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Politica Locale

Barriere architettoniche, omaggio al Comune di Chieri (TO).

Il Gruppo mobilità del Comune di Chieri. Come affrontare le soluzioni sapendo individuare i problemi.

Incontro con gli studenti di architettura al centro convegni "La Conceria"
18 Luglio
08:30 2018

Piccoli gruppi, ambiziose iniziative. Sovente è una formula che funziona quando gli obiettivi sono chiari, ben diretto il pur modesto carrozzone dove però, tutti i cavalli tirano dalla stessa parte. Metafora per descrivere le modalità di una attiva consulenza alla quale, da due anni, sono stato chiamato dal “Gruppo mobilità del Comune di Chieri” capitanato da Valter Sandri, consigliere comunale incaricato di censire e valutare l’ottimizzazione della circolazione e l’utilizzo degli spazi da parte di quella fetta della popolazione afflitta da difficoltà motorie.

Si tratta di quegli “effettivamente disabili” che si muovono in carrozzina e per i quali, le cosiddette “barriere architettoniche” sovente sono piccoli trabocchetti ancor prima che insuperabili gradini, soprattutto negli acciottolati centri storici, e la città di Chieri non ne è certo esente, anzi. Lo so bene, controvoglia esperto disabile che da oltre trent’anni si muove tra marciapiedi, grate e tombini pilotando la carrozzina elettrica con un occhio attento al dannato dislivello che, se ignorato lo farà cadere. Queste e tante altre cose che solo chi è del mestiere conosce e sa come affrontare.

Molte volte i problemi legati alla disabilità sono affidati a tecnici comunali che godono di buona salute, ma privi di esperienza, ed ecco che sovente ci si trova di fronte a soluzioni costose, elaborate a norma di legge, ma non sempre prioritarie o indispensabili, mentre occorre partire dalle piccole cose.

Valter Sandri è partito col piede giusto, coinvolgendo noi, gli utenti, formando il Gruppo mobilità nel modo più intelligente e logico, lontano da interessi di prestigio o di colore d’un partito. Ha chiamato a raccolta un nucleo di fruitori “a rotelle”, ha coinvolto i vigili urbani che si sono mostrati molto collaborativi, il Consorzio socio-assistenziale con la Dott.sa Salsano e, quando hanno avuto il tempo di essere presenti, anche i piani più alti del Comune e relativi addetti.

Nelle riunioni che si sono svolte con regolarità  nei locali del Comune, la cascata di idee e di informazioni da parte dei convocati ha prodotto sempre confronti costruttivi, istruttivi, tendenti a soluzioni molteplici, prioritarie e semplici. Quelle più necessarie. Durante gli incontri si sono sviluppate originali collaborazioni, vale la pena menzionare l’aver fatto provare sul terreno il brivido della carrozzina a giornalisti e politici, aver coinvolto studenti di architettura. E mentre il gruppo mobilità proseguiva negli incontri, non ho potuto fare a meno di notare che Valter Sandri si stava facendo coinvolgere dalla problematica anche emotivamente. Oggi posso dire che ne è nata una certa amicizia basata anche sul rispetto e sul riconoscimento di un concetto d’appartenenza civica al quale nessuno è esente.

La campagna di sensibilizzazione si è allargata a macchia d’olio, coinvolgendo i negozianti della città, alcuni dei quali hanno preceduto le scelte della commissione, intervenendo subito sulle proprie strutture e nei dintorni. Da segnalare una nota farmacia del centro storico e una gelateria di strada Andezeno che ha provveduto di sua iniziativa all’accesso strada, prima difficoltoso se non impossibile. Segnali di ottimismo quando si sa come toccare la sensibilità delle persone. Segnali che si contrappongono a troppi, ancora diffusi, modi di appropriarsi dei parcheggi destinati ai disabili da parte di qualcuno che, se sanzionato, capirà di non essere il padrone del mondo.

Chi scrive si augura che ogni passaggio di consegne in questo angolo di Piemonte, non vada ad interrompere un lavoro impostato ”dal basso”, ma bene, partendo dai reali bisogni della gente, ma non solo. Questo modus operandi che, se ben impostato, funziona bene in certi centri abitati anche non troppo modesti, andrebbe esportato e adottato anche da superfici urbane e quartieri metropolitani di ben altra densità popolare. Questo non solo per le barriere architettoniche, ma per ogni necessità operativa destinata ad altre priorità, al relativo bacino e nella specifica tipologia di utenza.

Troppo spesso le decisioni prese dall’alto non hanno la giusta ricaduta sulle aspettative della cittadinanza, poiché estromessa da ogni consulto certamente utile, custodito dalla sapienza pratica di chi affronta direttamente ogni problematica con quotidianità. Non è mai male unire collaborazione tra gli estremi coniugando il potere decisionale con un po’ di sana modestia e ascoltare il parere di chi non dice solo quel che sa, ma sa molto bene quel che dice.

Il termine “politica” coniato ai tempi delle città stato nell’antica Grecia, forse pochi sanno che significa: “arte di saper governare una città”. Di lavoro ce n’è tanto. Molto è cambiato da quel tempo e la politica ha perduto gran parte del suo originale significato svendendosi ad altro. Non è mai troppo tardi per ritornare indietro.

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