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Cultura

Intervista esclusiva a Chicca Morone

La nota scrittrice e poetessa si racconta...

29 Luglio
17:00 2018

Abbiamo avuto il piacere d’incontrare, nella sua villa di Moncalieri, Chicca Morone.

Poetessa, scrittrice e molto altro. Chicca Morone si è trasferita giovanissima a Torino ed ora organizza incontri culturali di alto livello, ai quali partecipano nomi di illustri intellettuali.

I prestigiosi salotti che la ospitano sono diventati un vero punto di riferimento per tutti coloro che desiderino avvicinarsi a quella Cultura con la "C" maiuscola, ove vengono dibattuti gli argomenti più diversi, senza alcun pregiudizio e senza alcuna chiusura.

Scrittori, Artisti, Poeti, Musicisti e Attori hanno la possibilità di far conoscere la propria Arte, presentandosi ad un pubblico sempre sensibile e attento a tutte quelle “curiosità intellettuali”, che come dice Chicca Morone sono il sale della Conoscenza.

Gentile e disponibile la nostra Ospite fa sentire a proprio agio l'interlocutore, regalando quella rispettosa confidenza che ci permetterà di accedere ad una dimensione dai toni riservati.

Entriamo ora nel merito di questa intervista, conosceremo più da vicino una forte personalità che sta firmando un momento determinante della Cultura torinese.

 

 

 

Giancarlo Guerreri: Gentile Signora Morone, lei è conosciuta come poetessa, scrittrice, librettista e organizzatrice di eventi culturali. Come nasce in lei l’amore per la letteratura?

Chicca Morone: Prestissimo, nella prima adolescenza. Negli anni Settanta ho seguito il corso di laurea in Lettere e Filosofia, ma già prima ero una lettrice “compulsiva”, nonostante il coprifuoco (“A letto!”) paterno imponesse la luce spenta alle 21: così leggevo con la pila sotto le lenzuola tutti i libri che trovavo, da “Guerra e pace” ai gialli Mondadori.

G.G.: Leggendo i Suoi versi è possibile immergersi in Dimensioni Altre, essere proiettati attraverso Mondi che sembrano disattendere le leggi della fisica e della comune concezione del Mondo.  È d’accordo nell’affermare che ognuno sia il creatore di un proprio sistema di riferimento e di un proprio contenitore di emozioni?

C.M.: Sì, certamente. Dipende dagli studi verso cui ci si incammina e il contesto in cui si vive. Ho seguito corsi di letteratura in cui l’indagine freudiana e junghiana in romanzi come “Senilità” di Svevo potevano già indirizzare alla ricerca nella sfera dell’inconscio e nello stesso tempo essere attratta dai manualetti sui Tarocchi senza capirne l’importanza: una formazione abbastanza folkloristica, ma univoca in sostanza.

G.G.: Lei ha detto che la Poesia è una necessità dell’Anima: la condivisione delle proprie esperienze emotive può essere considerata una necessità imprescindibile?

C.M.: Assolutamente, sì! Definire la Poesia un prodotto intellettuale è davvero riduttivo: Leopardi non avrebbe scritto il “Canto notturno…“ se non avesse provato dentro di sé il senso di solitudine e sbigottimento di fronte alla Luna; Gibran non ci avrebbe lasciato “Il profeta” se non avesse fatto emergere dal suo inconscio le leggi che regolano il contatto tra Natura e Uomo.

G.G.: Come concilia la scrittura o la composizione di versi con la lettura?  Sono attività complementari o antagoniste?

C.M.: Scherzosamente, almeno spero, dicono che ci siano più scrittori che lettori: personalmente credo che chi non legge è un po’ come chi non ascolta musica e pretende di dirigere un’orchestra.

G.G.: Esistono luoghi speciali, definiti “I luoghi dell’Anima”, Lei ne ha uno particolare?

C.M.: Viaggio molto e per ogni luogo trovo sempre quell’angolo in cui sento “borbottare” dentro di me quelle parole che mutano in versi nel momento in cui mi fermo e tutto intorno diventa nebbia. Certamente Mauritius è uno spazio magico molto prolifico, ma non posso negare che nella casa di Moncalieri ci sia quella spinta alla scrittura, anche se in prosa.

G.G.: Da alcuni suoi scritti sembra emergere una visione del Mondo in grado di contemplare delle Dimensioni che sfuggono alla comprensione della nostra mente, intesa come espressione della propria razionalità, ci vuole raccontare qualcosa in proposito?

C.M.: Credo che molti di noi abbiano perso la facoltà di vedere razionale e irrazionale come due piatti di una stessa bilancia: difficile vivere equilibratamente cercando di razionalizzare ogni cosa, in una esigenza di controllo che limita il respiro più ampio delle proprie azioni; nello stesso modo le scelte dettate dall’irrazionalità sono quelle che non ci permettono di essere consapevoli delle leggi che regolano il nostro cammino. Mi sento abbastanza folle per vivere serenamente giorno dopo giorno nel mio mondo magicamente reale.

G.G.: Ci può donare una definizione di poeta?

C.M.: Poeta è un medium che ascolta la voce della Natura e la traduce in versi. Poeta è chi ha dentro di sé una musicalità particolare, quel contatto con il divino che riesce a tradurre le melodie interiori, poi in suoni melodiosi per chi vuole condividerli.

G.G.: Progetti per il futuro?

C.M.: Quanto tempo abbiamo a disposizione? Scherzi a parte… in ottobre come associazione Il Mondo delle Idee (che presiedo) stiamo organizzando una lettura di poesie sul vino accompagnata dalle vibrazioni di crystal bowls, handpan e bansuri al Museo del Risorgimento qui a Torino, nel progetto della Regione “La vendemmia a Torino. Grapes in Town”.

G.G.: L’immaginazione ci porta a sognare e a visualizzare mondi migliori: secondo Lei quale futuro dobbiamo prevedere per il nostro Pianeta.... ammesso che il nostro Pianeta possa avere un futuro?

C.M.: “Ne sutor ultra crepidam” è il mio motto… Posso solo dire che sono affascinata dalle dinamiche interiori delle persone con cui vengo a contatto, un microcosmo denso di simboli e significati e sorrido all’idea di potermi esprimere su un argomento così impegnativo anche per quelli che viaggiano sui piani alti dell’economia, della finanza, della politica e della legge!

G.G.: Non posso che ringraziarLa per la Sua cortesia e augurarLe che i sogni che ha nel cassetto possano realizzarsi, diffondendo nel Mondo l’interesse e soprattutto la sincera passione per quel Veicolo di emozioni e di espressioni irrazionali rappresentato dalla Poesia.

 

Note biografiche:

Nata a Milano nel 1950, vive a Torino.

Scrittrice, poetessa, librettista, giornalista, ha tenuto rubriche fisse su Il Giornale dell’arte, Il Sole-24 Ore e Il Sole-24 Ore Nord Ovest.

Ha partecipato alla presentazione del Manifesto del Mitomodernismo (2004),

Ha fondato Il Mondo delle Idee (1994) e il premio letterario “Rodolfo Valentino-Sogni ad occhi aperti “(2008).

Pubblicazioni: 7 romanzi, 2 raccolte di racconti, 13 di poesie e un CD inciso con le arpe celtiche del maestro Zitello. 

Per il teatro: Stelle cadenti, Tra le ali dell’Angelo e Cristalli di Luna.   

Per la lirica: Mister Pinkerton di B. Oddenino; Saffo di S. Merletti: in entrambe suona le crystal bowls.

 

 

 

 

 

 

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