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Cronaca Torino

Ufficio Pio Compagnia di San Paolo, Bilancio di Missione 2017.

Puntare al benessere delle persone per generare cambiamenti duraturi.

26 Giugno
12:00 2018

Il 14 giugno a Torino, L’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo ha presentato il suo Bilancio di Missione relativo all’attività 2017.

Nel corso del 2017 il Consiglio di Amministrazione, confermato nella sua totalità per un secondo mandato, ha lavorato alla costruzione del nuovo Programma pluriennale 2018-2020. La direzione complessiva condivisa dall’intera Organizzazione nel prossimo triennio è quella di contribuire a rendere possibile un cambiamento duraturo nelle condizioni di difficoltà dei beneficiari affiancando al sostegno economico servizi di sostegno al benessere personale.

Nel 2017 l’Ufficio Pio ha investito sul territorio torinese 14,8 milioni di Euro attraverso i suoi nove progetti istituzionali e ha sostenuto, direttamente o indirettamente, 13.014 persone (l’11% in più del 2016) di cui 9.791 in condizione di povertà assoluta (il 16% in più del 2016). I progetti dell’Ufficio Pio sono organizzati secondo 3 aree di intervento che si differenziano per le modalità con cui concorrono a perseguire la mission istituzionale.

Contrasto della povertà

L’Ufficio Pio sostiene le famiglie in condizione di povertà assoluta attraverso trasferimenti monetari, accompagnamento sociale, sostegno nella ricerca di un’occupazione e servizi ricreativi ed educativi per i minori.

Nel 2017 sono state aiutate 3.004 famiglie e 11.526 persone (l’11% in più del 2016) con un investimento di 6,9 milioni di Euro. Il trasferimento monetario per famiglie è compreso tra i 2.500 e i 3.500 Euro in proporzione al numero di figli minorenni presenti. Al sostegno economico si aggiungono numerosi servizi di tipo formativo, educativo, sociale, occupazionale attivati sulla base degli specifici bisogni espressi dal nucleo famigliare.

 

Nel 2017 è aumentato del 37% il numero di minori presenti nelle famiglie sostenute. La metà di questi in età compresa tra 0 e 5 anni. È il frutto di una precisa scelta strategica dell’Ufficio Pio volta a contrastare quei fenomeni che generano il riprodursi delle disuguaglianze da una generazione a quella successiva.

In coerenza con questo principio, nel 2017 è stato realizzato per la prima volta il progetto “Andiamo in vacanza!”. A 31 famiglie con figli molto piccoli è stata offerta in forma sperimentale una settimana di vacanza al mare in cui, accompagnati da educatori specializzati, poter staccare dalla faticosa routine quotidiana dedicandosi alla cura delle proprie relazioni familiari.

Prevenzione della povertà

L’Ufficio Pio interviene con progetti di sostegno sociale, educativo, nonché economico, a favore delle persone e delle famiglie colpite da eventi che le hanno rese vulnerabili per evitare un ulteriore e più drastico impoverimento. Nel 2017 sono state sostenute 1.207 persone (il 10% in più del 2016) con un investimento di 2,4 milioni di Euro.

 

La prevenzione della povertà è anche strettamente connessa alla questione dell’educazione. L’Ufficio Pio già da anni sostiene progetti di incentivo alle famiglie affinché investano nella formazione dei figli.

 

La valutazione di impatto condotta sul progetto Percorsi ha fornito risultati incoraggianti mostrando che il trasferimento economico e di servizi a favore di famiglie che hanno accettato di risparmiare per sostenere gli studi universitari dei figli ha aumentato significativamente la probabilità di iscrizione e frequenza all’Università (+8,7% in generale e +20,5% considerando i diplomati degli Istituti Professionali).

 

Il successo dell’esperienza con le famiglie di studenti delle superiori ha condotto, nell’ultimo quadrimestre del 2017, al lancio del progetto Teen. Grazie a questo nuovo progetto 45 famiglie (con 148 minori a carico) sono entrate a far parte di una sperimentazione con cui, sempre attraverso il sistema della moltiplicazione dei risparmi effettuati, potranno affrontare le spese di formazione e istruzione dei figli per un periodo di 8 anni, a partire dalla prima media.

 

Inclusione e reinserimento

L’Ufficio Pio propone a persone socialmente escluse, perché senza dimora o in uscita da lunghi percorsi penali, interventi personalizzati finalizzati al reinserimento nei propri contesti famigliari e abitativi. Nel 2017 a 281 persone (il 27% in più del 2016) è stato offerto un accompagnamento educativo, psicologico, professionale ed economico per ritrovare o ricostruire il contesto famigliare, abitativo, professionale perduto. A sostegno di queste iniziative sono stati investiti 1,2 milioni di Euro.

 

All’interno di quest’area, nell’ambito del Polo Universitario presso il Carcere, si è consolidata la cooperazione con il Fondo Alberto e Angelica Musy. L’Ufficio Pio infatti, come in passato, continua a ricevere lasciti e donazioni da privati cittadini con il desiderio che vengano gestiti in modo trasparente, professionale e nell’ambito di progetti ben strutturati e di comprovata efficacia.

Per i beneficiari di quest’area nel 2017 si è realizzato un nuovo servizio di sostegno al benessere per offrire la possibilità di vivere momenti di “leggerezza” in modo sano e riscoprire il piacere di una visita al museo o di uno spettacolo a teatro. Questa opportunità ha permesso alle persone che hanno preso parte all’iniziativa non solo di vivere momenti di svago ma anche di riscoprire se stessi e la ricchezza dello scambio con altre persone.

 

Accesso ai servizi.

 

Nel 2017 si è completato, grazie alla creazione di un nuovo sito, il passaggio verso la raccolta esclusivamente digitale delle domande di accesso ai servizi dell’Ufficio Pio: www.ufficiopio.it

 

Il presidente dell’Ufficio Pio, Nanni Tosco, ha commentato i numeri dell’attività svolta nel 2017:

 

“Il 2017 ha costituito un anno speciale, che ha visto il Consiglio di Amministrazione alle prese con la stesura del nuovo Programma pluriennale per il triennio 2018-2020. In questo Bilancio di Missione si registrano attività e risultati complessivi nel solco della continuità con gli anni precedenti ma anche alcuni aspetti che segnano l’effetto di una rinnovata della strategia di intervento.

 

Nell’ultimo anno, siamo stati in grado di intercettare i bisogni di circa 13.000 persone, ovvero il 10% in più, e in alcuni progetti anche oltre, degli anni passati. Parallelamente abbiamo scelto di rivolgerci in modo particolare alle famiglie con figli molto piccoli nella convinzione che il contrasto della povertà assoluta possa avere anche effetti di prevenzione se rivolto alle nuove generazioni.  Infine, abbiamo dato spazio a piccole ma significative sperimentazioni per portare benessere psicologico e affettivo alle persone e alle famiglie. Affinché certi interventi possano avere il miglior effetto è necessario che chi ne beneficia possa riscostruire e godere di una positiva predisposizione al cambiamento e di quel po’ di fiducia che nutre la motivazione ad attivarsi.”

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