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Musica

Festival dei Saraceni: Bach e Vivaldi – Estro, Genialità e Passione

Torre Mondovì (CN), Confraternita dei Disciplinandi

20 Luglio
12:30 2018

Dopo il Summer Camp e il Corso di Musica Antica, che hanno portato a Pamparato una inebriante ventata di gioventù, il Festival dei Saraceni prosegue sabato 21 luglio alle ore 21 con Bach e Vivaldi – estro, genialità e passione, un raffinato concerto in programma nella Confraternita dei Disciplinandi di Torre Mondovì (Piazza Umberto Mellino 1), che vedrà protagonista l’Ensemble À L’Antica, un ensemble di strumenti originali composto per l’occasione dal flautista Luigi Lupo, dalla violoncellista Rebeca Ferri e dalla clavicembalista Anna Fontana.

Nati a sette anni di distanza – il veneziano nel 1678 e il tedesco nell’“anno delle meraviglie” 1685, quando videro la luce anche Georg Friedrich Händel e Domenico Scarlatti – Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach condussero vite e svilupparono stili profondamente diversi tra loro, che comunque li consacrarono tra gli autori più emblematici del Barocco internazionale.

Il Prete Rosso trascorse gran parte della sua esistenza in una delle città più ricche e potenti dell’epoca, uno straordinario faro di cultura che influenzò per secoli il gusto artistico delle principali corti europee.

Nel corso del tempo nella Serenissima approdarono molti giovani musicisti tedeschi – primo tra tutti Heinrich Schütz, il compositore che più di chiunque altro determinò la transizione dal Rinascimento al Barocco – che in seguito avrebbero contribuito a diffondere il verbo italiano nei paesi dell’Europa settentrionale.

Pur avendo preso i voti religiosi, Vivaldi scrisse opere sacre dal carattere brillante e spiccatamente teatrale – come si può facilmente notare dal celeberrimo Gloria RV. 589 – lontane anni luce dalla fede adamantina e dagli sconvolgenti abissi espressivi che caratterizzano le cantate e le passioni di Bach.

A differenza del grande compositore di Eisenach, che rimase sempre legato al panorama musicale delle città in cui risiedeva, Vivaldi prestò grande attenzione alle opportunità offerte dall’estero, sia nella ricerca di commissioni di nuove opere, sia sotto forma di collaborazione con i principali editori dell’epoca, che avrebbero dato un contributo decisivo a consolidare la sua fama a livello continentale. In particolare, nel 1711 l’editore olandese Estienne Roger diede alle stampe l’Estro armonico, una raccolta che segnò il definitivo passaggio dal concerto grosso di impronta corelliana al moderno concerto solistico.

Questa raccolta – che il celebre studioso vivaldiano Michael Talbot si spinse al punto da definire la più influente del XVIII secolo – colpì profondamente l’allora ventiseienne Bach, che negli anni immediatamente successivi ne trascrisse e rielaborò ben sei dei dodici concerti, un fatto che dimostra meglio di qualsiasi parola la sconfinata stima che il sommo Cantor lipsiense nutriva per il suo collega italiano.

Questi influssi italiani si sarebbero rivelati fondamentali nella formazione dello stile più maturo di Bach, come si può notare per esempio nei celebri Brandeburghesi e nei sette concerti per clavicembalo.

Il programma di questo concerto mette a confronto questi due giganti della musica di tutti i tempi in alcune delle opere più rappresentative non solo del loro stile, ma anche della loro personalità, più brillante ed estroversa quella di Vivaldi e più astratta e introversa quella di Bach.

A prima vista potrebbero sembrare sentieri paralleli destinati a non incontrarsi mai – se non addirittura antitetici – ma le loro profonde differenze che potremmo quasi definire “filosofiche” costituiscono in realtà una delle principali ricchezze del repertorio barocco, in grado di offrire ogni volta un frutto dal sapore deliziosamente diverso.

Questa differenza di linguaggio appare evidente soprattutto nelle due opere per violoncello, strumento che fino a quel momento poteva contare su una letteratura solistica molto limitata, in quanto veniva spesso relegato nella compagine del basso continuo o fungeva da “terza voce” con i due violini nel concertino del concerto grosso.

Vivaldi valorizzò fino in fondo le risorse tecniche ed espressive del violoncello in una trentina di concerti e in dieci sonate con basso continuo, mettendone in luce non solo le doti virtuosistiche, ma anche la languorosa cantabilità. Bach fece addirittura di più, ponendo il violoncello da solo sotto la luce dei riflettori in sei suites di eccezionale intensità basate sul modello francese, con un preludio di carattere astratto seguito da una serie di danze formali.

Più vicina allo stile italiano è invece la Sonata in sol minore BWV 1020, che vede accanto al flauto traversiere il clavicembalo in funzione concertante, che non si limita cioè – come la Sonata RV. 50 del Prete Rosso – a svolgere semplicemente il basso continuo, ma intesse un fitto dialogo con il solista, conferendo all’opera un respiro più ampio e una maggiore varietà.

Il programma si chiude con la Sonata I – in realtà una vera e propria triosonata – in sol maggiore BWV 525, meglio conosciuta nella sua versione organistica. Insieme ad altre cinque opere analoghe, questa incantevole Sonata venne composta tra il 1727 e il 1732 come esercizio scolastico per il figlio maggiore Wilhelm Friedemann e sotto l’aspetto stilistico si colloca nel solco della italianissima sonata da chiesa, con l’unica particolarità di non essere strutturata in quattro ma in soli tre movimenti.

 

Programma della serata

 

Confraternita dei Disciplinandi di Torre Mondovì

BACH E VIVALDI – ESTRO, GENIALITÀ E PASSIONE

 

Ensemble À l’antica

Luigi Lupo, flauto traversiere

Rebeca Ferri, violoncello

Anna Fontana, clavicembalo

 

Antonio Vivaldi (1678-1741)

Sonata in mi minore per flauto e basso continuo RV 50

Andante – Siciliano – Allegro – Arioso

 

Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo BWV 1007

Prélude – Allemande – Courante – Menuet Premier – Menuet Duexième – Gigue

 

Johann Sebastian Bach

Sonata in sol minore per flauto traversiere e clavicembalo obbligato BWV 1020

Allegro – Adagio – Allegro

 

Antonio Vivaldi

Sonata in si bemolle maggiore per violoncello e basso continuo RV 46

Largo – Allemanda Allegro – Adagio – Giga Allegro

 

Johann Sebastian Bach

Sonata I in sol maggiore per flauto traversiere, cembalo obbligato e basso continuo BWV 525

[Allegro] – Adagio – Allegro

 

 

Fotografie: Festival dei Saraceni

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