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L'infinito bisogno della Poesia

"Caramelle"

28 Giugno
08:30 2018

Caramelle.

Estraggo dalla tasca un dolce ricordo.

Lo guardo

e vorrei tornare,

indietro,

all’alba del giorno in cui scoprii

la dolcezza delle caramelle.

 

Non tutte sono uguali.

Io intendo proprio quelle

con la carta celeste

sporca di sogni,

col gusto assolato

di un limone maturo.

 

Giallo e azzurro:

così ho sùbito composto il cielo

nella mia bocca…

e posso ammirarlo

anche quando cala una notte senza Stelle.

 

Così

stringo forte quel minuto pianeta di zucchero

anche quando attraverso un giardino,

verde e rumoroso.

 

il gusto si smarrisce

un po’,

diventa amaro,

un po’,

per via dei ricordi che diventano troppo belli,

troppo vibranti troppo sognanti

troppo dolci

troppo…

per poter essere semplicemente gustati una volta.

 

E mentre passo,

nel gelido meriggio della canicola

la mano brucia,

e si liquefa ancora il pensiero.

 

Stasera riporrò la caramella nel cassetto.

 

Intanto, addentando una speranza,

provo a dare un tetto

ai miei pensieri dispersi…

e nel contenere la grancassa

del petto

mi chiedo se, proprio in quel momento,

anche le Stelle scintillino caramelle.

Mi chiedo se i loro raggi

non siano anch’essi mielate lucciole di favole belle…

 

e se tornerò mai ad assaporare

il fulgido

e languido

gusto del cielo…

 

Sara Garino

 

(Immagine di copertina: Vassily Kandinsky, “Composizione VII”, 1913)

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