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Musica

Pamparato (CN) Festival del Saraceni. Terza settimana!

Amore e malinconia nell’Inghilterra di Shakespeare – Dixit Dominus

9 Luglio
09:30 2018

Dopo il Summer Camp dedicato ai ragazzi e alle ragazze delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il Festival dei Saraceni accoglie i giovani musicisti che prendono parte al Corso di Musica Antica, un appuntamento dalla lunghissima tradizione, che è ormai diventato una tappa irrinunciabile tra quanti desiderano approfondire le loro conoscenze sulla prassi esecutiva in auge durante l’epoca barocca.

Giovedì 12 luglio alle ore 21 gli appassionati di rarità barocche potranno assistere ad Amore e malinconia nell’Inghilterra di Shakespeare, un concerto estremamente raffinato che vedrà gli allievi del Corso di Musica Antica e un gruppo di solisti di alto livello proporre al pubblico nel Salone Consiliare di Pamparato una suggestiva incursione nel repertorio vocale fiorito in Inghilterra tra il XVII e il XVIII secolo, ponendo particolare attenzione sulle opere basate su testi tratti dalle commedie e dalle tragedie di William Shakespeare.

Questo concerto di lute songs è imperniato sui temi dell’amore e della malinconia, due sentimenti che si intrecciano profondamente nella produzione del grande Bardo inglese e che trovano piena espressione nelle intense pagine di John Dowland, Thomas Morley ed Henry Purcell.

Il programma comprende anche Sigh no more Ladies di Richard John Samuel Stevens, opera resa famosa in tutto il mondo per essere stata inserita nel celebre film Molto rumore per nulla, interpretato da Kenneth Branagh e da Emma Thompson.

Sabato 14 luglio alle ore 21 sarà la volta del Coro e dell’Orchestra Barocca degli Allievi dei Corsi di Musica Antica con la partecipazione di un gruppo di solisti di alto livello, che nella Chiesa Parrocchiale di San Biagio presenteranno il Dixit Dominus di Georg Friedrich Händel, una monumentale opera sacra scritta dal grande compositore di Halle durante il suo soggiorno romano.

La scelta di un brano così complesso consentirà ai giovani interpreti di dare prova della loro bravura e offrirà al pubblico l’opportunità di scoprire un’opera di straordinaria bellezza, che purtroppo in Italia non viene eseguita con la frequenza che meriterebbe.

Nel corso di questa settimana i maestri liutai Marianna Ercole e Nedim Dervic inizieranno ad allestire la mostra di strumenti d’epoca costruiti nel corso degli anni al Festival dei Saraceni e di proprietà del Comune di Pamparato, primo passo che porterà nel 2019 all’apertura nel Palazzo Cordero di Pamparato di un laboratorio di costruzione e di restauro di strumenti antichi, uno straordinario progetto unico in Piemonte varato dalla direzione artistica del Festival dei Saraceni in collaborazione con il Comune di Pamparato, con l’obiettivo di renderlo una realtà permanente ed estremamente qualificante per Pamparato, sempre più capitale della musica antica italiana.

Anche se pochi lo sanno, in passato a Pamparato non si tenevano solo corsi sull’interpretazione della musica antica, ma venivano anche costruiti strumenti in grado di esprimere nella maniera più fedele possibile le affascinanti sonorità in base alle quali Bach, Vivaldi e centinaia di altri compositori noti e meno noti scrissero le loro opere.

Non si tratta di un dettaglio di poco conto, ma di uno dei cardini su cui si è basata la riscoperta filologica del patrimonio musicale del XVII e XVIII secolo avvenuta nel corso degli ultimi cinquant’anni e che molti musicologi considerano tra gli eventi di maggiore importanza del secolo appena trascorso.

Il Comune di Pamparato custodisce con più che legittimo orgoglio il frutto di questo straordinario lavoro concepito e organizzato dal professor Mauro Uberti, fondatore e anima per molti anni del Festival dei Saraceni, una vastissima raccolta di copie di strumenti antichi realizzate soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta prestando una cura certosina anche ai più piccoli dettagli, che comprende tra le altre cose due arciliuti di scuola lombarda del XVII secolo, una ribeca, due virginali, due clavicembali a due manuali e un gran numero di strumenti a fiato occitani, ai quali si aggiungono due clavicembali italiani originali, un fortepiano ottocentesco e gli organi dell’Oratorio di Sant’Antonio e della Chiesa Parrocchiale di San Biagio, questi ultimi sottoposti di recente a un accurato lavoro di restauro.

Grazie alla forte ripresa del Festival dei Saraceni, organizzato da tre anni dai Musici di Santa Pelagia con la direzione artistica di Maurizio Fornero, il Comune di Pamparato vuole valorizzare questa preziosa esperienza, mettendo a disposizione di studiosi, musicisti e appassionati questi strumenti – spesso desueti e molto rari – e allestendo nel prossimo futuro un percorso espositivo interattivo degli strumenti musicali rinascimentali e barocchi e quelli relativi alla tradizione della musica popolare delle Alpi cuneesi e liguri.

Nel suo insieme, il percorso espositivo sarà un valido strumento didattico per avvicinare i giovani alla musica antica e alla tradizione musicale di Pamparato e avrà un grande valore culturale, testimoniando la storia e l’attività del Festival dei Saraceni e dell’Istituto di Musica Antica.

Fin qui si tratta di un’iniziativa molto interessante, che però a prima vista potrebbe sembrare riservata alla solita ristrettissima nicchia di specialisti, ma in realtà il progetto varato dal Festival dei Saraceni si spinge molto oltre, al punto da affidare ai maestri liutai Marianna Ercole e Nedim Dervic, che – dopo essersi specializzati nel restauro e nella costruzione degli strumenti della viola da gamba – hanno fondato nel 2016 la Liuteria Ca’ Rion, con l’obiettivo di affiancare ai lavori di costruzione e restauro degli strumenti anche la divulgazione e l’insegnamento della liuteria da un punto di vista moderno e partecipativo.

A partire dai Corsi di Musica Antica in programma a Pamparato nella seconda settimana di luglio i due liutai presenteranno il progetto di un corso professionale di costruzione e restauro, che costituirà il preludio per un’iniziativa molto più ambiziosa, tesa a realizzare negli ambienti del Palazzo Cordero di Pamparato un laboratorio per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio strumentale esistente e la costruzione di nuove copie di strumenti d’epoca con il prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e il cofinanziamento del Comune di Pamparato.

Si tratta di un’iniziativa di grande valore sia didattico, con pochissimi confronti (nessuno in Piemonte), sia artistico, perché questi strumenti saranno affidati a ensemble di primo piano, che li utilizzeranno nei loro concerti, dando ulteriore lustro e visibilità a questa iniziativa.

Fotografie: Festival dei Saraceni

Comune di Pamparato

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