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Generazioni sconvolte – I giovani di Sale Castelnuovo e Villa Castelnuovo alla Prima Guerra Mondiale

Il libro di Rita Giacomino ed Ezio Girardi ricorda i militari nati a Sale Castelnuovo e Villa Castelnuovo, due piccoli paesi della Valle Sacra in Canavese, oggi uniti nel comune di Castelnuovo Nigra, che parteciparono alla Guerra 1915-1918

13 Settembre
12:00 2018

Il libro “Generazioni sconvolte – I giovani di Sale Castelnuovo e Villa Castelnuovo alla Prima Guerra Mondiale”, di Rita Giacomino ed Ezio Girardi, intende ricordare i militari nati in due piccoli paesi della Valle Sacra in Canavese, Sale Castelnuovo e Villa Castelnuovo oggi riuniti nel comune di Castelnuovo Nigra, che hanno partecipato alla prima guerra mondale (1915-1918).

Sono 334 i soldati combattenti di questi comuni e precisamente 203 di Sale Castelnuovo e 131 di Villa Castelnuovo. La maggioranza lavorava come contadino, altri erano minatori, vi erano poi dei carrozzieri (conducenti di carri), negozianti, sarti, calzolai, alcuni camerieri, un farmacista, un giornalista e alcuni studenti.   

La percentuale di analfabeti era molto bassa; molti erano già stati all’estero per lavoro e vi torneranno dopo la fine della guerra, soprattutto in America, ma anche in Francia, in Germania e in Svizzera, per fermarsi con la famiglia, oppure per rientrare e riprendere il lavoro di contadini nella terra natia.

Benemerito intento degli Autori è quello di avvicinare i giovani alla storia delle loro famiglie e alla conoscenza delle vicende belliche che hanno cambiato il nostro Paese e hanno contribuito alla formazione di un tessuto storico-culturale ancora oggi presente e attuale.

Così il libro, nelle sue 416 pagine a colori, inizia con l’esposizione di alcuni cenni sulla Prima Guerra Mondiale di cui fornisce la cronologia degli avvenimenti italiani e le notizie relative al reclutamento militare. Seguono poi le schede di tutti i soldati di Sale e di Villa Castelnuovo partecipanti al conflitto. Ogni scheda, corredata dalla foto, quando disponibile, espone le notizie ricavate dai Ruoli Matricolari del Distretto Militare d’Ivrea, da documenti reperiti in vari Archivi comunali e statali, e ancora le comunicazioni inviate dalla Croce Rossa Italiana o dal Ministero della Guerra ai comuni.

Le motivazioni delle Medaglie conferite sono tratte dall’Istituto Nastro Azzurro sui decorati al Valor Militare e le descrizioni dei fatti d’armi sono state desunte dai Diari reggimentali dei Reparti combattenti. 

Ricco e documentato l’apparato iconografico che illustra le mostrine, i copricapi, i fregi di Arma, Corpo e Reggimento e i distintivi di grado per soldati, sottufficiali e ufficiali del Regio Esercito Italiano. Appaiono anche le immagini delle onorificenze ricevute.

Gli Autori hanno adottato un linguaggio scarno ed essenziale dei fogli matricolari, che non concede niente alle emozioni dei militari al fronte, lasciando immaginare ai lettori la fatica di vivere nelle trincee, il tormento del freddo e della fame, la sofferenza dei feriti e dei prigionieri, la nostalgia delle famiglie, il terrore alla vista dei compagni uccisi, l’orrore di dover uccidere e la paura di morire. Ritengono che nonostante le inefficienze del governo, l’impreparazione dell’esercito e l’equipaggiamento inadeguato, i nostri soldati abbiano combattuto eroicamente, spesso contro nemici superiori per numero e per armamento. Anche se erano in guerra non per scelta ma costretti, hanno dimostrato ardimento e spirito di sacrificio.

I Caduti di Sale Castelnuovo sono stati 38 e 17 quelli di Villa Castelnuovo.

I prigionieri sono stati 20, condotti in vari campi di concentramento.

«È stato difficile reperire la documentazione negli archivi: - dicono gli Autori - alcuni fogli matricolari sono scomparsi, altri sono quasi illeggibili per deterioramento. Lo stato di servizio degli Ufficiali conservato a Roma è di complicata consultazione per motivi burocratici e di lontananza, come pure i Diari dei Reggimenti.

La ricerca presso le famiglie per ritrovare foto, medaglie, immagini e ricordi è stata interessante, ma anche avventurosa, perché molti discendenti sono espatriati, altri si sono persi in Paesi lontani e molte famiglie non esistono più».

Rita Giacomino ed Ezio Girardi ci tengono anche a ricordare di aver visitato i luoghi delle battaglie, sul Pasubio, sull’Ortigara, sul Grappa, sul Carso, a Caporetto, sui monti circostanti. Questo loro pellegrinaggio si è concluso ai Sacrari militari anche per rendere omaggio a quei Caduti che forse non hanno mai avuto il conforto di una visita o di una preghiera.

Durante le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, il libro è stato presentato in alcuni comuni del Canavese con la partecipazione del Gruppo storico-folcloristico “La Lusentela”. Sono stati eseguiti canti della Prima Guerra Mondiale ed è stata data lettura di diari e lettere di militari con proiezione di immagini dei luoghi coinvolti nel tragico evento.

 

Rita Giacomino ed Ezio Girardi

Generazioni sconvolte – I giovani di Sale Castelnuovo e Villa Castelnuovo alla Prima Guerra Mondiale

Associazione “Amici della Cultura Piemontese”, Pianezza, 2017

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