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Cronaca Torino

Ciao Aldo, con tutto il cuore

Ci ha lasciati il suo corpo ma non lo spirito che l’animava

12 Giugno
11:00 2018

È mancato domenica 10 giugno Aldo Laterza, 78 anni, penna-nera, ex dirigente della gloriosa ILTE e poeta in lingua piemontese.

Consumato nel corpo – ma mai nell’animo – da una lunga malattia, si è spento nel sonno, lui sempre desto ed infaticabile promotore di mille iniziative, generosamente disponibile per tutti, dal Gruppo Alpini – col famoso Falò della BefANA e altre attività benefiche – ai corsi di bridge dell’UNITRE, all’aiuto in favore di S.O.S.India, organizzazione umanitaria operante sotto la protezione della Madonna del Rocciamelone e ispirata all’ideale caritatevole del fratello, mons. Piero Laterza (già cappellano-capo della RMNO, scomparso nel 2013), con la finalità di strappare alla fame e all’ignoranza gli abitanti di un poverissimo villaggio del Bengala, a cui saranno devolute le offerte raccolte al funerale, previsto per oggi, martedì 12 giugno, alle ore 15,00, presso il Santuario di S. Pancrazio in Pianezza (To). Fiori di bontà.

Ecco una toccante lirica che ha scritto di recente, eco d’un presagio:

 

Seugn ëd vej

 

J’euj sciass ët vëddon

primalba ëd mè Tramont

anciarm drolo d’un seugn,

splendrienta stèila matinera,

doss soris sla fin dla stra

segnà për mi dal destin

ant’un servaj ëd pomin d’amor.

 

Mach un seugn…

 

Mè seugn a resta ‘n seugn.

A l’è tard giomai… ël sol

dla primalba ‘d mè Tramont

a l’è nen spontà.

As pasia nen mè cheur

ch’a sagna come mej brass

signà da le spin-e dij pomin d’amor,

che sempe ‘d pì a strenso mia stra

ch’a l’è fasse senté antorgiù tra ‘l servaj.

Vëddo nen ël cel sciairisse.

Nivole dë spin-e am ësbasson la testa,

vëddo ij pomin ross marsé ‘nt le feuje

La neuit a s’avzin-a…

Dël mè senté ‘d pomin d’amor

a son rëstà le rame patanùe

con soe dure spin-e.

 

(Sogno di vecchio/

gli occhi stretti t’intravedono,/ prima-alba del mio Tramonto,/

fascino strambo d’un sogno,/ splendente stella del mattino,/

dolce sorriso sul finir della strada/ segnata per me dal destino/

in un cespuglio selvatico di pomin d’amor./

…/

Solo un sogno…/

Il mio sogno resta un sogno./ S’è fatto tardi, ormai… Il sole/

della prima-alba del mio Tramonto/ non è spuntato.

Non si dà pace il mio cuore/ che sanguina come le mie braccia/

sfregiate dalle spine dei pomin d’amor,/

che stringono sempre più la mia strada/ che s’è fatta sentiero tortuoso tra i rovi./

Non vedo il cielo schiarirsi./ Nuvole di spine mi fanno abbassar la testa,/

vedo le bacche rosse marcire fra le foglie./ La notte s’avvicina…/

Del mio sentiero di pomin d’amor/ non son rimasti che i rami nudi/

con le loro dure spine.)

 

Aldo, riposa, anzi rallegrati, in pace e letizia: il tuo gran cuore, che all’ultimo ti ha abbandonato, per lasciarti nelle mani salvifiche del Signore e della Madre Celeste, resta qui con noi.

 

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