e diffondere capillarmente il concetto di rispetto.

 

È fondamentale avere gli strumenti istituzionali per affrontare il fenomeno e sicuramente, è possibile migliorare gli interventi, affrontando i problemi, sempre e comunque, in termini di genere.

 

Come prosegue oggi la vita di Elida?

 

Oggi, ci dice la scrittrice, Elida vive una “bella vita”, cioè una vita normale, come ha sempre desiderato, anche se, come tutti noi, non è immune ad altre prove che la vita stessa le riserva… proprio come il dottor Marchina ha scritto nella prefazione del romanzo, parlando del Karma levantino.

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