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Economia e finanza

Alitalia, nuovo crocevia: niente bando, M5S e Lega la vogliono tutta italiana.

Si studia una "new company": niente più 51%, bensì la totalità del capitale con il governo che starebbe già lavorando ad un piano per avere il 100% del gruppo.

8 Agosto
12:00 2018

Cresce l’attesa per il futuro di Alitalia, uno dei dossier più urgenti sul tavolo del governo gialloverde. Diversamente da quanto ipotizzato all’inizio, si profila una “soluzione tutta italiana” con un doppio obiettivo: da un lato, salvaguardare i posti di lavoro e, dall’altro, avere nuovamente una compagnia aerea di bandiera. Di recente è stato lo stesso vicepremier Matteo Salvini a ribadire l’importanza per il nostro paese di una simile opzione: “Un Paese a vocazione turistica come l’Italia non può rinunciare a una compagnia di bandiera. L’importante è che i voli arrivino in orario, alcuni commissari dovrebbero rispondere civilmente e penalmente di quello che hanno fatto”.

Insomma, niente più 51%, bensì la totalità del capitale con il governo che, dunque, starebbe già lavorando ad un piano per avere il 100% del gruppo. Negli ultimi giorni, infatti, aumentano gli indizi che vanno nella direzione di una nazionalizzazione del vettore in fallimento, soluzione gradita a Movimento 5 Stelle quanto alla Lega.

Secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, sarebbe esclusa per ora l’ opzione di un nuovo bando di gara, che era invece stato annunciato. I due partiti di maggioranza avrebbero concordato l’ ipotesi di mettere subito i piedi nel vettore, creando una «newco» partecipata da aziende pubbliche, a partire in primo luogo dalle Ferrovie dello Stato e altre aziende statali dei trasporti, ma in ballo c’ è anche la partecipazione della Cassa depositi e prestiti e di Poste.

A questo punto, la tabella di marcia prevede la presentazione, tra settembre e ottobre, di un nuovo piano industriale che dovrebbe annunciare la nazionalizzazione totale in linea con la vocazione “protezionista” e “nazionalista” del governo. Ipotizzabile anche un ricambio a monte simile a quello avvenuto per le Ferrovie e Cassa Depositi e Prestiti con gli attuali commissari straordinari impegnati nella gestione della “bad company” portando le offerte di Lufthansa, Easyjet e Wizz Air a perdere la loro validità.

Alitalia, forte riduzione delle perdite nel primo semestre – A proposito di commissari, si sentono gli effetti della cura sui conti Alitalia. I risultati del primo semestre, anticipati da Il Sole 24 Ore, vedono una forte riduzione del rosso, ormai quasi dimezzato. Nel dettaglio la perdita netta del periodo è pari a 315,2 milioni di euro, contro i 527,6 dell’anno precedente.

CHE NE PENSA L’UE? – Pochi giorni fa, sulla vicenda Alitalia, si era espressa Margrethe Vestager, commissaria Ue alla concorrenza sottolineando che può anche essere “in parte di proprietà pubblica” purché lo Stato “agisca come attore del mercato“, spiegando che l’Unione Europea non ha “una soluzione preferita, come sapete siamo neutrali sulla proprietà“.

ALITALIA VETTORE PIU AFFIDABILE D’EUROPA – Intanto, in un momento tanto delicato quanto complesso, c’è spazio anche per qualche buona, incoraggiante notizia, specie in ottica futura. Con il 99,6% di regolarità registrato a luglio, mese tradizionalmente difficile per le performance operative delle compagnie aeree, Alitalia conferma il trend positivo che la porta ad essere, nei primi sette mesi dell’anno, la “compagnia più affidabile d’Europa”, con un tasso di regolarità dei voli del 99%.

quifinanza.it

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