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Cronaca

La fake society - Siamo forse a un passo dalla fine della realtà?

Creare le bufale e semplicissimo, mentre Banche e Governi detengono la verità.

20 Settembre
11:00 2018

La maggior parte delle persone, non è capace di distinguere le notizie vere da quelle false, come ci dice CODICE, un programma di divulgazione, in onda su Rai 1 che, il 2 agosto 2018, ha trattato, con un’interessante puntata, le fake news -

Le persone credono nelle fake news, perché producono fake news e, spesso, lo fanno per passare da controllati a controllori.

 

Secondo Cambridge Analytica, società di consulenza britannica di intermediazione e analisi dati, noi abbiamo sempre vissuto all’interno di una bolla, una società artificiale, una fake society.

Oggi, rispetto al passato, però, regna un illusionismo di massa, replicato su scala globale che, mentre ci illude con informazioni fake, sfrutta i nostri dati per illuderci ancora, anche attraverso le campagne elettorali in cui, società di analisi dei dati, sfruttano la potenza pulviscolare degli algoritmi.

Questa potenza di calcolo, invece, deve diventare trasparente, condivisibile e negoziabile.

 

Il vero potere è rimasto nelle mani delle Banche e dei Governi che conoscono tutta la verità.

 

Il mondo che abbiamo costruito è così complesso che, per viverlo, bisogna semplificarlo. I Governanti l’hanno capito ed è per questo che ci hanno costruito intorno un Mondo fasullo.

 

Le nostre vite prosperano sulla rete, sembriamo i padroni ma essa, non soltanto permette a noi utilizzatori di fare una serie di cose per cui si sentiamo felici, ma al tempo stesso, ci possiede.    

Secondo il linguista Raffaele Simone, si è imposto, a questo punto, il cosiddetto mostro mite, un sistema mediatico cognitivo, relazionale, infantilizzante e persistente, che trasforma tutti in un carnevale, lasciando pochi a governare le masse.

 

Negli anni 80, ci fu una completa ritirata degli intellettuali, degli attivisti, dei radicali che avevano contestato la società fino a quel momento, un rifugiarsi nel privato, che aprì la porta ai mercati finanziari, alle armi di distruzione di massa, per condurci poi, verso la globalizzazione.

 

Le minime variazioni dei Big data, servono a orientare il mercato, le campagne elettorali e quant’altro, senza un antidoto alla manipolazione dell’algoritmo.

Con lintelligenza artificiale, alterare immagini e voci in un modo non riconoscibile dai nostri sensi, è diventato uno dei campi di maggiore impatto dell’intelligenza artificiale.

Nel campo della politica ad es., si registrano i risultati più sorprendenti di questo fenomeno. 

Mentre prima, un’immagine valeva più di 1000 parole, ora vale più di 1000 bugie. Creare le bufale e semplicissimo.

 

Esistono programmi che permettono di prendere un volto, ad es. di un ex Presidente della degli Stati Uniti e fargli muovere le labbra, come una macchinetta che segue tutte le espressioni di chi è inquadrato dalla videocamera. L’Università di Washington ha ricostruito tutti i movimenti facciali di Barack Obama, sincronizzando le sue labbra con le parole pronunciate da un imitatore. Circola nella rete, un video tarocco dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che annuncia le sue improbabili dimissioni.

 

Editare, come autentico, un video falso, sarebbe così facile da mettere quasi in dubbio l’autenticità di qualsiasi video. Potremmo vedere il video di una persona che conosciamo e dubitare dell’autenticità. Pensate ai video falsi di ambito pubblico e politico che potrebbero influenzare la stessa vita politica. Sorge il dubbio, nelle persone, che qualunque video, di qualsiasi natura, possa essere manipolato e la sfiducia potrebbe essere pervasiva.

 

Le contromisure dovranno essere un insieme di azioni che spazieranno dal campo tecnologico, con certificazioni d’ autenticità di un video, di una foto, con firme digitali delle macchine fotografiche e delle macchine video che garantiranno che la foto o il video uscirà da quello strumento foto/video, all’ ambito legislativo, con normative, sanzioni che contrasteranno le fake news.

 

Le fake news sono delle vere proprie armi da guerra dell’informazione, al pari di missili di precisione, perché possono arrivare a mettere in crisi le Democrazie e le scoperte scientifiche, oltre che rovinare la reputazione di persone e organizzazioni, eppure la massa delle persone sembra amare le fake news!

 

Una fabbrica del falso, dagli esiti incontrollabili, che lavora a ciclo continuo, al punto che riesce a preparare dei programmi per inventare dal nulla persone mai esistite, ma assolutamente credibile. Siamo forse a un passo dalla fine della realtà?

 

La Nostra mente, ci dice il futuriste, Federico Pistono di CODICE, ha bisogno di creare delle storie che siano familiari, comprensibili. Noi costruiamo un modello della realtà che non è la realtà, ma che ci fa comodo credere e da un punto di vista evoluzionistico, questo ha perfettamente senso, perché per 200.000 anni, la specie umana è cresciuta, si è evoluta sempre in situazioni che ci apparivano familiari, infatti se io mi trovassi di fronte a un oggetto assolutamente sconosciuto, non lo riconoscerei e se comunque lo dovessi riconoscere e lo raccontassi a qualcuno, nessuno mi crederebbe. Tutto questo accade perché la nostra mente deve utilizzare delle storie che sono facilmente comprensibili, che rientrano negli schemi che noi già conosciamo, se così non è le rifiutiamo.

 

Il problema serio è che oggi, la nostra civiltà è molto più complessa e quindi le cose nuove, fuori dal nostro schema mentale, accadono ogni giorno e con la rete, ne siamo informati subito ma noi, avendo la possibilità di scegliere tra quella che è una falsità rassicurante e quella che è una verità scomoda, difficile da comprendere, sul piano razionale, scegliamo la falsità rassicurante.

 

Tutto questo i grandi poteri lo sanno benissimo e lo sfruttano costantemente.

Quindi, noi adesso stiamo navigando in un mondo comodo, ma non facciamo delle vere scelte, siamo un po’ come dei pupazzi mossi dai grandi poteri, con l’illusione che stiamo facendo delle scelte autentiche.

 

È cambiato il sistema di accesso alle informazioni attraverso i social media. E’ saltato quel filtro attraverso il quale gli esseri umani cercavano informazioni, ossia i Mediatori, si è trovato il sistema per bypassare e andare direttamente alla fonte, senza comprendere però, che l’essere umano non sempre agisce in modo razionale e interessato alla verità. L’essere umano, ha una percezione della realtà che è parziale. Le interpretazioni umane sono spesso soggette a delle mancanze, a interpretazioni che rifiutiamo le informazioni a contrasto.

 

Per questo motivo sui social, con la disintermediazione, combinata con la mancanza di informazioni a contrasto,  ci si trova in un marchingegno in cui emerge quel fenomeno che noi chiamiamo echo-chamber, cassa di risonanza, in cui si creano dei gruppi di persone che condividono la stessa idea del mondo e cooperano per raccogliere le informazioni con quelle  persone che hanno lanciato la fake e non importa se l’ informazione è   vera o falsa, importa che sia coerente con la narrazione condivisa, anzi, non solo costoro ignorano le informazioni a contrasto, ma se qualcuno contesta la loro informazione dicendo che non è vera, questo susciterà in loro ostilità e rabbia.

sc

immagine: italiani.it

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