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Cronaca Nazionale

Csm, magistrati al voto: sfida tra correnti dopo la polemica.

7 Luglio
23:54 2018

Domani e lunedì prossimo gli oltre 9mila giudici italiani sono chiamati alle urne per  un appuntamento che condizionerà le prossime decisioni su politica, carriere e provvedimenti disciplinari. Devono infatti eleggere i loro rappresentanti al Consiglio superiore della magistratura e cioè i 16 consiglieri togati: 2 magistrati della Cassazione, 4 pm e 6 giudici di merito.

 

L'appuntamento di domenica è stato preceduto dalla polemica rovente - che non è escluso possa avere riflessi sul voto - innescata dal sottosegretario leghista alla Giustizia Jacopo Morrone, con il suo auspicio che in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, soprattutto quelle di sinistra. E avrà il suo seguito il 19 luglio, quando il Parlamento è convocato in seduta comune per eleggere gli otto consiglieri laici, scegliendoli tra professori universitari e avvocati.

Entrambi i voti sembrano destinati a cambiare profondamente i rapporti di forza tra i gruppi all'interno del Csm. Innanzitutto perché la maggioranza dei laici, tra i quali sarà scelto in seguito il vicepresidente, sarà indicata dai partiti che sostengono il governo, M5S (che nell'attuale Csm ha un solo consigliere) e Lega (ora priva di rappresentanti).

 

E poi perché alle elezioni dei togati partecipano per la prima volta Autonomia e Indipendenza, l'ultima nata tra le correnti della magistratura, e il suo leader Piercamillo Davigo, che potrebbe bissare il clamoroso successo di due anni fa: candidato al parlamentino dell'Associazione nazionale magistrati, l'ex pm di Mani Pulite fu il primo degli eletti e così diventò il presidente del sindacato delle toghe.

 

Attualmente il gruppo - nato da una scissione di Magistratura Indipendente e da cui è arrivata la più netta apertura di credito al nuovo esecutivo per il suo programma sulla giustizia - ha un solo consigliere a Palazzo dei marescialli (Aldo Morgigni, eletto però con M.I) a fronte dei 7 di Area (Il cartello delle correnti di sinistra) dei 5 di Unicost (Il gruppo di centro) e dei 3 di Magistratura Indipendente(tradizionalmente più a destra).

Davigo corre per la quota Cassazione, dove ha come concorrenti il sostituto Pg Carmelo Celentano (Unicost) e due colleghe Rita Sanlorenzo (Area), già segretario di Magistratura democratica, e Loredana Miccichè (M.I), in una competizione che vede complessivamente solo 6 donne su 20 candidati.

 

Interessante anche la sfida per i quattro posti riservati ai pm, dove con Autonomia e Indipendenza é in corsa Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Catania: Area ha fatto scendere in campo il pm romano del processo Mafia Capitale Giuseppe Cascini, mentre gli altri concorrenti sono due sostituti procuratori, uno Antonio Lepre (M.I) di Paola e l'altro Luigi Spina (Unicost) di Castrovillari.

 

A caratterizzare queste elezioni anche la partecipazione di diversi componenti del parlamentino dell'Anm: i giudici Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli (M.I) e i loro colleghi Giuseppe Marra e Ilaria Pepe (A&I). Tra i candidati, c'è pure il giudice della capitale Marco Mancinelli, che in passato è stato presidente della sezione romana dell'Anm.

 

ilmessaggero.it

 

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