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Taranto - “Immagini e realtà del Mezzogiorno d’Italia. Basilicata in bilico"

Prefazione di Adriano Giannola, presidente dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno (Svimez)

6 Luglio
13:00 2018

Oltre al relativo Referendum per il quale sta raccogliendo 15000 firme “Taranto Futura” presieduta  da Nicola Russo, lo auspica pure Gaetano Fierro, esponente oggi di Scelta Civica dopo aver incarnato, fra le cariche istituzionali, soprattutto quella di sindaco di Potenza per tre mandati, due dei quali nel periodo del terremoto dell’80 ed essere stato consigliere regionale.

Il professore ne parla nel suo saggio intitolato “Immagini e realtà del Mezzogiorno d’Italia.
Basilicata in Bilico”.  Il volume, pubblicato dalla casa editrice Ermes, presenta la prefazione di Adriano Giannola, presidente dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno (Svimez).

Gianola dà ragione a Fierro, evidenziando sopratutto il dato demografico. Una comunità, piccola o grande, non può sopravvivere se non ha dalla propria, la presenza degli abitanti.

“In Basilicata oggi ci sono 500mila persone. Se la proiezione futura sarà quella di vedere dispersa questa massa critica, che cosa si potrà auspicare ?” osserva Gaetano Fierro.

La questione raccapricciante è quella dello spopolamento. I dati Istat raccontano da un bel po’ di tempo che in proiezione la Basilicata entro il 2050 sarà praticamente una regione desertificata con meno di 400mila abitanti.

Ma quali sono le soluzioni? Secondo Fierro  la soluzione è “quella che noi abbiamo lanciato e che è prevista e contenuta nel mio libro, quella della Macroregione, vale a dire dell’accorpamento alla Basilicata del Cilento e della Provincia di Taranto, che sta realizzando una petizione popolare che ha già raccolto la bellezza di circa 12mila firme per aggregare in maniera democratica, la Provincia di Taranto alla vecchia Lucania. Per cui mettendo insieme un milione di persone non soltanto ridiamo vitalità alla nostra regione, ma allarghiamo le prospettive  di una comunità che se non si apre andando oltre gli attuali confini, è destinata a scomparire.”

Ed in merito ad infrastrutture e collegamenti da incrementare, non a caso si parla del porto di Taranto. Poi, la Zes che è stata approvata dal Governo, manco a farlo apposta prevede come zona economica franca il porto di Taranto che verrebbe aggregato alla Regione Basilicata.

Nel libro è messo in evidenza anche un paradosso. In Basilicata, pur crescendo le entrate correnti, si regredisce toccando in molti settori il livello di vita di 50 anni fa.

Secondo Fierro, questo è dovuto sopratutto al cattivo funzionamento della Regione, per il semplice fatto che in questi ultimi decenni sono arrivati stanziamenti europei, stanziamenti erariali consistenti che non hanno trovato attraverso le azioni poste in essere, i risultati sperati e dovuti.

Se si aggiungono anche le entrate legate al petrolio che sommandole possono arrivare a congrui miliardi di euro, si dimostra che in Basilicata, non solo qualche cosa non funziona, ma è la programmazione regionale che latita.

“Non esiste a parer mio una classe dirigente, problema ultradecennale, attenta nel programmare le priorità, a partire sopratutto dalle politiche sociali, che oggi sono in un aspetto estremamente preoccupante. La povertà in Basilicata  aumenta facendola diventare una delle regioni più povere d’Italia, credo che siamo terzultimi” osserva l’autore.

A questo poi c’è da aggiungere lo spopolamento, i giovani che vanno fuori per cercare lavoro, per studiare e laurearsi, con l’intendimento di non tornare più. Inoltre la denatalità perché mancano le occupazioni essenziali per poter sopravvivere. E quando manca il lavoro, qualunque aspettativa di vita viene prorogata.

Secondo Fierro quindi se facciamo una raffigurazione reale della situazione, come è riportato nel suo saggio, c’è da lanciare  un grido di allarme, è cioè che la Basilicata nel 2040 o 2050, scomparirà, partendo da un dato statistico. Attualmente ci sono 540mila persone. Ogni anno metaforicamente si chiude un comune, perché ci sono 3mila persone in meno tra quelle che vanno via o muoiono. Se così andrà per i prossimi 20 anni, con una semplice sottrazione si scopre che nel 2050 ci saranno circa 380mila persone, di cui il 70% sarà over60.

Si parla quindi di una comunità che giorno dopo giorno  si indebolisce, e purtroppo oggi la politica non si pone affatto questo problema, campa alla giornata, prende provvedimenti effimeri e va avanti con iniziative a pioggia che non portano benessere e non suscitano reddito all’interno della comunità regionale.

Questo è ciò che in ultima analisi è contenuto del saggio, che ha come obiettivo quello di richiamare la classe dirigente della regione e dei comuni  a piegarsi sulle situazioni reali e sulle soluzioni coraggiose, come quella della Macroregione con il Cilento e la provincia di Taranto, non consumando i tanti miliardi in maniera effimera, ma per ricadute virtuose.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Le cronache nazionali riportano la particolare emergenza che sta attraversando la città di Taranto, nella storia tra l’altro, anche spartana, per cui ben le si addice il motto.

E il passaggio di Taranto alla Basilicata, dovrebbe portare bene anche a Taranto, secondo Nicola Russo, che continua imperterrito, convinto della assoluta bontà della sua causa che ha per scopo il bene comune, nella raccolta firme in città ed in provincia, con il suo comitato apolitico “Taranto Futura” ed il referente Gaetano Leucci.

Un tentativo che sembra anacronistico in un momento in cui alcuni puntano  sul Grande Salento. Ma Taranto ha strutture di primo ordine come aeroporto e porto, che attualmente non sono valorizzate in Puglia. Non vengono utilizzate per come potrebbero esserlo, potendo esserlo molto di più, rispondendo meglio alle necessità dei vicini Lucani, quindi, piuttosto che a quelle dei Pugliesi, che pare non sappiano che farsene, se non addirittura temendone la concorrenza.

L’obiettivo, che è solo economico, è quello di portare molta più ricchezza e benessere reciprocamente ai Tarantini, oltre che ai Lucani.

Infatti, sostanzialmente alla comprensione di questo, secondo Nicola Russo, si deve il successo riscontrato dalla raccolta firme che ha lo scopo di proporre il relativo referendum.

Per essere aggiornati sui prossimi appuntamenti della raccolta firme è possibile visitare il Blog su Facebook, “Taranto in Basilicata” .

 

 

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