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Cinema

Agosto horror - Parte 4

26 Agosto
10:30 2018

Per l'ultimo articolo di questo Agosto Horror abbiamo deciso di rilanciare consigliandovi non i soliti 3, ma bensi' 7 film horror diretti da 3 registi di gran mestiere per il genere in questione.

Registi dalle fortune alterne ma indubbio talento che riassumiamo al meglio in questi film che compongono 3 saghe horror, a modo loro poi diventate dei piccoli cult per gli appassionati sempre in cerca di titoli validi che sono come oasi per tanti assetati che vagabondano nel deserto dei troppi horror mediocri propinati dalla grande distribuzione nei cinema.

Cinema al solito infestati da scialbi horror con improbabili esorcismi, spiriti e mostri o maniaci assetati di sangue, purtroppo quasi sempre dalla regia monocorde incapace di incutere davvero tensione allo spettatore, tossicodipendente dai jumpscare che sono gli unici sussulti che il pubblico riesce ad avere in sala, annoiato da storie piatte, personaggi impalpabili e una fotografia/montaggio tante volte al limite del dilettante amatoriale.

Nulla del genere invece in queste 3 saghe, divise in una trilogia e due bilogie (in realta' no ma spiegheremo meglio), dallo stile registico e narrativo molto diversi tra loro; ma che hanno come denominatore comune quello di essere degli ottimi film che funzionano alla perfezione nel loro genere.

Andiamo quindi a introdurvi i consigli di oggi con qualche piccolo accenno anche ai suddetti registi, diversi tra loro per poetica, estetica e tempi/ritmi di narrazione; ma tutti sospinti dalla fiamma del cinema vero che e' quello di una buona storia, bella pulita e semplice, sorretta dalla mano e dal mestiere di chi la dirige portandola alla luce.


JEEPERS CREEPERS - IL CANTO DEL DIAVOLO (2002 - Victor Salva)
JEEPERS CREEPERS 2 (2003 - Victor Salva)
JEEPERS CREEPERS 3 (2017 - Victor Salva)

Regista californiano dall'indiscutibile talento, tanto da attirare Francis Ford Coppola per la sua produzione del suo primo film "Clownhouse", slasher di buona fattura che si ricorda soprattutto per un giovanissimo Sam Rockwell.

A parte altri ottimi film come "Powder", teeneger movie con super-poteri realizzato con grande sensibilita' e intelligenza; oppure l'affascinante "Dark House" del 2014, altro riuscitissimo horror che parte dalla base della "solita" casa stregata; e' ricordato soprattutto per la sanguinosissima epopea del "Creeper", creatura soprannaturale dagli inarrestabili istinti omicidi le cui gesta sono narrate nell'arco di tre film dal 2002 allo scorso 2017.

Una saga che si basa su una premessa semplicissima: "Ogni 23 primavere, per 23 giorni, si sveglia per mangiare".

Mangiare cosa? Ovviamente carne umana, preferibilmente teeneger terrorizzati bloccati in qualche situazione senza via d'uscita.

Ma il Creeper non si limita a cibarsi delle sue vittime, ne usa i corpi come "parti di ricambio" per sostituire arti perduti o perfino (vedere per credere) la sua stessa testa quando viene ferito in combattimento.

Ricambi che oltre per sopravvivere usa anche per confezionare le sue stesse armi, su cui tra tutte ricordiamo le sue micidiali "stelle ninja" costruite con le ossa e i denti delle sue stesse vittime.

Tre film diretti con grande abilita' da Victor Salva che riesce a mescolare alla perfezione la tensione delle scene horror a delle fantastiche scene d'azione prettamente muscolari, dove l'onnipotente indistruttibilita' del Creeper la fa ovviamente da padrona.

Il Creeper lotta all'ultimo sangue con le sue armi infernali, vola, salta, ha una forza sovrumana e una subdola intelligenza con la quale riesce sempre a intrappolare le sue vittime, per poi "annusarne" la paura per scovare i suoi prescelti che forniranno ulteriori pezzi per il suo fondo pensione di ricambi al suo corpo e il suo arsenale.

Un mostro che si tenta di combattere, generazione dopo generazione, 23 primavere dopo l'altra, a colpi di machete, fucili, mitragliatori senza alcun successo; arpioni giganti che lo impalano nel suo lungo letargo per essere esposto come terrificante attrazione da circo da uno dei suoi cacciatori in attesa del fatidico risveglio per combatterlo un'altra volta.

Diventato rapidamente una nuova piccola icona horror, nel suo largo cappotto dai bordi svolazzanti e cappello calato sulla fronte a nasconderne le mostruose fattezze; il film ha generato una piccola comunita' di affezionati che reclamavano a gran voce il terzo capitolo della saga, finalmente arrivato nel 2017 e che dimostra che nonostante gli anni passati il buon Salva non ha perso colpi alla regia e nella scrittura del soggetto.

In attesa di (chissa', magari) un futuro quarto capitolo, godiamoci questa trilogia su uno dei demoni piu' cazzuti e sanguinari apparsi negli ultimi anni nelle sale cinematografiche, diretta da un Salva ormai veterano del genere che ama rilanciare e aumentare la posta sulla spettacolarita' e il suo stile di regia sempre piu' affinato ed efficace nel corso degli anni.

 

I GUARDIANI DELLA NOTTE (2004 - Timur Bekmambetov)
I GUARDIANI DEL GIORNO (2006 - Timur Bekmambetov)

Regista approdato ad Hollywood col caciarone e divertente "Wanted - Scegli il tuo destino", scontro tra killer superdotati che sparano proiettili ad effetto con James McAvoy, Morgan Freeman e Angelina Jolie.

Impresa ripetuta poi con l'ancora piu' tamarro "La leggenda del cacciatore di vampiri", con nientemeno che protagonista Abraham Lincoln in persona in una rivisitazione romanzata in chiave horror dove lo vediamo come novello Van Helsing alla caccia di succhiasangue sullo sfondo della grande Guerra di Secessione americana.

Ma i suoi film meglio riusciti sono senz'altro i due capitoli sui "Guardiani", forze del bene e del male in lotta secolare che, arrivati a una tregua precaria dopo secoli di guerre, decidono di controllarsi a vicenda alternandosi nei Guardiani della Notte e del Giorno, i primi votati alla luce, la verita' e la giustizia (fino a un certo punto) e i secondi invece (all'apparenza) vampiri sanguinari dediti al vizio, l'omicidio e la violenza.

Due film dove Bekmambetov mette gia' in mostra il suo gusto per l'horror ma anche le scene d'azione frenetiche, piene di umorismo e gustosamente esagerate nella realizzazione; con macchine che sgommano arrampicandosi sui palazzi e scontri micidiali all'ultimo potere magico ed effetto speciale tra le forze della luce e quelle delle tenebre.

Luce e tenebre che, come accennato, non vogliono rigorosamente dire "bene e male"; in quanto entrambe le fazioni sono capaci di azioni spietate per perpetrare la propria causa e perseguire i propri fini.

Una storia dove infatti i protagonisti commettono a volte scelte sbagliate ed egoistiche, tutt'altro che eroi dal mantra impenetrabile; errori che finiscono inevitabilmente per tormentarli e perseguitarli per il resto della loro lunga e movimentata esistenza.

Un lato della luce votato piu' alla anonima e depersonalizzante burocrazia, con permessi da ottenere per i vampiri prima di "bersi" le loro vittime o trasferirsi in un condominio; mentre dall'altra parte gli esseri oscuri piu' antichi sono alla ricerca dei piu' antichi manufatti con cui realizzare ancora piu' antiche e misteriose profezie.

Due film a cui a lungo gli affezionati hanno sperato ci fosse un terzo capitolo, vociferato come "I guardiani del crepuscolo" ma ahinoi mai realizzato e che difficilmente vedra' la luce dopo ormai 12 anni dall'ultimo "I guardiani del giorno".

Una storia raccontata nello stile particolare di Bekmambetov, attento alla cura nella fotografia e le scenografie per un'epopea tutta ambientata nelle fredde strade, vicoli, palazzi e apparatamenti diroccati di Mosca.

Uno stile che come detto esplode in una giostra di scene action nei momenti piu' concitati, ma non disdegna di regalare momenti di intimita' piu' leggera o commovente per tutti i vari protagonisti, guerrieri in incognito per le strade sempre in guardia contro il nemico e di cui nessuno, o quasi, ha in realta' la possibilita' di farsi davvero una vita personale di affetti ed amicizie.

Una saga quindi da recuperare per gli amanti del genere action/horror, per un regista che e' anche produttore poi di altri ottimi film di cui parleremo piu' in la' come "Apollo 18" o altri che vi abbiamo gia' consigliato come il divertente "Hardcore" del 2015.

 


L'EVOCAZIONE - THE CONJURING (2013 - James Wan)
THE CONJURING - IL CASO ENFIELD (2016 - James Wan)

Ed arriviamo finalmente a un altro ottimo "artigiano" dei film horror, James Wan, regista approdato dalla Malaysia in Australia per poi affermarsi con alcune piccole gustosissime chicche come il famoso "Saw - L'enigmista", precursore di una sterminata genia di sequel (mai riusciti come il primo) oppure "Dead Silence" con i suoi inquietanti bambolotti assassini.

Un autore capace anche di storie piu' profonde come il crudo "Death Sentence", con Kevin Bacon nuovo giustiziere della notte sempre piu' ossessionato dalla vendetta fino ad oltrepassare il punto di non ritorno; per poi virare decisamente rotta con blockbusteroni ad effetto tipo "Fast & Furious 7" oppure il supereroistico di prossima uscita "Aquaman", ennesimo spinoff dal campionario in costume della DC Comics.

Ma indubbiamente i suoi due film piu' riusciti sono e restano questi due "Conjuring", saga di infestazione, possessione ed esorcismi che hanno in comune i due "professionisti del paranormale" Ed e Lorraine Warren, basate su (per quanto siete disposti a crederci) fatti realmente avvenuti.

Due film dove la fanno da padrona case infestate da presenze malvagie ed invisibili, dove tra gli sfortunati inquilini ce n'e' sempre qualcuno che finira' per essere posseduto dal demone di turno.

Una storia sicuramente gia' vista e rivista migliaia di volte da "Amityville Horror" a "Shining" o "Poltergeist", ma che James Wan ha l'intelligenza di saperci riproporre grazie a una regia sopraffina capace di tenere sulla corda lo spettatore senza facili scossoni o colpi a sopresa.

Poche ombre mosse nel modo giusto, un battito di mani o una voce sussurrante bastano quindi a tenere letteralmente al guinzaglio il suo pubblico, per un regista capace come pochi di creare una sensazione di attesa da una semplice inquadratura fissa cosi come poi alcuni piccoli magnifici e terrificanti piani sequenza davvero ben diretti e congegnati.

Ben affiatata poi la coppia di esorcisti, con la sensitiva Vera Farmiga e il suo compagno inarrestabile Patrick Wilson, poliziotti del esoterico che danno filo da torcere alle presenze maligne delle case infestate.

Indagini poi condotte con piglio scientifico e documentate con registrazioni e prove materiali sul campo, creando un universo credibile nel quale poi il regista sapra' infondere paura e terrore in giusta quantita' grazie al sopracitato talento di narrare una sequenza con una immagine, uno spostamento di camera o un suono appena percettibile fuori campo che spiazza sempre e disorienta lo spettatore.

Una saga che in realta' si compone di tre capitoli, con un prequel "Annabelle" di mezzo che purtroppo non e' stato affidato alla regia di Wan ma al meno dotato John Leonetti che dimostra di aver capito veramente poco di quali fossero i punti di forza del primo film, in una storia che sa di riciclato e gia' visto oltre che diretta come un telefilm svogliato neanche troppo vietato ai minori.

Facciamo quindi finta che non ci sia mai stato e godiamoci i due molto piu' riusciti capitoli di James Wan, autore eclettico di cui sicuramente ci diverte ogni film ma speriamo quanto prima di vederlo tornare ai suoi horror, senz'altro il genere con cui ha piu' affinita' e nel quale sembra avere le migliori cose da esprimere attraverso il suo uso sapiente ed elegante della macchina da presa.

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