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Scienza e Salute

Il sogno dell'eterna giovinezza, la chirurgia plastica e la sindrome di Dorian Gray

12 Giugno
10:00 2018

Nel suo capolavoro “Il ritratto di Dorian Gray”, il romanzo che Oscar Wilde scrisse nel 1890 e divenuto celebre in tutto il mondo, l’autore narra la storia di Dorian, un uomo che aspira con tutto se stesso a restare eternamente giovane, mantenendo inalterata la sua bellezza ed avvenenza. Di fronte ad un ritratto che lo ritrae nel pieno vigore dei suoi anni, formula il desiderio che sia questo ritratto a passare attraverso il processo di invecchiamento al suo posto, liberandolo dal peso del decadimento senile del suo corpo, permettendogli così di non subire la decadenza senile. Desiderio antico, nascosto negli anfratti più segreti della psiche come dimostrano gli Alchimisti, con la loro promessa della Pietra Filosofale che permetterebbe loro di vivere a lungo, attraversando i secoli mantenendo integri l'aspetto e  la salute, senza affanni economici data la possibilità loro concessa di fabbricare l'oro.

La vicenda narrata nel romanzo di Wilde si concluderà, come è noto, in modo tragico e Dorian dovrà comunque invecchiare e morire, come vuole la nostra condizione umana a cui non si può in alcun modo, almeno per il momento, sfuggire. Eppure oggi siamo letteralmente bombardati da spot pubblicitari che, nella maggioranza dei casi, propongono modelli di vita i cui protagonisti sono rappresentati da attori giovani, belli, in forma smagliante ritratti nei momenti migliori della loro vita. Di tanto in tanto qualche vecchio, pardon anziano, si affaccia dallo schermo televisivo, richiamando la nostra attenzione per proporre modelli di dentiera stabili, pannoloni continenti, capaci di evitare ogni imbarazzo oppure, nel migliore dei casi, rimedi miracolosi per risolvere irritanti  mali di schiena.

Questa resistenza all'invecchiamento è oggi descritta dalla medicina, prendendo a prestito il nome del protagonista del noto romanzo; la sindrome di Dorian Gray. Questa è costituita da un  insieme di sintomi capaci di rappresentare efficacemente l'angoscia di cui soffrono alcune persone, accentuata dal bombardamento mediatico cui si è quotidianamente sottoposti. Consiste essenzialmente in una resistenza all'invecchiamento e in una un'estrema paura che il proprio corpo si deformi col passare degli anni. Tale condizione è considerata patologica dagli specialisti in tutti quei casi che determina comportamenti patologici, influendo negativamente sul comportamento dell'individuo.

La sindrome di Dorian Gray è stata descritta per la prima volta nel 2000 dal dottor Burkhard Brosig,  specialista in psicosomatica e psicoterapia. Ha dedicato buona parte dei suoi studi all'analisi di malattie croniche alla valutazione delle 'interazioni tra trauma mentale, processi di regolazione emotiva e sviluppo di malattie fisiche. Burkhard Brosig si è inoltre  occupato della psicoanalisi dell'immagine corporea e del narcisismo corporeo nel contesto di trapianti e altri interventi medici (medicina dello stile di vita, chirurgia ricostruttiva ed estetica). Ha coniato il termine "sindrome Dorian-Grey" come espressione della brama dell'individuo di sfuggire al trascorrere del tempo  ed al mantenimento duraturo  della bellezza.

È importante notare che le vittime della sindrome di Dorian Gray non sono solo ossessionate dall'aspetto giovanile, ma presentano disordini  anche a carico della loro crescita emotiva, poiché continuano ad affrontare la vita come un diciottenne e,  di fatto, continuano a comportarsi come adolescenti, rifiutando  di accettare il processo di maturazione fisica ed emotiva, cominciando così ad abusare delle procedure che possono alterare in modo permanente il loro aspetto fisico. Talvolta assumono farmaci nel tentativo di rallentare l'invecchiamento o compensare gli effetti che questo comporta. Si ha allora la comparsa di sindromi ansiose, più o meno gravi a seconda dei soggetti, accompagnati da disturbi della personalità che sfociano, al culmine della delusione, in comportamenti autodistruttivi.

L'aspirazione a mantenere un aspetto gradevole e giovanile, non è di per se perniciosa anzi, al contrario, ma quando diventa un'ossessione, la persona colpita da tale mania può cominciare ad assumere atteggiamenti pericolosi guidata dall'idea di riuscire a frenare il processo di invecchiamento. Può iniziare  a sottoporsi a numerosi interventi di chirurgia plastica, oltre ad abusare del Botox, per esempio tutte  procedure altamente rischiose, in particolare se non vengono eseguite correttamente da personale altamente specializzato. Il voler risparmiare, affidandosi a chirurghi improvvisati, privi della necessaria conoscenza e abilità, conduce a risultati disastrosi, come le cronache recenti, amplificate da validi servizi televisivi hanno purtroppo dimostrato.  

Queste persone si trovano allora a vivere quasi sempre la loro vita combattuti  tra le loro fantasie e la frustrazione di non riuscire a realizzare le loro aspettative. Inseguono il sogno, impossibile, che un nuovo trattamento o procedura possa restituire la  loro freschezza adolescenziale. Sovente, quando si rendono conto che la Scienza non mette a disposizione nessuna fonte della giovinezza, cadono in uno stato di profonda depressione, maturando però la convinzione di essere vittime di un fallimento della Scienza e della Chirurgia, e non della loro distorta percezione della realtà.

A loro difesa è necessario aggiungere che, di solito, la sindrome di Dorian Gray caratterizza  una persona terrorizzata. La più grande paura di questi soggetti è quella di essere respinti dalla società per non essere riusciti a rispecchiare  gli standard di bellezza che la caratterizzano. Sono soggetti convinti che, l'avere un bel  corpo, significhi avere una bella vita e non si può negare che, almeno in una certa misura, non abbiano tutti i torti poiché  è noto che numerose  aziende privilegiano l'assunzione promuovendo lavoratori, basando il loro giudizio su aspetto e immagine. Ed è così che questi pazienti  tentino di affermarsi, costringendosi ad essere ciò che gli altri vogliono che siano. Per questo motivo l'ansia diventa una compagna inseparabile che, per essere rimossa, dovrà essere curata con le opportune terapie di pertinenza degli psicologi.

E' dunque necessaria una educazione di fondo, che insegni alle persone ad accettarsi come sono, aiutandole ad estrinsecare quanto di meglio hanno costruito negli anni, indicando loro come evidenziare i livelli di istruzione raggiunti e le abilità personali, prima ancora che il loro aspetto fisico.

 

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