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Interviste

Ambretta Rossi

Un’artista torinese acquerellista e ritrattista

10 Luglio
10:00 2018

Propongo ai Lettori l’intervista che ho condotto ad Ambretta Rossi, uno dei quattro pittori che hanno esposto le loro opere nella mostra collettiva di pittura “In 4 per Viù” che si è tenuta dal 23 giugno al 1° luglio 2018, a Viù (Torino) (m.j.).

 

Ci vuole parlare del suo percorso formativo e dei suoi maestri?

Sono nata a Cremona nel 1946. Vivo e lavoro a Torino. Da sempre mi sono interessata a molti generi di creazione artistica e artigianale. Ho frequentato in passato i corsi di Pinetta Gramola. Dal 2000 ho seguito all’Unitre di Torino i corsi di acquerello della pittrice Luciana Bey. Attualmente frequento i corsi del Maestro Lo Balzo. Nel marzo 2018 ho partecipato al Corso di specializzazione artistica di tecniche pittoriche condotto dal maestro William Tode.

 

Come svolge la sua attività di pittrice?

Partecipo alle attività di alcuni gruppi di artisti come “Il Cavalletto” e “Gli Amici dell’Arte”; tuttora faccio parte dell’associazione “Cultura no stop”. Mi sono messa alla prova in concorsi, estemporanee e collettive, in prevalenza sul territorio piemontese, dove ho ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.

Nel 2015 ho conseguito il 3° premio nella 34° edizione del concorso “Il Centenario” “Premio Superga” con il quadro “Primavera” e l’anno seguente ho partecipato alla 35° edizione e ho ottenuto il premio “Percorsi d’Arte” della Regione Piemonte come riconoscimento alla carriera. Nel novembre 2017 ho fatto una personale, dedicata all’acquerello, a Pianezza, nella Villa Casalegno, e nello stesso anno, nell’ambito della manifestazione “Il Centenario”, ho vinto il 2° premio con il quadro “Rose” e mi hanno conferito anche il premio “Edgar Degas”. Nell’aprile 2018 ho partecipato con il quadro “Primavera” al premio internazionale Van Gogh a Monreale (Palermo). Nel maggio 2018 ho esposto una quindicina di opere nel Chiostro dell’Annunziata di via Po a Torino e a fine giugno ho partecipato alla collettiva di Viù.

 

Come definisce il suo stile?

Ho approfondito la pittura ad acquerello che sento particolarmente consona al mio temperamento, ma utilizzo anche le tecniche del carboncino e dei gessi.

Penso che una buona definizione del mio stile sia stata espressa dal critico professor Giuseppe Nasillo “Percorsi d’oggi” di maggio/giugno 2016, dove ha scritto: «La campionatura cromatica di Ambretta Rossi […] spazia su una varietà di tematiche rivelatrici di quelle che sono la capacità osservativa e la carica evocativa di cui la sua creatività si avvale, per dare consistenza poetica ad una natura silente o ad un vaso con fiori dalle molteplici connotazioni, così come la sua mano ama soffermarsi altre volte su scansioni paesaggistiche da lei impaginate con una vibratile essenzialità segnica, sorretta da un dispiegamento coloristico dalle tonalità espressive vigilmente modulate.

[…] Anche quando delinea presenze figurali, la Rossi mira ad esprimere la specificità caratteriale del soggetto preposto, concentrando in pochi tratti il nucleo vitale dell’intero corpus visivo».

 

I suoi progetti per il futuro?

Al momento sto partecipando alla mostra di arte contemporanea dal titolo “Esposizione artistica Nazionale Collectionart37” a cura di Roberto Borra che è stata inaugurata giovedì 5 luglio nella Artgallery 37 di Torino, in via Buniva n. 9. Questa mostra rappresenta l’epilogo della prima edizione del “Concorso Nazionale Collectionart37” indetto con il Patrocinio Istituzionale della Città di Torino e della Circoscrizione 7 per valorizzare gli artisti contemporanei che si distinguono per la qualità del lavoro e della ricerca in ambito artistico, che si concluderà il 13 settembre.

 

Allora l’augurio di un buon riconoscimento!

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